venerdì, 31 marzo 2006

L’arte di travisare la realtà

 Mi ha colpito un post dell’amica Marce e col suo permesso lo utilizzo per una mia riflessione. Intanto ecco il post:

Parallelismo e confronto con la realtà moderna...

 Vi rendete conto che già nel 1651, Hobbes, aveva riconosciuto una delle più attuali e moderne forme di espressione del potere umano: il condizionamento dei sistemi di comunicazione e la creazione delle ideologie. Sosteneva infatti che la vita sociale, fosse possibile grazie alla sottomissione dell'uomo al "potere comune" (chiamato da Hobbes "Leviatano"), tramite una forma di contratto sociale. Un esempio che molto mi ha colpita, sempre proposto dal sopracitato filosofo, era che...  se un assioma della geometria euclidea risultasse contrario all'esercizio del potere di un uomo, questi non si limiterebbe a metterlo in discussione, ma cercherebbe, per quanto in suo potere, di sopprimerlo, distruggendo tutti i libri nei quali esso è esposto. La modernità di questa osservazione può apparire in modo più evidente se si pensa all'azione delle multinazionali del tabacco volta per decenni a nascondere i risultati delle ricerche scientifiche relative ai gravi effetti della nicotina sull'organismo umano. [http://marcellaticca.splinder.com/]

 Ebbene questa tendenza a manipolare la realtà interpretandola in modo arbitrario mi pare la caratteristica dei nostri tempi.  Quando vedo certi visi alla tv pronunciare con estrema serietà delle autentiche fandonie, quando li senti parlare di indignazione pur di accusare l’avversario politico, o quando si sottolineano certe espressioni del viso, per screditare magari quanto un interlocutore sta dicendo, mi pare un ottimo modo, nella nostra civiltà dell’immagine e del chiasso, per impedire alle persone di ascoltare veramente e di riflettere su quanto vien detto.

Io credo che chi è abituato ad usare la ragione per valutare la realtà non dovrebbe lasciarsi ingannare da questi  astuti messaggi subliminali.

Ma chi usa ancora la ragione? Quando sento dire da una persona che sembra intelligente che non voterà mai il tale uomo politico, che non ha mai visto di persona, ma che i mass media gli hanno mostrato in un certo modo, e identifica il tale uomo politico con tutta la sua coalizione, a me pare davvero un atteggiamento istintivo e assolutamente irrazionale.

Come sapete ho pubblicato qualche giorno fa un manifesto  per un voto senza rimpianti”. [http://annavercors.splinder.com/post/7591540 ]

Esso constava di due punti fondamentali: il primo era la posizione della Chiesa su temi quali la vita, la famiglia, la  libertà di educazione; e il secondo valutava, dati alla mano, il comportamento delle due coalizioni che si contendono il potere nelle imminenti elezioni.

Ebbene l’obiezione che mi è stata mossa è stata: perché non dici chiaramente per chi voterai?

Personalmente ho troppa stima dell’intelligenza delle persone, per cui piuttosto che sbandierare le mie scelte partitiche, preferisco offrire, a credenti e non, quella che è la posizione della Chiesa (che a me sta  a cuore) e il comportamento delle due coalizioni nella passata legislatura anche a livello europeo.

Credo che nonostante la civiltà dell’immagine e del chiasso minacci seriamente la nostra intelligenza, una persona sia attualmente in grado di capire quanto il manifesto voleva dire.

Al limite si possono fare degli appunti  e correggere degli errori, se ce ne sono.

In realtà io credo che l’obiezione nasca dal fatto che alcuni in Italia abbiano perso la facoltà di ragionare sulla base dei fatti e si basano solo sulle ideologie o sull’emotività.

Mentre la realtà è quella che è (è inesorabile, diceva qualcuno) e ignorarla per far prevalere l’ideologia può essere estremamente pericoloso.

postato da AnnaV alle ore marzo 31, 2006 19:42 | link | commenti (17)
categorie: politica, la ragione, fede e societĂ 
venerdì, 31 marzo 2006

I CONTI DELLA SERVA

      Non amo i battibecchi tra politici , ma osservo con attenzione quel chiede la Chiesa e il comportamento delle varie coalizioni, come avrete visto nel  manifesto [http://annavercors.splinder.com/post/7591540 ]

"... per un voto senza rimpianti"

