sabato, 31 maggio 2008

Università o Centro Sociale "La Sapienza"

"Forza Nuova e tutto ciò che sa, sia pur da lontano, di neofascismo non mi piace nè punto nè poco. Tuttavia, se una persona responsabile e rispettabile come il Preside della Facoltà si Lettere dell'Università "La Sapienza" valuta che la proposta di un convegno sulle foibe abbia caratteristiche di serietà, è giusto che autorizzi". Sono d'accordo con il professor Giorgio Israel che ha fatto questa affermazione, scritta e apparsa oggi su "Libero" commentando i fatti accaduti qualche giorno fa alla Sapienza.

Qui non si tratta di difendere Forza Nuova, quanto il suo diritto come quello di tutti, indistintamente, di manifestare le proprie idee, promuovere liberamente dibattiti pubblici, nel solco di una civile e corretta discussione. Ma questo a quanto pare non interessa il solito manipolo di studenti-e sarebbe interessante sapere quanti sono veramente iscritti all' università-no-global, dei Centri Sociali Antagonisti che anzi, reputano un dettame della borghesia la convivenza civile e il dialogo con chi non la pensa come loro. Peggio chi non la pensa come loro è solamente fascista. Se provi a discutere o a chiedere i motivi per cui non si devono fare certi dibattiti, se li metti in fila indiana, uno dopo l'altro, come moderni cloni ti ripetono la stessa cosa, come un disco incantato che in "nome dell'antifascismo i fascisti e similari non devono, bla,bla, bla..." Ma l'aspetto inquietante è il carico d'odio che emanano i loro proclami che spaziano su tutto, dal medioriente, all'ambiente, alla politica e alla cultura dove i reazionari sono sempre gli stessi, l'America, Israele, la Chiesa Cattolica, i governi non di sinistra. Una visione manichea e schizofrenica della realtà.

Dispiace che negli ultimi mesi si sia parlato dell'Università "La Sapienza" più per queste "azioni eroiche" di questi ragazzi che invece di frequentare le lezioni dei professori organici dell'Ateneo, frequentano o leggono articoli o testi dei vari Oreste Scalzone, Gianni Vattimo, Odifreddi, perchè quello che affermano e fanno è "roba d'altri" e non loro, cioè di quei "cattivi" maestri che lanciano ipotesi senza stracci di verifica e di confronto. Allora grazie a 67 docenti che firmano una petizione contraria, i giovani "rivoluzionari" occupano gli istituti perchè il Papa non può parlare all'apertura dell'anno accademico. Oppure si impedisce a diplomatici israeliani di parlare di politica internazionale perchè Israele "perpetra un genocidio contro i palestinesi",   Una minoranza che con la violenza si arroga il diritto violento di decidere chi parla e chi no. Mi viene da ridere per non piangere, come si dice, se penso che in Italia la sinistra quella  democratica s'intende, organizza decine di convegni in tutta Italia con il fior fiore di giornalisti, giuristi e magistrati, sulla legalità, la lotta alla corruzione e alla mafia, e nessuno di questi che dica una parola ferma sulle azioni di questi helzobollah nostrani che hanno a cuore l'annientamento del nemico. Solo espressioni di circostanza come, almeno da quanto ho letto e spero che mi sia sfuggito qualcosa, ad esempio di alcuni esponenti del Pd che si preoccupavano di rimbrottare esponenti del governo del Pdl. E poi se chiedi loro perchè portano la keffiah ti rispondono in solidarietà al popolo palestinese- e va bene- ma contro gli oppessori sraeliani credendo che essere antisionisti è diverso dall'antisemitismo. Ma qualcuno gli ha detto che c'è stata la Shoah e che Israele si difende dal terrorismo? Certo se leggono  Vattimo ti saluto! E che il Papa parla di fede e ragione proponendo spunti di dialogo e non imponendo o  ingerendo nelle istituzioni pubbliche, ma loro leggono forse Odifreddi e anche qui ti saluto!

L'Università come terreno di scontro e annientamento del nemico. Ha bisogno di questo la minoranza che impedisce che la Urbs Studi sia invece il luogo del confronto e della crescita culturale come è sempre stata. Si pregano i  maestriche ancora ci sono nelle aule universitarie di prendere coraggio e alzare insieme agli studenti, la maggioranza, la voce e dire basta!

