Perché tanta amarezza?
Davanti alla proposta di un articolo di Avvenire che riportava la testimonianza di un padre che andrà al family day è stato messo questo commento:
“Impariamo a difendere l'essere umano e la sua dignità ontologica prima di difendere concetti astratti e irraggiungibili. Il dualismo uccide. Non esiste una vita reale ed una vita ideale, ma esiste la VITA.
Ed ogni vita va tutelata, non solo quella che corrisponde alla nostra LIMITATA idea di VITA.
Ricorda che sarai in piazza con tuo figlio CONTRO QUALCUNO che consideri diverso e indegno di avere i tuoi stessi diritti. Ricorda che sarai in piazza ad insegnare a tuo figlio che alcune persone non hanno diritto ad avere diritti. Insegnerai a tuo figlio l'intolleranza e l'arroganza”.
Durante la discussione che ne è nata ho scoperto che l’obiezione nasceva da una giovane donna divorziata il cui figlio era stato allontanato, su indicazione dei genitori, da una famiglia “per bene”.
Credevo si trattasse di quelli che Mons. Negri chiama cattivi maestri a determinare la reazione di questa giovane donna; e invece è stato l’atteggiamento poco misericordioso di alcuni cattolici, avvalorato da quel che dicono i cattivi maestri che predicano bene e razzolano male, distorcendo il vero messaggio cristiano che spesso viene svillaneggiato oppure travisato da chi ha tutto l’interesse a coltivare l’infelicità della gente.
Tutto questo è grave: credo che noi cristiani, - in questo momento storico, in cui addirittura il rappresentante dei nostri pastori riceve delle serie minacce da persone istigate dai cattivi maestri -, dobbiamo cercare di vivere in modo più fedele possibile l’insegnamento dei Vescovi in comunione con il Papa, per poter trasmettere la gioia che scaturisce inevitabile nel cuore di un cristiano che sa di essere amato e che la nostra è una storia a lieto fine.
NON SOLO IL PAPA MA BENIGNI, DALLA, FERRETTI…
Cosa sta succedendo? Tutti parlano di Gesù
L’altro giorno un’amica mi faceva osservare come ultimamente in diversi programmi televisivi si parlasse di Gesù da parte di laici ed io, che non guardo quasi mai la tv, ne prendevo atto. Certo che questo risvegliato interesse, in un periodo in cui si attacca ferocemente la presenza della Chiesa nella società, sembra contraddittorio. Ma il cuore della gente, che gli artisti riescono a intuire e interpretare, chiede un po’ di verità e di bellezza; e come non percepire il profumo misterioso della vita di quell’Uomo che diceva di essere Figlio di Dio e come non interpretare le attese che la sua promessa suscita?
Ieri ho trovato su AVVENIRE questo articolo di Davide Rondoni che affronta l’argomento:
Insieme al Papa arrivano anche loro, se così si può dire. Benigni, Dalla, la Merini, Lindo Ferretti, e altri… Strana, misteriosa contemporaneità. Il Papa fa un libro su Gesù e anche artisti vari, con le loro storie le sensibilità e i loro talenti, parlano di Gesù. Lo fanno da artisti, con la loro piccola o strana fede, ma lo fanno, e fanno volgere gli occhi di tanti alla presenza e al mistero di Lui.