     Oggi scopro questa interessante riflessiono di G. Barra nell'editoriale de "Il Timone" di aprile. Mi sembra di poterla condividere e la offro alla vostra riflessione:

I conti della serva

di Gianpaolo Barra


E se noi cattolici, per scegliere chi votare il 9 aprile, ci facessimo semplicemente "due conti della serva"? Niente calcoli complessi, fumosità concettuali o elucubrazioni mentali: rivolgiamoci al semplice buon senso, che se non manca alla serva proverbiale, non manca nemmeno a noi. In realtà, che cosa ci conviene di più? Diciamolo onestamente, noi non siamo "super partes": tra centro-destra e centro-sinistra, preferiamo lo schieramento i cui programmi più s'avvicinano alle indicazioni della Chiesa. La quale, come dice il cardinale Ruini, non dà indicazioni di voto, ma offre criteri di giudizio, perché possiamo scegliere con coerenza. Detto questo, facciamo un paio di conti.


Per la Chiesa, la difesa della vita, fin dal concepimento, è criterio di giudizio prioritario. I cattolici non devono votare partiti favorevoli all'aborto e all'eutanasia. Tutto chiaro. E il mio "conto della serva" si domanda: sulla vita, chi non la pensa come la Chiesa? Risposta: i radicali e i socialisti della Rosa nel Pugno, i Rifondatori comunisti di Bertinotti, i Comunisti italiani di Diliberto, i Verdi di Pecoraro Scanio, l'Italia dei Valori di Di Pietro, i Diessini di Fassino. E constata: questo è il grosso dello schieramento di centro-sinistra. Invece, concordano con la Chiesa, salvo eccezioni marginali, parte della Margherita e l'Udeur di Mastella (centro-sinistra) e lo schieramento di centro-destra (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Udc, Democrazia Cristiana). Prego, signori, vogliate registrare!


Avanti. Per la Chiesa, criterio decisivo di giudizio per scegliere chi votare è la famiglia, quella composta da uomo e donna uniti in matrimonio. Dunque, chi promuove Pacs e unioni omosessuali non merita il voto dei cattolici. E il mio "conto della serva" si domanda: chi avversa quel che dice la Chiesa? Guarda caso, gli stessi di prima: Rosa nel Pugno, Comunisti rifondatori e italiani, Verdi, il partito di Di Pietro e Diessini, dunque - ancora - il grosso del centro-sinistra. Convengono, invece, con la Chiesa, salvo eccezioni marginali, parte della Margherita e l'Udeur (centro-sinistra) e Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Udc e Democrazia Cristiana (centro-destra). Metto in conto anche questo.


Procediamo. Grazie al Concordato, lo Stato paga gli insegnanti di religione. In più, meritoriamente, il governo di centro-destra li ha immessi in ruolo, equiparandoli ai loro colleghi. Perché negarlo?: è una novità importante, della quale sono contento. Bene, il mio "conto della serva" annota: chi si è lamentato di questa decisione favorevole a noi cattolici (e non solo), chi vuole dare un colpo all'opera educativa della Chiesa in Italia? Guarda caso, sempre loro: radicali e socialisti della Rosa nel Pugno, Comunisti di Bertinotti e di Diliberto, Verdi, "Dipietrini" e buona parte dei Diessini, tutti nello schieramento di centro-sinistra. Non così lo schieramento di centro-destra. Lo so, a qualcuno, specie se cattolico della specie "adulta", tutto questo spiacerà, ma a me, che son come la serva, interessa sapere come stanno le cose. E prenderne nota!


Qui mi fermo. Lo spazio è poco, la lista è lunga, i lettori la completeranno. I "conti della serva" sono arrivati alla riga e urge una decisione.
Ai miei "due conti della serva" non sfugge un fatto: ogni qualvolta - sì: ogni qualvolta! - si prospettano misure conformi alle indicazioni della Chiesa (su vita, famiglia, eutanasia, educazione, 8 per mille, Concordato, fecondazione assistita, ingegneria genetica, insegnamento della religione, sostegno alle scuole private, etc.), sempre - dico sempre! - la contestazione, l'avversione, gli ostacoli, le prese di distanza, le grida d'allarme e perfino l'astio emergono nelle forze del centro-sinistra. Non di tutte, ma della gran parte.
Che cosa fa una serva che non vuole farsi male? Vota per questa gente? Guardate che le mancherà la laurea, non il buon senso. Sarà ignorante, non sciocca. Non avrà diploma, ma ha il cervello. E capisce cosa le conviene: che vinca il centro-destra.