E Pasolini, con tratti di mestizia, già come ha scritto ne "Poesie in forma di rosa" direbbe che quella di questi giovani ideologizzati è "una generazione sfortunata"

postato da Politicus alle ore maggio 31, 2008 21:10 | link | commenti (13)
categorie: cultura, riflessioni, democrazia, libertà, intolleranza, conoscere la realta, politicus
sabato, 31 maggio 2008

I GULag esitono ancora: si chiamano Laogai

   Ho trovato questa vicenda nel web e mi pare utile proporla a tanti che ancora ignorano gli orrori del comunismo attuato e attuale. Si tratta della storia di Harry Wu di cui vi ho già parlato qui:

Diciannove anni nel Gulag cinese

«Improvvisamente la mia mente si riscosse ed ebbi una specie di rivelazione. La vita umana qui non ha valore, pensai amaramente. Non è più importante della cenere di sigaretta sparsa nel vento. Ma se la vita di una persona non ha valore, anche la società che foggia quella vita non ha valore.

Se la gente non è altro che polvere, allora la società non vale nulla e non merita di continuare. E se la società rischia di non continuare, tocca a me fare qualcosa per impedirlo. In quel momento seppi che non potevo morire». Oggi Harry Wu ha settant'anni, diciannove dei quali passati in un lager della Cina comunista. È un signore distinto dall'aria seria e lo sguardo triste, che ha dedicato la sua vita a far conoscere l'inferno nel quale è stato scaraventato e a combattere perché le violazioni dei diritti umani in Cina non passino sotto silenzio.

Il passaggio che abbiano citato è tratto dalle sue memorie (Harry Wu, Controrivoluzionario. I miei anni nel Gulag cinese , San Paolo, Cinisello Balsamo-MI 2008, pp. 424, euro 22), di recente tradotte in italiano e pubblicate in collaborazione con Mondo e Missione , la rivista del Pime. Lo incontriamo a Milano, dove si trova in occasione di un giro di conferenze prima di tornare negli Stati Uniti.

Nato in una famiglia agiata, Harry aveva trascorso l'infanzia in una situazione tutto sommato privilegiata, studiando dai preti cattolici in un contesto molto lontano dalla povertà che affliggeva la Cina degli anni Trenta. La guerra civile e la presa del potere dei comunisti all'inizio non cambiano molto le cose. La gente, racconta Wu, si fidava di Mao, e appoggiava il regime che aveva eliminato la prostituzione, il gioco clandestino e la droga. Lui stesso non si sottrae e all'età di 18 anni si trasferisce a Pechino per studiare Geologia: «Desideravo», scrive nelle sue memorie, «dedicare la mia vita ad aiutare il Partito comunista nella costruzione di un nuovo futuro, di una nuova nazione, in cui gli uomini potessero vivere con dignità, senza essere oppressi dal bisogno e dall'ingiustizia».

Incubi & orrori
Ma Wu aveva un padre «borghese », ed era battezzato: il suo destino è già segnato. Nel 1957, nel corso di uno dei numerosi incontri di indottrinamento politico ai quali tutti gli studenti sono sottoposti, si esprime contro l'invasione sovietica dell'Ungheria. È l'inizio di un incubo: accusato di essere un «controrivoluzionario di destra», vede crearsi rapidamente il vuoto attorno a sé. «Quando sono stato accusato di essere un controrivoluzionario di destra», ci racconta, «a scuola la gente ha smesso di parlarmi. Ero il capitano della squadra di baseball: il giorno dopo ero stato dimenticato. Gli altri membri della squadra mi hanno condannato. All'improvviso ero solo». La pressione su di lui diventa enorme: è costretto a partecipare a infiniti gruppi di discussione durante i quali si elencano i suoi errori e le sue «devianze», deve scrivere una lettera di autocritica dopo l'altra, è sottoposto a continua sorveglianza. Neanche i parenti più stretti lo difendono, anzi lo accusano pubblicamente. Sua madre preferirà suicidarsi piuttosto che rinnegarlo, ma questo Wu lo avrebbe scoperto solo anni dopo. Nel 1960 viene arrestato e condannato all'ergastolo. Nel 1963 fa il suo ingresso nel Laogai, il sistema concentrazionario cinese. Laogai è una sigla che sta per Laodong Gaizao Dui , e significa «riforma attraverso il lavoro». I Laogai sono parte integrante del sistema totalitario cinese, e hanno due funzioni: la prima è quella della rieducazione del prigioniero, che deve riconoscere i propri errori e imparare a comportarsi come un «buon rivoluzionario ». La seconda funzione essenziale è quella di fornire una immensa forza lavoro a costo zero. Se il primo elemento rende in qualche modo il sistema cinese peculiare rispetto a quello sovietico, per il resto leggere le memorie di Harry Wu non può non far tornare alla mente quelle di Alexander Solzenicyn. La vita nei campi è terribile, le condizioni sanitarie inesistenti, il cibo insufficiente e il tasso di mortalità elevato: «lavoravamo 18 ore al giorno, sette giorni a settimana, tutto l'anno», racconta Wu. Ai prigionieri è richiesto di raggiungere una quota di lavoro prestabilita, e il cibo viene fornito in proporzione ai risultati raggiunti.