Non è marketing, e non è però nemmeno un caso. Sembra che di Gesù Cristo pensavamo di saper tutto e invece no, c'è da sapere tutto di nuovo. Come se non fosse un racconto che è finito ieri, ma una storia che continua oggi e allora c'è da comprendere, da gustare bene di che si tratta. L'altra sera Roberto Benigni ha avuto la cortesia di invitarmi ad assistere a Roma a uno dei suoi show intorno a Dante, e di citarmi durante la serata. Per telefono mi aveva ringraziato perché usa cose prese dai miei scritti. E, tra l'altro, il commento al fatto con cui inizia il cristianesimo. Il sì libero che Maria dice a Dio, il Quale dall'eternità era lassù perso nel pensiero di come fare a salvare l'uomo. Voleva farlo attraverso un amore libero, poiché a farsi amare obbligatoriamente non c'è senso. Finché, appunto, vede quella ragazza di sedici anni, e lei dice liberamente sì… C'è questo, e molto altro a riguardo di Gesù, nelle due ore e mezze di spettacolo, concluse con il pubblico in piedi commosso e ammutolito mentre applaudiva. Benigni innalza un inno tenerissimo e simpatico, audace e appassionato all'animo italiano capace di grandezze in ogni campo e formato dal cristianesimo. E con continui riferimenti al Vangelo, mischiato come dev'essere con la vita di oggi, tra battute e momenti da brivido e di magone, invita il pubblico a rendersi conto della irripetibilità di ogni persona, del fascino e del rischio della libertà, del miracolo di incontrare l'amore.
Uno spettacolo da morir dal ridere, e da zittirsi. Un viaggio tra le miserie della vita quotidiana sociale e politica - ma m ai trattate con acidità, sempre con una ultima specie di simpatia - e dentro il capolavoro dantesco, visione umanissima della vita e del problema del destino.
Negli stessi giorni un altro amico, noto artista, Lucio Dalla, mi invitava a Parma ad assistere alla lettura da lui musicata, ad opera del bravo Marco Alemanno, di un testo di Alda Merini dedicato alla passione di Cristo. Un testo, lieve e profondo, amato e restituito dai due artisti con lo sfondo musicale della Orchestra Toscanini. E anche lì, pubblico stupito e commosso per quel che aveva ascoltato, cosa antica e nuovissima. Poche settimane fa, infine, Lindo Ferretti, icona del rock estremo italiano, ha letto davanti a centinaia di persone, un mio poema dedicato al Compianto per il Cristo morto.
Insomma, che cosa sta succedendo? Perché numerosi artisti, e con loro, numerose persone si mettono a guardare Gesù Cristo? Qualcuno dirà: non è una novità, gli artisti han sempre fatto attenzione alla Chiesa e alla fede, se non altro per problemi di committenza. Ma appunto, invece ora non c'è nessun motivo esteriore, non si tratta di opere che questi artisti sono in qualche misura "obbligati" a fare, ma si tratta di loro personali e particolari percorsi. E non mi pare che esistano leggi di mercato che consigliano di trattare il tema Gesù, anzi…Ma loro arrivano, come è arrivato anche il Papa, proponendo il loro personale, discutibile e appassionato modo di affrontare Gesù. Non vogliono insegnare niente, né devono esibire fedi perdute o ritrovate.
Insieme al Papa che parla di Gesù arrivano anche loro, gli artisti. Meno noiosi dei filosofi, dei commentatori, più bizzarri e geniali, più criticabili e incostanti. Un po' come tutti, in fondo.
«Una società al degrado - Comanda chi è vicino agli amici dei terroristi»
Mi chiedo il motivo per cui molte persone non capiscano delle semplici domande sul significato dell’essere cristiani oggi, sulla presenza della Chiesa nella società e, preoccupata, mi chiedo: saranno in malafede o l’ottundimento generale dovuto ad una mancanza di coscienza critica, favorita dall’ideologia al potere, le rende costituzionalmente incapaci di capire?
Non credo che riuscirò mai a farmene una ragione. Ma continuerò a dire quello che per me è importante e, se uno ha voglia di usare il cervello, sicuramente capirà: gli altri… cosa ci posso fare? continueranno a ripetere il nuovo vangelo alla moda, e se ne assumeranno le conseguenze. Prima o poi gli errori si pagano, senza sconto.
L’aspetto più eclatante è il comportamento di queste persone in questo momento storico in cui il maggiore rappresentante della chiesa italiana dopo il papa, Mons. Bagnasco, viene minacciato e accusato di affermazioni mai fatte: ci si trastulla su argomenti assolutamente secondari per una presenza viva e utile della Chiesa in Italia e nel mondo o si ripetono le solite solfe senza costrutto, quasi che la ripetizione della menzogna fosse in grado di trasformare una menzogna nella verità (almeno per chi sa usare la ragione).