Bene, io, da cattolico, la penso come lei.

http://www.iltimone.org/edit-apr2006.htm

postato da AnnaV alle ore marzo 31, 2006 12:20 | link | commenti (1)
categorie: politica
giovedì, 30 marzo 2006

Spagna, fratello e sorella si amano

«Dopo i gay sposate anche noi»

 Ricevo questa news letter e la trascrivo perchè ci aiuti a riflettere a cosa porta una società dove trionfa il detto del famoso teologo del secolo scorso Cornelio Fabro “Dio, se c’è non c’entra”.

Vogliamo una società in cui Dio non c’entra? Ecco a cosa andiamo incontro. Ecco quello che educherà i nostri figli  che ormai sono i mass media ad educare e non il sano desiderio dei genitori di dar loro tutto ciò che è bello vero e buono.

Vogliamo che vengano abituati anche loro all’idea che l’incesto è una cosa accettabile? Dove credete voglia arrivare certa pseudocultura che spesso viene salutata e riverita in nome della libertà (che non è libertà ma libertinismo… ed è bene conoscere la differenza tra le due cose).Credo sia salutare essere informati sulle derive che una cultura senza Dio può consentire.

In Spagna , sotto la spinta di un attentato, che ha seminato terrore, è salito al potere un uomo politico  che la sta trasformando in un luogo dove  sessanta coppie gay hanno finalmente potuto celebrare le loro nozze svilendo l’istituto del matrimonio, dove è possibile decidere davanti ad un impiegato comunale il proprio sesso, dove i bambini che hanno bisogno per una crescita armonica delle due figure genitoriali, padre maschio e madre femmina, come da sempre è accaduto, possono avere come genitori due figure dello stesso sesso.

Qui non è proprio il caso di  pretendere che un errore umano (come tutti gli errori che ciascuno di noi può compiere) sia legittimato da una legge.

Occorre guardare con onestà  la realtà e saper distinguere il male dal bene, senza demonizzare nessuno, perché siamo tutti soggetti all’errore. Però non è lecito trasformare l’errore di una o più persone in gesto legittimato dallo stato.

Lo stato deve essere al servizio del bene di tutti i cittadini, non a servizio dei loro capricci.

 

Ma ecco la notizia tratta da “ La Stampa” del 27/3/2006:

 

 LA VICENDA E' DIVENTATA UN FILM, MA ANCHE NEL PAESE DI ZAPATERO IL LORO RAPPORTO E' VIETATO

 Spagna, fratello e sorella si amano : «Dopo i gay sposate anche noi»

 di Gian Antonio Orighi

 MADRID. Rosa e Daniel Moya Peña, coppia di fatto da 29 anni, hanno appena visto compiersi un primo desiderio: che il regista Ramón Costafreda girasse un film sulla loro storia.

Adesso viene il secondo, quasi impossibile: che la pellicola apra un dibattito, nella libertaria Spagna del premier socialista Zapatero, per raggiungere il sogno per cui lottano invano dal '77: sposarsi. Il movie, trasmesso dalla progressista TV-3 catalana, si intitola «Més que germans» (Più che fratelli). Rosa e Daniel, infatti, sono fratello e sorella con due figli. Ed il tabú che vogliono abbattere è nientemeno che l'incesto.

 

 La loro storia nasce a Madrid. Daniel, 47 anni, stava facendo la «mili» ( la naja in slang castigliano) nella Legione e un venerdì sera va a ballare in una discoteca del centro allora molto in voga, la Xairo. «Balli?», chiede a Rosa, oggi 47enne «No», risponde la fanciulla. Dopo 15 giorni si ritrovano in un pub della capitale. Il legionario si fa ancora avanti e le chiede se si ricorda di lui. «Si, sei quello con cui non volevo danzare», risponde stavolta ammiccante la donzella. Un colpo di fulmine e la coppia comincia ad uscire insieme.

 Dopo sei mesi, un innamoratissimo Daniel chiede alla fanciulla se può andarla a prendere al lavoro. Ricevuta risposta affermativa, domanda: «Di chi devo chiedere?». La risposta gli fa venire la pelle d'oca: «Di Rosa María Moya Peña». Il seguace di Edipo, anche se ancora non sa, ribatte che deve essere uno scherzo, perché anche lui ha gli stessi cognomi. Ma non è finita quí: per crederle chiede a Rosa la carta d'identità, che reca il nome dei genitori. Identici ai suoi: Juan e Carmen.