Nel corso dei 19 anni passati nel Laogai Harry Wu verrà impiegato in diverse mansioni: lavorerà in una industria chimica, in una fattoria, in una acciaieria e in una miniera. Vedrà morire di stenti gran parte dei sui compagni. Ma non sono solo le terribili condizioni di vita che impressionano nelle sue memorie. È soprattutto la completa disumanizzazione dei prigionieri, risultato di un continuo indottrinamento e della fame cui sono sottoposti, che li costringe a rinnegare tutte le più elementari forme di solidarietà umana pur di sopravvivere.

Wu sarebbe arrivato a pesare 36 chili. L'incubo finisce solo nel 1979, dopo diciannove anni, quando viene rilasciato insieme ai vecchi «controrivoluzionari» in seguito alla nuova politica stabilita dal partito dopo la morte di Mao. Wu calcola che di circa un milione di cinesi arrestati come lui con l'accusa di essere dei «controrivoluzionari di destra», solo diecimila sono sopravvissuti. Una volta rilasciato, Harry Wu trova lavoro all'università di Pechino, fino a quando, nel 1985, riesce a raggiungere gli Stati Uniti. Solo in quel momento, ha raccontato poi, si è sentito libero. Con 40 dollari in tasca, ha tentato di ricostruirsi una vita. All'inizio con un solo pensiero: dimenticare quello che era successo. «Nei primi tempi», ci dice, «il mio problema negli Stati Uniti era di procurarmi da vivere. Insegnavo in università e la sera lavoravo in un fastfood. I primi dieci giorni ho dormito per strada. Poi in una stanza con altri cinque studenti cinesi». Ma soprattutto, aggiunge, «il regime comunista era troppo potente e io non pensavo che la gente volesse stare a sentirmi. Avevo quasi cinquant'anni allora, e non volevo mettermi a combattere un regime».

All'inizio degli anni Novanta il Congresso americano gli chiede varie volte di testimoniare sulla sua esperienza nei campi di lavoro cinesi. Harry Wu accetta: da allora è sulla «lista nera» del governo cinese, ma non ha più smesso di combattere per far conoscere al mondo la realtà dei Laogai cinesi. «Anche se avevo trovato rifugio negli Stati Uniti», scrive, «non ero ancora riuscito a trovare pace. Ripensavo continuamente ai volti che mi ero lasciato alle spalle. Ero costantemente preoccupato dal fatto che, nonostante io fossi fuggito, il sistema della riforma attraverso il lavoro continuava a operare, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ignorato su vasta scala, non sfidato e quindi immutato. Sentivo la responsabilità pressante non solo di denunciare, ma anche di rendere di pubblico dominio la verità sui meccanismi di controllo del Partito comunista, qualunque rischio corressi, qualunque disagio mi costasse rivelare la mia storia».