Insomma chi è cristiano, se lo è veramente, si stringe ai propri pastori (concedendo loro almeno la carità di ascoltare quello che dicono, non quello che gli fanno dire), non cerca di salvarsi la pelle prendendo le distanze!
Interessante questa intervista di Tornielli a Mons. Luigi Negri:
«Quanto sta accadendo conferma l’esistenza di una mentalità lividamente anticattolica. Detto questo credo che sia importante non limitarsi al lamento. Bisogna agire, cioè saper dare un giudizio sulla realtà attuale e, soprattutto, testimoniare...». Monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e Montefeltro, di fronte agli attacchi contro il presidente della Cei Bagnasco, si dice preoccupato per il clima anticattolico in Europa ma anche in Italia.
Che cosa pensa di quanto accaduto a Strasburgo?
«È la conferma dell’esistenza di una mentalità lividamente anticattolica e della potenza di una lobby favorevole all’omosessualità, che la considera un valore culturale il quale non solo non può essere discusso, ma non se ne può che parlar bene. L’altro giorno, parlando con i miei preti, prima di inviare un telegramma di solidarietà all’arcivescovo Bagnasco, ho detto scherzando che di questo passo l’omosessualità finirà per essere uno dei valori costitutivi della nuova Europa».
Perché questi attacchi?
«Bagnasco è un simbolo, è il simbolo di quella funzione unitaria che rafforza e facilita la vita pastorale delle chiese che sono in Italia. Il problema, però, è la risposta...».
Come bisogna rispondere, secondo lei?
«Proprio l’altro giorno commentavo con i miei studenti di un ateneo pontificio il radiomessaggio di Pio XII del Natale 1942. Parlando già allora dell’ordine interno delle nazioni, Papa Pacelli disse che “non lamento, ma azione è il precetto dell’ora”. Questo attacco sistematico e violento deve trovarci in una posizione di maggiore iniziativa, non solo di reazione. E la prima iniziativa è il giudizio: bisogna essere più incisivi nel giudizio sulla realtà».
Può fare un esempio?
«Ad esempio sopportiamo che la società italiana venga egemonizzata da frange politiche che si vantano di essere contigue a raggruppamenti ai quali si attribuisce la rinascita del terrorismo. Ad esempio trovo scandaloso che cattivi maestri, i quali hanno fatto deviare generazioni di nostri studenti negli anni Settanta, tornino a far lezione senza che l’autorità dica nulla. Si vezzeggiano i centri sociali, a Milano sfilano cortei con i nomi di presunti brigatisti da poco arrestati definiti veri resistenti, il che è innanzitutto un’offesa alla Resistenza, quella vera».
Qual è il compito della Chiesa in questo frangente della storia del nostro Paese?
«Credo debba dare il proprio giudizio sul degrado antropologico e culturale, e per questo anche morale, proponendo allo stesso tempo la bellezza della vita cristiana, di una vita più umana e intensa, più capace di amore. Siamo chiamati, ha detto il Papa a Verona, a dare risposte significative e convincenti, non limitandoci al lamento. I Dico non si contrastano solo con pronunciamenti dottrinali, ma mostrando che esiste una vita di famiglia, un’esperienza intensa, capace di sacrificio e di dedizione. Spero proprio che il Family day presenti esperienze di bellezza, perché la vittoria è nella bellezza».
di Andrea Tornielli – Il Giornale, sabato 28 aprile 2007

La copertina del sito Storia Libera è di una incredibile attualità:
Coppia di fatto
(comunisti-cattocomunisti)
"Il dialogo tra comunisti e cattolici è diventato possibile da quando i comunisti falsificano Marx e i cattolici Cristo"
(Nicolás Gómez Dávila).
Perché non occuparsi degli immigrati già presenti in Italia, come ha sostenuto anche Souad Sbai*?
Vivo in una regione abbastanza tranquilla per quanto riguarda gli immigrati più o meno clandestini. Anzi tra di loro ci sono alcuni con cui ho buoni rapporti, viste le loro puntuali visite settimanali durante le quali mi raccontano i loro guai.