 

Tramite una zia, i due fidanzati scoprono la verità: sono fratelli. I genitori galiziani, che vivevano a La Corúña, si sono separati nel '59. I 5 figli del matrimonio vengono divisi (e degli altri tre, dati in affidamento, non si è saputo più nulla). Daniel rimane con la madre. Rosa viene spedita in un orfanatrofio di Madrid. La giovane coppia non sa cosa fare e si separa per cinque mesi. Peró Cupido detta legge nei loro cuori, l'amore vince sull'incesto, allora reato (è stato depenalizzato nel '78 ma è ancora proibito dall'articolo 47 del Codice Civile).

 

 Prima i «piú che fratelli» scappano ad Alicante, poi decidono di andare a parlare con la madre, Carmen, che vive ancora a La Coruña. E le comunicano che già convivono «more uxorio». «Siete matti, chissà cosa dirà la gente», disapprova la genitrice. Ma Rosa e Daniel continuano per la strada, mettono al mondo due figli, Cristina (20 anni) e Ivan (13), e decidono di vivere pubblicamente la loro love-story proibita, anche se gli psicologi stimano che tra il 5 ed il 10% della popolazione ha rapporti incestuosi con familiari diretti.

 

 I «Més que germans» sono ritornati nella Galizia natale, a Cambre, vicino a La Coruña. Una tenuta di campagna che ospita anche il frutto del loro amore, a cui non hanno mai nascosto la verità.(…)

  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200603articoli/356

Un aggiornamento interessante: la storia di una ragazza vissuta con due madri la troverete a questo link:

 http://www.stranocristiano.it/news/news_0603/lesbiche.htm

 

postato da AnnaV alle ore marzo 30, 2006 10:01 | link | commenti (4)
categorie: societĂ 
martedì, 28 marzo 2006

...per un voto senza rimpianti  

Caro concittadino,

quello che desideriamo proporti, nelle righe che seguono, è un invito ad approfondire le ragioni del tuo libero voto alla luce di quanto propone la Chiesa, cattolico o no che tu sia.

Il documento è diviso in 3 parti: i principi ideali che sottoponiamo alla tua approvazione critica, i criteri concreti della scelta che derivano da tali principi e alcuni dati della storia recente che aiutino a scegliere per il futuro.

PRINCIPI IDEALI
Posto che la politica non possa essere da sola la risposta alla domanda di ogni uomo – compito che appartiene principalmente alla proposta educativa che la società è in grado di proporre e alla libera risposta del singolo – è comunque vero che la sua funzione è fondamentale sia nel porre le condizioni per cui questa proposta sia possibile, sia nel dare, attraverso le leggi, le linee-guida del cammino di un popolo.

Ecco in dettaglio i principi ideali su cui ti invitiamo a giudicare le varie proposte politiche:

•  La difesa della vita, “la nuova frontiera della questione sociale”, come espresso da papa Benedetto XVI, e del mistero dell'amore fra uomo e donna aperto alla procreazione

•  Una concezione dell'uomo che non riduca l'essere umano a strumento della scienza o a cancro dell'ambiente o a puro consumatore oppure ancora alla sola sessualità

•  Un'attenzione alla libertà, dignità suprema della persona, in tutte le sue declinazioni, a cominciare dalla libertà religiosa e dalla libertà di educazione: ad ogni cittadino (religioso o laico) sia permesso di proporre a tutti i livelli della vita pubblica il suo credo senza limitazioni, compatibilmente con i principi che fondano la storia e la tradizione del popolo italiano

•  Una carità basata sulla società e che non sia annullata o limitata dall'azione dello Stato (“ Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali” – Benedetto XVI, enciclica Deus caritas est)

CRITERI DELLA SCELTA
Per operare concretamente la scelta, occorre distinguere, nel marasma quotidianamente proposto dai media e dai politici, che cosa veramente ci sta a cuore.