Difficile battaglia per la verità
Nel 1992 ha dato vita alla «Laogai Foundation», che si occupa di far conoscere al mondo le violazioni dei diritti umani in Cina. La Fondazione calcola che oggi siano oltre mille i campi ancora attivi, con un numero stimato di prigionieri che supera i tre milioni. Il governo cinese non ne riconosce ufficialmente l'esistenza. Alcune cose con il tempo si sono modificate, lo stesso regime sotto certi aspetti è cambiato, ma bisogna rendersi conto che «in Cina c'è un regime comunista» e che «Laogai e democrazia sono incompatibili. Se c'è la democrazia non ci sono i Laogai. Se ci sono i Laogai non c'è la democrazia». Nel 1995, quando ormai era diventato cittadino americano, è tornato in Cina per raccogliere prove dell'esistenza dei Laogai: il governo cinese lo ha immediatamente fatto arrestare e condannare a quindici anni di prigione per spionaggio. Solo la forte pressione internazionale ha permesso che la condanna fosse tramutata in espulsione dal Paese. Ma non è solo contro il sistema del lavoro forzato che combatte la Fondazione di cui è animatore: Harry Wu non si stanca di denunciare le forti restrizioni alla libertà religiosa, alla libertà di associazione, all'utilizzo di Internet da parte del governo. E ancora, la tragica verità del traffico degli organi espiantati ai prigionieri giustiziati. La Cina, dice, è il secondo Paese al mondo per numero di trapianti effettuati, e la stragrande maggioranza degli organi proviene dalle esecuzioni.

Nel corso di una battaglia che ormai dura da quindici anni, racconta Wu, l'atteggiamento della società occidentale è cambiato. «Non solo il governo americano, ma anche i semplici cittadini mi paiono sempre più interessati a questi temi». Da quando è nata la Fondazione, il suo fondatore ha girato tutti gli Stati Uniti e buona parte dei Paesi europei. «Ma l'Italia », spiega, «è abbastanza indietro. Negli anni Novanta quando giravo l'Europa, da qui non mi è mai venuto nessun invito. Ci sono venuto solo come turista». Soltanto nel 2006 la casa editrice l'Ancora del Mediterraneo ha tradotto il libro Laogai. I gulag di Mao Zedong , che era uscito in inglese nel 1992. Nel 2006, peraltro, la forte resistenza di natura ideologica a questi temi presente nella cultura italiana si manifestò nella sua forma peggiore, quando una cinquantina di attivisti dei centri sociali impedirono la presentazione del libro a Roma. Anche il volume pubblicato ora dalla San Paolo è uscito nella sua edizione originale inglese nel 1994, e ha quindi dovuto aspettare oltre tredici anni per essere reso accessibile al pubblico italiano. Ma Harry Wu non si scoraggia, e prosegue la sua battaglia contro l'indifferenza e il realismo politico di chi preferisce non toccare certi temi per timore di ripercussioni di natura commerciale. «Non posso fare a meno di pensare», ha scritto sulla scelta di assegnare a Pechino le Olimpiadi del 2008, «che mentre a Hitler le Olimpiadi del 1936 furono assegnate senza immaginare gli orribili avvenimenti che sarebbero poi accaduti, a Pechino sono state concesse pur conoscendo l'efferatezza dei crimini che la Cina tuttora commette».

di Tommaso Piffer
Tratto da Studi Cattolici, aprile 2008

Fonte

postato da AnnaV alle ore maggio 31, 2008 15:55 | link | commenti
categorie: comunismo, gulag, laogai, conoscere la storia, conoscere la realta
sabato, 31 maggio 2008

Se volete cucinare i sitzigorrus sardi...

     Non resisto alla tentazione e vi propongo un esperimento di alta cucina sarda: ci sarà il cuoco che vi chiede di porgergli i vari ingredienti (tutto rigorosamente in sardo, ma con traduzione in francese!) e voi dovrete cercarli per tutta la cucina, anche dentro il frigo e dentro la credenza. Ma soprattutto, alla fine, dovrete portare le sei lumache dentro il pentolone senza che cadano nel lavello e che il coltello malefico le faccia a pezzettini o che il sale le distrugga... ah... ricordate anche di togliere il coperchio alla pentola altrimenti i poveri animali, invece che in salsa, finiscono arrostiti alla fiamma del gas!!!!

Cliccate qui e buon divertimento!             Questa è uno sitzigorru!