L’altro giorno però, uscendo dopo più di un anno di segregazione in casa per problemi di salute, al solito posto, vicino al centro commerciale, non c’erano i vari immigrati a
Ne avevo visto anche gli anni passati, ma dopo quel che è successo a Milano mi spaventa il pensiero che questi giovani, inizialmente ben intenzionati (almeno dalle mie parti sembra così), finiscano per formare gruppi ostili, come è capitato ad una mia amica che si è vista alla porta di casa uno di loro con l’amico a poca distanza, che la minacciava se non acquistava qualcuno dei suoi soliti prodotti.
E’ chiaro quindi che sono molto preoccupata e ritengo la nuova proposta di legge Amato estremamente pericolosa. Perché infatti non si tiene conto degli immigrati già presenti in Italia (come dice Souad Sbai che non ha bisogno di essere italiana per capirlo) e non si cerca di regolarizzarli dando loro una possibilità di autonomia senza che debbano minacciare chi non ha intenzione di acquistare dei prodotti che non gli servono? Perché permettere che vivano ammassati in piccoli appartamenti (dei veri buchi) in otto , dieci, come il mio amico Mustafà?
Da questo punto di vista mi è sembrato interessante l’articolo di oggi di Massimo Introvigne ne “Il giornale”:
Il ministro dell’Interno ha constatato che, nonostante le severe norme promulgate dal governo precedente, il numero di ladri in Italia è in crescita. Ha pertanto deciso che occorrono nuove norme per i ladri: non più, ma meno severe. Anzi, per impedire che i ladri si offendano, li si chiamerà con nomi diversi da ladri, per esempio «disoccupati». I ladri, entusiasti, si sono convinti che l’Italia è il loro nuovo Eldorado e hanno cominciato a sbarcare in forze sulle nostre coste.
Questa notizia non è vera. Ma sostituendo a «ladri» le parole «immigrati clandestini» si ottiene una fedele trascrizione di quanto il governo sta proponendo in tema di immigrazione, e dei primi risultati che sta ottenendo. In un lussuoso opuscolo il Ministero dell’Interno difende il progetto Amato-Ferrero partendo da alcune osservazioni condivisibili che sono però rapidamente travolte dal fiume in piena dell’ideologia. È giusto insistere sul fatto che è la crisi demografica e familiare a richiedere che in Italia arrivino immigrati, anche se il ministro potrebbe predicarlo anzitutto a quei compagni di maggioranza sordi a qualunque ipotesi di difesa della famiglia. Si può anche convenire sul fatto che per alcune categorie di lavoratori - non solo le badanti, ma anche i tecnici altamente qualificati - l’immigrazione possa essere resa più facile. Infine, è vero che il numero di clandestini è aumentato.
Ma è assurdo sostenere che il numero di clandestini è aumentato non «nonostante» la legge Bossi-Fini, ma a causa di questa. Da quando in qua le leggi che puniscono più severamente un reato ne causano l’aumento? La verità è che i clandestini continuano ad arrivare non perché la Bossi-Fini sia inadeguata, ma perché i giudici non la applicano per ragioni ideologiche. Norme più blande non potranno che favorire nuovi ingressi, e lo hanno subito capito gli scafisti che in due giorni hanno organizzato due maxi-sbarchi in Calabria, una regione dove con il governo Berlusconi gli sbarchi erano cessati.
Non lo capisce invece il governo Prodi, perché gli fa da paraocchi l’ideologia. Per la legge Bossi-Fini, salva l'eventuale comprensione per singoli casi pietosi (che del resto ci sono anche fra i ladri, per cui il paragone iniziale non è forzato), l’immigrazione senza prospettive concrete di lavoro resta un reato; per il progetto Amato-Ferrero no. Con la nuova legge i clandestini «spariranno», perché non saranno più chiamati clandestini, ma «disoccupati».