Riportiamo, al proposito, il brano della “Nota sull'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica” (Card. J. Ratzinger, 2002) , in cui vengono sinteticamente descritte le esigenze etiche irrinunciabili per un cattolico che si cimenti con la politica:

“Quando l'azione politica viene a confrontarsi con principi morali che non ammettono deroghe, eccezioni o compromesso alcuno, allora l'impegno dei cattolici si fa più evidente e carico di responsabilità. Dinanzi a queste esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili, infatti, i credenti devono sapere che è in gioco l'essenza dell'ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona. E' questo il caso delle leggi civili in materia di aborto e di eutanasia (da non confondersi con la rinuncia all'accanimento terapeutico, la quale è, anche moralmente, legittima), che devono tutelare il diritto primario alla vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale. Allo stesso modo occorre ribadire il dovere di rispettare e proteggere i diritti dell' embrione umano . Analogamente, devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia , fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e protetta nella sua unità e stabilità, a fronte delle moderne leggi sul divorzio: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali un riconoscimento legale. Così pure la garanzia della libertà di educazione ai genitori per i propri figli è un diritto inalienabile, riconosciuto tra l'altro nelle Dichiarazioni internazionali dei diritti umani. Alla stessa stregua, si deve pensare alla tutela sociale dei minori e alla liberazione delle vittime dalle moderne forme di schiavitù (si pensi ad esempio, alla droga e allo sfruttamento della prostituzione ). Non pu? essere esente da questo elenco il diritto alla libertà religiosa e lo sviluppo per un' economia che sia al servizio della persona e del bene comune, nel rispetto della giustizia sociale , del principio di solidarietà umana e di quello di sussidiarietà , secondo il quale «i diritti delle persone, delle famiglie e dei gruppi, e il loro esercizio devono essere riconosciuti». Come non vedere, infine, in questa esemplificazione il grande tema della pace. Una visione irenica e ideologica tende, a volte, a secolarizzare il valore della pace mentre, in altri casi, si cede a un sommario giudizio etico dimenticando la complessità delle ragioni in questione. La pace è sempre «frutto della giustizia ed effetto della carità»; esige il rifiuto radicale e assoluto della violenza e del terrorismo e richiede un impegno costante e vigile da parte di chi ha la responsabilità politica”

CRITERI PRATICI DELLA SCELTA
E' importante considerare il “contesto” in cui si troverà ad agire il parlamentare che ci rappresenterà: la singola persona è limitata dal partito che la sostiene e il partito è limitato dalla coalizione cui aderisce. Occorre quindi chiedersi se la persona di mia fiducia avrà la possibilità di portare realisticamente a frutto i suoi propositi ideali. Nel dettaglio:

Coalizione
Fare attenzione al condizionamento di giornali e media, i quali puntano “ossessivamente” solo su alcuni aspetti (come la crescita economica o l'impresentabilità di alcuni candidati), perdendo di vista il quadro generale, ovvero l'idea di uomo e di società di ogni coalizione che si presenta agli elettori

Partito
Poiché non è possibile prevedere nella rigidità di un programma tutte le future azioni di una maggioranza parlamentare, ti invitiamo a dare un giudizio leale e critico su ogni partito per stabilire in coscienza quale sia il più adatto per portare avanti in particolare quelle “esigenze etiche irrinunciabili” che abbiamo posto alla tua attenzione

Uomo politico
Nella scelta di un partito politico, non sono decisive le valutazioni morali sulle singole persone, ma piuttosto le possibili azioni che queste intraprenderanno sulla base delle loro convinzioni (ad esempio, un politico divorziato che difende il matrimonio è politicamente preferibile ad un politico “fedele” che indebolisce la famiglia)

ALCUNI FATTI DELLA STORIA RECENTE
Ecco il comportamento delle coalizioni che si presentano alle prossime elezioni, nelle ultime votazioni italiane ed europee sui temi sopra descritti:

ITALIA
Legge 40: esclude ogni sperimentazione sull'embrione umano (marzo 2004)

Voto:
•  Casa delle Libertà: 96% favorevoli, 3% astenuti, 1% contrari
•  Unione: 18% favorevoli, 82% contrari
(dati ricavati dal sito ufficiale del Senato - http://www.senato.it/)
•  Numero di proposte di legge a favore dell'eutanasia:
•  Casa delle Libertà: nessuna
•  Unione: 5 (depenalizzazione per i medici che fanno morire i malati consenzienti)
•  Numero di proposte di legge contro l'eutanasia:
•  Casa delle Libertà: 1 (punibilità dei medici che praticano l'eutanasia)
•  Unione: nessuna
•  Numero di proposte di legge a favore dell'equiparazione eterosessualità-omosessualità
•  Casa delle Libertà: nessuna
•  Unione: 4 (adozione figli per coppie omosessuali, matrimonio omosessuale, registro unioni civili, PACS )

UNIONE EUROPEA
•  Risoluzione che condanna come omofobi gli stati che non equiparano le coppie omosessuali a quelle eterosessuali (gennaio 2006)

Voto:
•  Casa delle Libertà: 11% favorevoli, 3% astenuti, 86% contrari
•  Unione: 76% favorevoli, 24% contrari
(dati ricavati dal sito ufficiale del Parlamento Europeo
www.europarl.eu.int/ suddividendo i parlamentari in base alle attuali alleanze elettorali)

•  Risoluzione che invita gli stati a limitare la libertà religiosa quando questa “ entri in conflitto con i diritti delle donne ” ad esempio sui temi dell'aborto e della contraccezione (ottobre 2005): confermata la tendenza di voto esposta analiticamente per la risoluzione sull'omofobia

•  Nel 2002 la Commissione Europea, sotto la presidenza del prof. Romano Prodi, finanzia con 32 milioni di euro l'UNFPA, fondo dell'ONU che ha sostenuto in Cina la politica di riduzione delle nascite (cioè l'obbligo a non avere più di un figlio), anche mediante contraccezione ed aborti forzati

(Un ringraziamento all'associazione “Nuove Onde” e al sito www.FattiSentire.net , da cui sono state tratte preziose indicazioni)

Associazione Samizdatonline

 

Chi volesse commentare questo manifesto può andare al forum dell'associazione cliccando http://www.samizdatonline.it.



alef è socio di SamizdatOnLine. Siamo una compagnia di persone che, con uno sguardo cristiano sulla realtà, ha dato forma ad una presenza autenticamente libera sul web, arrivando a fondare una associazione culturale. L'urgente motivo, per cui ciascuno di noi si è esposto, continuando a farlo, in prima persona in questa vetrina mediatica, è stata una reazione immediata, quasi istintiva. La nostra compagnia è la risposta a quel

postato da AnnaV alle ore marzo 28, 2006 15:32 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 27 marzo 2006

I bambini malati sono felici di vivere

 Ultimamente si è parlato della legge sull'eutanasia in Olanda che consente la cosiddetta "dolce morte" ai bambini fino a 12 anni purchè ci sia il consenso dei genitori. Ma come è possibile non tener conto del loro desiderio di vivere?

La lettera da "Il giornale" di oggi, che trascrivo, è una struggente testimonianza di questo desiderio di vita qualunque essa sia. Perché l'uomo è fatto per la vita, per amare ed essere amato e i bimbi  questo lo vivono con più grande intensità, perché sono più veri.

Caro direttore,
scrivo in qualità di giornalista, ma soprattutto come essere umano indignato di quanto ascoltato durante la trasmissione Otto e mezzo condotta da Giuliano Ferrara su La 7 mercoledì sera (22/3/2006).
In studio, il segretario dei Radicali Capezzone e il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi discutono animatamente sul tema dell'eutanasia infantile, partendo dal fatto che in Olanda (primo Paese europeo ad autorizzare l'eutanasia, con una percentuale di 4.000-5.000 morti all'anno, equivalenti al 3,5% dei decessi totali nel Paese), ogni anno centinaia di neonati vengono soppressi dai medici in quanto «giudicati non idonei a condurre una vita normale», oppure in previsione di «un'esistenza caratterizzata da troppe sofferenze».