Per la Bossi-Fini entra legalmente in Italia chi ha un lavoro; per la Amato-Ferrero può entrare in Italia chi dichiara di cercare un lavoro. In breve, con le nuove norme l’Italia diventa l’Eldorado dei clandestini. Lo hanno capito gli scafisti che arrivano in Calabria. Spetta ora all'opposizione impedire che l’infausto progetto del governo arrivi in porto, insieme alle migliaia di nuovi barconi che stanno già partendo verso l’Italia.
Massimo Introvigne, Il Giornale, 28 aprile 2007.
Fonte
*Presidente delle donne marocchine in Italia, intervistata da “Il Giornale” Giovedì 26 aprile.
Nelle varie regioni ci si sta velocemente organizzando. Per tutte le informazioni si può contattare il CALL CENTER del Family Day, allo 06.6896930, dal lunedì al venerdì con orario continuato 9-19, e il sabato dalle 9 alle 14.
Alcune persone sono più uguali delle altre anche in Europa?
Ricevo e trascrivo alcuni passaggi della news letter di Stranau per la loro preoccupante attualità:
Oggi il Parlamento Europeo ha approvato a grande maggioranza (325 voti favorevoli, 124 contrari e 150 astensioni) una risoluzione sull'omofobia in Europa, che 'ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni sofferte da coppie dello stesso sesso'.
Nella proposta di risoluzione presentata dal gruppo GUE/NGL (sinistra unitaria europea, sinistra verde nordica), firmata dagli italiani Monica Frassoni (Verdi), Giusto Catania e Vittorio Agnoletto (Rifondazione Comunista) c'era un attacco esplicito a Mons. Bagnasco, il Presidente della CEI, reo di aver "comparato un progetto di legge che conferisce una serie limitata di diritti alle coppie omosessuali a una licenza a commettere atti di incesto e di pedofilia"(ricordo a tutti che non è vero, Bagnasco non ha mai detto questo), e al Vescovo di Namur, che "il 4 aprile di quest'anno, ha qualificato di "anormale" l'omosessualità, dichiarando che essa "costituisce una tappa di imperfetto sviluppo della sessualità umana"". Il testo è qua, la citazione è al punto R.
Leggetela tutta, questa proposta. E' essenzialmente un lungo attacco alla Polonia, con molte citazioni di frasi e dichiarazioni di politici. Chiaramente, i cuor di leone che hanno proposto la mozione quando parlano di discriminazioni da parte dei "capofila religiosi in tutta Europa" non fanno mai esempi di imam, tanto per dirne una. Eppure sappiamo che gli omosessuali nelle comunità islamiche non se la passano troppo bene.
Intanto all'ONU si sono rifiutati di approvare un documento che condannava la lapidazione degli omosessuali in Nigeria.
Machissenefrega. Avete visto qualcuno stracciarsi le vesti? Strapparsi i capelli? Qualche protesta a bassa voce? Macchè. Meglio prendersela con Bagnasco.
Nel testo finale della risoluzione il riferimento a Bagnasco non c'è più.. E' rimasto invece il punto 7, dietro al quale, come scrive oggi (26 aprile) Il Foglio in prima pagina, c'è "un attacco al Vaticano e alla sua libertà di espressione". Con il punto 7 infatti il Parlamento europeo "condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli".
Cioè adesso le gerarchie dovrebbero condannare Bagnasco, visto che secondo alcuni lui ha pronunciato frasi discriminatorie? E sul magistero della Chiesa, come la mettiamo?
Per esempio: la "Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali", che si fa, si condanna? . Se si chiedesse al Parlamento Europeo, chissà. Certo, ci sarebbe un problema in più: l'ha firmata il Card. Ratzinger, all'epoca. E quali gerarchie lo dovrebbero condannare?
Ma io pongo un quesito. Oggi leggiamo sul Corriere on line che in alcune scuole della Gran Bretagna non si parla di olocausto e crociate per paura di offendere gli studenti musulmani.
E che faremo se alcuni musulmani europei si dovessero sentire offesi a sentire parlare di omofobia? Se si venisse a sapere di omosessuali lapidati in paesi islamici, ci sarebbero manifestazioni di protesta in Europa? E se ci fossero, e se i musulmani si offendessero, che succederebbe? Che direbbero allora Agnoletto, Frassoni e Catania?
Prima o poi questo accadrà, specie nei paesi più politically correct, come ad esempio la Gran Bretagna. E vedremo come andrà a finire.
Gli Italiani sono tutti uguali oppure alcuni si ritengono “più uguali” degli altri?
Nessuno, tra le persone con cui ho discusso, ha obiettato alcunché alle affermazioni che seguono o ha risposto alle mie domande. Le ripropongo in un post.
1) Non capisco il motivo per cui la Chiesa non dovrebbe proclamare la verità. Davvero.
In fondo la Chiesa non è altro che la continuazione della presenza di Cristo sulla terra per far compagnia all’uomo fino alla fine del mondo, e il suo compito è proprio quello di incoraggiare e sostenere l’uomo sulla via della Verità e della Vita.
Esiste solo per questo.
E allora perché impedirle di agire secondo i dettami del suo fondatore?
Ancora: la Chiesa come tale, non impone mai nulla, ma proclama e propone ciò che è vero, bello giusto; ma non obbliga nessuno a seguirla. Come Gesù Cristo, si propone e poi lascia l’interlocutore libero di accettare o no, di seguire o no. Perché dunque dovrebbe rinunciare ad esprimersi?
2) L’altra domanda senza risposta è questa: perché un cattolico che, se tale, dovrebbe seguire il Magistero ecclesiale, non può occuparsi di politica a partire dalle sue convinzioni perché queste disturbano gli atei?
Perché invece un ateo avrebbe il diritto di agire in politica secondo le sue convinzioni anche se non condivise dai cattolici?
Se l’Italia è una democrazia che si esprime attraverso parlamentari eletti dal popolo, perché i parlamentari cattolici che vogliono essere fedeli al magistero non possono esprimere le loro idee o proporre leggi?
Sono forse parlamentari di serie B? oppure qualcuno ha dimenticato che in Italia siamo tutti uguali (non ci sono “i più uguali degli altri”, almeno a detta della nostra Costituzione)?
Chiunque venga eletto dal popolo, deve sostenere le idee per le quali è stato eletto, se non lo fa tradisce il suo mandato; quindi, se i cattolici eleggono un rappresentante, vogliono che sostenga la visione della vita che hanno i cattolici; come un ateo, eletto da chi si fida di lui, ha il dovere di sostenere le idee condivise dai suoi elettori.
Che differenza c’è davanti alla legge e alla Costituzione della Repubblica Italiana tra un cittadino italiano cattolico, o un credente, e un ateo?
3) A queste due obiezioni non ho trovato ancora una risposta diretta e chiara: forse perché la risposta rivelerebbe un sottile razzismo nei confronti dei cattolici?
Per noi donne immigrate una conquista a lungo attesa
Ho già presentato qualche intervista di Souad Sbai, che si occupava dei diritti dei diritti delle donne immigrate in Italia. L’altro giorno l’ho vista anche in tv e mi ha colpito il suo realismo quando diceva che sarebbe più giusto occuparsi degli immigrati che già sono in Italia e garantire loro una vita dignitosa piuttosto che spalancare le porte indiscriminatamente senza dare alcuna garanzia (come prevede la proposta di legge Amato). Credo che una persona come lei, che conosce bene la condizione delle immigrate e degli immigrati, meriti di essere ascoltata:
È stata presentata ieri dal ministro degli Interni Giuliano Amato la Carta dei valori, importante banco di prova per i rappresentanti musulmani facenti parte della Consulta islamica. Tantissimi e di estrema importanza i temi in questione, ma alcuni in particolare hanno suscitato la piena adesione della maggioranza della Consulta e della Comunità delle donne marocchine.