In primis mi interrogo sulla completa mancanza di informazione da parte dei media e della stampa italiani in merito all'evoluzione (o involuzione) legislativa olandese relativa appunto all'eliminazione di adulti e bambini privi di «vite degne di essere vissute». In secondo luogo mi chiedo se sia giusto che all'interno di un Paese quale è l'Europa si possano accettare tali soluzioni che, come dichiarato da Giovanardi lo scorso 19 marzo, «colpiscono al cuore la difesa di ogni essere umano, sano o malato, ricco o povero, uomo o donna, intelligente o ritardato mentale, così come 2000 anni di Cristianesimo hanno radicato nella coscienza popolare».
Come si può avere l'arroganza di legiferare su situazioni e circostanze che ogni volta sono uniche e diverse, come diverso è ogni essere umano? E da chi proviene questa arroganza? In coscienza posso rispondere: da uomini (politici) che non hanno di certo vissuto esperienze analoghe, che forse non hanno mai conosciuto il VERO valore della vita, pur imperfetta o dolorosa che sia.
Durante la trasmissione è stato affermato che in Olanda la pratica legale dell'eutanasia infantile è partita da un caso di EB Hallopeau Siemens, a causa della quale un bimbo non poteva essere alimentato «via sondino» perché si «staccava» la mucosa dall'esofago...
Mio fratello Daniele è nato nel 1980 affetto da una brave forma di Epidermolisi Bollosa (malattia molto simile alla Hallopeau Siemens). Al momento della sua nascita i medici gli avevano pronosticato pochi giorni di vita, poi pochi anni. Alla fine ne ha raggiunti quasi 19. Sofferenze indicibili? Certo, sofferenze, ma la soglia del dolore è diversa da persona a persona, la medicina aiuta e conta di più la gioia di ogni giornata trascorsa rispetto alla sofferenza fisica quotidiana.
Come può un medico giudicare quale sarà la qualità della vita di una persona? Ci saranno ospedali, operazioni, medicazioni costanti, malformazioni, ma ci sarà soprattutto VITA: amici, gioie, felicità, un'intelligenza viva e generosa, una sensibilità estrema, una delicatezza di sentimenti, un godere la quotidianità e gratificare le persone care. Un'esperienza UNICA di vita, per il malato e per tutti coloro che lo circondano.
A circa 6 anni, Daniele ha affermato che c'è una bella differenza tra chi vive in terra e chi è felice tra gli angeli... Questo a proposito di un'amica suora che diceva come il Signore fosse stato compassionevole e avesse accolto fra gli angioletti una bimba gravemente malata. Nel corso degli anni, la sera spesso diceva di «essere felice». Solo negli ultimi giorni di vita, oramai consapevole di essere arrivato al traguardo, si era chiesto, con ovvia sofferenza: «perché si DEVE morire?». Il suo desiderio era VIVERE! Ed era felice. Anche nella realtà della sua qualità di vita (che mai nessuno avrebbe definito inaccettabile).
Alla luce dei fatti e delle leggi, in Olanda lui sarebbe stato soppresso subito. Eppure, qualsiasi malattia, stato di sofferenza e disabilità, in una sola parola: «diversità», spesso accrescono i valori umani, generando un dare e un ricevere unico, che arricchisce chi gravita attorno a questo «grumo» di Amore.
La realtà degli ospedali italiani? Avendone avuto alta frequentazione, posso affermare che tra i nostri medici vi è un grande senso etico e umano. Nessun dottore attua accanimento terapeutico né su un neonato né su un bambino, ma dove c'è legittima speranza di sopravvivenza è giusto tentare. E il rispetto per una vita che si sta spegnendo, in Italia consente ai genitori di portarsi a casa il proprio figlio. Questa non è «eutanasia clandestina», come affermato da una dottoressa olandese presente in studio ieri sera, ma è semplice rispetto per la vita e per la morte, per la sofferenza e per la dignità.
Visitare i nostri reparti pediatrici dovrebbe essere obbligatorio almeno una volta all'anno per i politici, ma soprattutto per i giovani, per vedere che insieme alla sofferenza possono convivere amore, solidarietà e gioia di vivere.
Neonati che non hanno speranza di sopravvivere? La giornalista Armeni sottolinea in studio come il problema sia «compassione e rapporto con il dolore». Ma compassione per chi? Per i genitori? In merito al dolore, con i mezzi della moderna medicina oggi «può» anche non esistere; sono enormi i traguardi raggiunti durante questi ultimi anni. Per cui non ci si venga a parlare di sofferenze fisiche indicibili!
Durante il programma vengono spesso citate malattie quali «spina bifida» e «down» quali patologie «insormontabili». Si tratta certo di malattie dure, a volte devastanti, ma fortunatamente con possibilità di ottimo recupero. Forse sarebbe meglio interpellare le varie Associazioni per verificare.
Una legge come quella sull'eutanasia infantile dovrebbe essere «decisa» da genitori che abbiano o stiano vivendo un’esperienza simile a quella vissuta con Daniele dai miei.

Diana Calarco 

 da "Il Giornale" 25.3.2006

Fonte: www.stranocristiano.it

postato da AnnaV alle ore marzo 27, 2006 18:09 | link | commenti (20)
categorie: eutanasia
domenica, 26 marzo 2006

Lo stupore e le regole

 

 

“Il vero dramma della chiesa che ama definirsi moderna [ il vero dramma dei cristiani che vogliono essere moderni ] è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole” . E’ una mirabile frase di Giovanni Paolo I (sarebbe stato provvidenziale quel suo mese di pontificato, anche solo per questa osservazione, di cui non si trova altrove l’equivalente). Cristo è un evento, un avvenimento, un fatto, che innanzitutto riempie di stupore.

L’irruzione di qualcosa di imprevedibile e di imprevisto – un avvenimento, un “evento” – desta innanzitutto stupore. E lo stupore è l’inizio di una reverentia, di un rispetto, di un’attenzione umile. Come in un bambino posto di fronte a una situazione nuova: in lui istintivamente si desta un senso di stupore e di rispetto umile e un po’ timoroso. Chi si sottrae allo stupore dell’avvenimento, e all’attenzione, alla venerazione, alla curiosità rispettosa e umile che l’avvenimento istintivamente suscita, diventa schiavo di regole. Chi tenta di sottrarsi all’avvenimento si fa inevitabilmente schiavo di regole.

Questo spiega molto bene la caratteristica del soggetto umano creato dalla mentalità moderna: grumo di segmenti, di particelle e di brandelli, come dicevamo. Ognuno di questi brandelli sussiste e procede perché segue delle regole: le regole dell’ufficio, della famiglia, le regole anche dell’andare in chiesa o in parrocchia. Quando ci si sottrae allo stupore, alla luce e al calore che l’avvenimento di Cristo accende, e in cui soltanto emerge la faccia o l’unità dell’io nei suoi vari aspetti (per cui essi arricchiscono l’unità e non la deprimono in divisione rappattumata), non si può evitare di assoggettare la propria vita, segmentata, alla schiavitù delle regole.

Questa osservazione ci richiama a Cristo che ha dato la vita per salvare l’uomo dalle regole dei farisei, dal fariseismo. Da quando Cristo è venuto, nei due millenni cristiani nessuna epoca è stata più farisaica della nostra. (..)

 

Luigi Giussani

 ( Riv. Tracce , febbraio 2000 )

 

Mi pare che questa frase sul fariseismo dei nostri tempi sia diventata incomprensibile per noi che crediamo più all'apparire che all'essere. Eppur c'è in noi un profondo disagio che a volte riaffiora con una misteriosa malinconia, con una sconosciuta nostalgia: è la nostalgia dell'essere e l'attesa dell'Essere.

Così diventiamo come schizofrenici e,  per non voler andare al fondo del nostro cuore, che ci farebbe ritrovare l'Essere, Dio, ci accontentiamo delle apparenze.

 E' più semplice attaccarsi alla morale, alle regole, che non amare Cristo, come nostra scelta di vita, e ci illudiamo che per amare Cristo basti osservare le regole.

Questo è moralismo; questo è fariseismo.

 

Lo stupore invece, gli occhi spalancati davanti al miracolo della realtà che ci manifesta l'Essere, ci danno quell'atteggiamento morale originario per cui uno non può non amare l'Autore di tutta la Bellezza che il nostro cuore desidera e, se uno ha fortuna di conoscere chi gli rende visibile, incontrabile, udibile l'Essere, ne nasce un'affezione tale per cui mai vorrebbe essere in disarmonia con la Bellezza assoluta ed amata. Ed ogni errore diventa oggetto di pianto, ma un pianto che sarà asciugato dalla tenerezza di quel Dio che non ha esitato a farsi uomo per starci vicino fino alla fine del mondo.

 

postato da AnnaV alle ore marzo 26, 2006 07:59 | link | commenti (16)
categorie: fede
BUON NATALE !
Dio è importante,
la realtĂ  piĂą importante in assoluto nella nostra vita.
Proprio questa prioritĂ  ci insegnano i pastori.
Da loro vogliamo imparare a non lasciarci schiacciare da tutte le cose urgenti della vita quotidiana.
Da loro vogliamo apprendere la libertĂ  interiore di mettere in secondo piano altre occupazioni
– per quanto importanti esse siano –
per avviarci verso Dio,
per lasciarlo entrare nella nostra vita e nel nostro tempo.
Il tempo impegnato per Dio e, a partire da Lui, per il prossimo
non è mai tempo perso.
Ă il tempo in cui viviamo veramente,
in cui viviamo lo stesso essere persone umane".
(Benedetto XVI)



***
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