Il documento ha chiarito alcuni punti che a noi, donne del Marocco, stavano particolarmente a cuore come quello inerente il riconoscimento dell'uguaglianza tra l'uomo e la donna, e dunque il godimento di pari diritti tra coniugi, il "no" alla poligamia, la necessità della conoscenza della lingua italiana per l'ottenimento della cittadinanza italiana. E ancora, la condanna di ogni discriminazione razziale, sessuale e religiosa, il riconoscimento all'interno della coppia di pari potestà educativa, ferma restando la libertà di pensiero dei figli e la libera scelta religiosa per qualsiasi individuo.
Vogliamo tuttavia considerare il raggiungimento di questo risultato non come un punto di arrivo, ma come la partenza per l'ottenimento di ulteriori traguardi. Se il ribadire concetti come l'uguaglianza tra uomo e donna e il "no" ai matrimoni poligamici può apparire come un atto scontato, chi ha partecipato alle riunioni della Consulta può ben capire come niente di tutto questo sia, in realtà, mai stato considerato ovvio. Le opposizioni in merito all'approvazione del testo ci sono e continueranno ad esserci ma il fatto che, una volta per tutte, questi ed altri temi fondamentali siano stati messi nero su bianco e precisati in un testo ufficiale, in maniera tale da evitare qualsiasi fraintendimento o arbitraria interpretazione, è di estrema importanza, soprattutto per quelle donne, marocchine e no, che quotidianamente vivono l'inferno dei matrimoni poligamici imposti e della totale assenza di diritti. La Carta dei valori dà nuovamente coraggio alle donne che lo avevano perso, a tutte coloro che si ritrovano in balia di un illegale potere patriarcale e che avevano bisogno di una decisa presa di posizione da parte delle Istituzioni italiane. È pensando a tutte loro che possiamo affermare: oggi una battaglia è stata vinta. Ma, ribadiamo, questo è solo l'inizio, ci sono altri obiettivi sui quali lavorare ancora.
La nostra battaglia continuerà anche a prescindere dalla Consulta, e si concentrerà su altre questioni di estrema rilevanza come quella riguardante il controllo sulle scuole islamiche, nelle quali deve prevalere l'insegnamento della lingua italiana come punto fondamentale per formare cittadini e uomini consapevoli; e ancora sul controllo delle moschee e dei loro finanziamenti e sull'adeguata preparazione di figure importanti come gli imam. Ci auguriamo in ogni caso che da oggi sia più chiaro per tutti (anche se si parla di concetti già ben specificati dalla Costituzione italiana) che le donne immigrate devono avere gli stessi doveri e godere degli stessi diritti delle donne italiane; da oggi potranno sentirsi più protette anche a livello legale, poiché le istituzioni giuridiche avranno un testo di riferimento in più quando si troveranno ad affrontare materie controverse come quella dei matrimoni poligamici in Italia.
Fonte
Disabili: «Ecco tutto ciò che non fanno per noi» (e c’è però chi vuole il rimborso per il seno e forse l'ottiene!)
Bisogna averlo provato per capirlo: e non è giusto. Non è giusto che solo chi si trova in simili condizioni possa capire tutto il disagio, l’abbandono, l’ingiustizia di uno stato che fa mancare quell’assistenza che la famiglia da sola non riesce a garantire se non a prezzo di sacrifici immani.
Leggete la vicenda di Francesco che "ha 17 anni e mezzo, non vede bene, non tiene su la testa, cammina a stento e sorreggendosi a qualcuno e non sopporta i rumori forti; la diagnosi per lui è "tetraparesi spastica associata a epilessia generalizzata" in un articolo di Antonella Mariani su AVVENIRE.
Contemporaneamente qualche trans che è ospitato in parlamento vuole il rimborso spese per rifarsi … le curve.
Ma quali sono le vere priorità per il nostro paese? ce ne vuole di coraggio per fare certe richieste e ancora di più per accettarle, ignorando certe situazioni gravissime che le famiglie con disabili devono affrontare. Il fatto è che i disabili non hanno peso politico, mentre i trans sì.
Ma lo stato non deve occuparsi del bene di tutti i cittadini? oppure solo di quelli che hanno potere contrattuale?