(io sono riuscita nell'impresa grazie ai suggerimenti di mio figlio!)

postato da AnnaV alle ore maggio 31, 2008 12:56 | link | commenti (11)
categorie: un po di relax
sabato, 31 maggio 2008

Malinconia

Non conoscevo questa incisione di cui parla Politicus nel post che segue. Così l'ho cercata ed ora potete vederne una copia:

Melencolia di di Albrecht Dürer

postato da AnnaV alle ore maggio 31, 2008 11:07 | link | commenti (3)
categorie: malinconia
venerdì, 30 maggio 2008

La malinconia è l'aspetto più "creativo" dell'animo umano

Credo che Albrecht Dürer, pittore del '500, quando immortalò allegoricamente il ritratto della Malinconia, non avesse idea di quante copertine, citazioni e studi avrebbero preso spunto dalla sua opera. E' il sentimento dell'"afflizione dell'anima", come dicevano gli antichi della Malinconia. Certa pubblicistica filosofica e spirituale mette questo sentimento come un elemento negativo dell'esistenza umana. Niente di più sbagliato. La malinconia paradossalmente è l'aspetto più "creativo" dell'animo umano in quanto non può prescindere dal cuore. Per questo ha ispirato, direi, in tutta la storia umana poeti, filosofi, teologi, piitori, appunto, "indagatori della psiche". Qui non ne faccio un elogio quanto considerarla l'anticamera o della felicità oppure della disperazione. Un amico un a volta mi disse che difronte alle difficoltà è meglio avere una vita malinconica e triste che  disperata. Allora ho capito che la malinconia è la sentinella che ti avverte quando la vita attaccata dalle avversità rischia di sprofondare nel niente, nella rassegnazione scettica che qualcosa cambi, infine in quell'inferno che si chiama nichilismo mascherato da una certa gaia baldanza che cerca di evitare il problema della malinconia, anzi, le domande sulla vita che la malinconia inevitabilmente pone attravers,o la moda, la confusione del linguaggio, o di fare quello che si vuole perchè"si vive una volta sola". Sono certo che nessuno, poco o tanto, potrà negare che almeno per un attimo, ammirato da un paessaggio stupendo, dal volto di una bella donna e di un uomo, dal guardare in faccia i propri figli, dai "tempi andati" quando eravamo ragazzi, insomma pur avendo in fondo tutto, è come se mancasse sempre qualcosa. Conforta allora veder geni come Michelangelo, Caravaggio, poeti e scrittori come Novalis, Leopardi, Baudelaire, Montale, Lagerkvist , filosofi come Kierkegaard o Horkheimer, per citarne alcuni, che hanno fatto in qualche modo della loro malinconia la fucina che ha permesso di lasciare pagine indelebili nella storia della cultura occidentale. Questo nobile sentimento è qualcosa di "più", ti rimanda un po' più in "là", se non vuoi cadere nel baratro del nulla, se andiamo a fondo di questa tenera "afflizione dell'anima" la scopriamo amica. L'ho già detto citando un amico, "il temperamento malinconico è definito positivo in quanto è predisposto a intuire più facilmente il limite che ha ciò che sembra ovvio nelle cose".  Non  blocca, perchè riflettendo su questo in qualche modo dobbiamo rispondere, perchè la malinconia è antitetica alla depressione. Per questo tanto più si hanno soddisfazioni dalla vita, tanto più si ha la percezione che manchi sempre qualcosa. E' il Mistero che bussa alla porta del nostro cuore. Ecco cosa è questa positività. Sempre l'amico che ho citato dice "la tristezza ( similare alla malinconia) è la condizione che Dio ha collocato nel cuore dell'esistenza umana, perchè l'uomo non si illuda mai tranquillamente che quello che ha gli può bastare". La risposta semmai, comunque la si pensi, o che si creda in qualcosa o no, non è questo il problema, ha la faccia di un amico che parte  dalla stessa domanda del cuore perchè la vita abbia senso e sia felice.

postato da Politicus alle ore maggio 30, 2008 20:26 | link | commenti (24)
categorie: malinconia, meditazioni
venerdì, 30 maggio 2008

Fede e opere

   Stavo riflettendo su queste affermazioni della lettera di san Giacomo:

 Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano  e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare? Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta  e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio. Vedete che l'uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede. Così anche Raab, la meretrice, non venne forse giustificata in base alle opere per aver dato ospitalità agli esploratori e averli rimandati per altra via? Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. (Giacomo 2, 14-26)
 

e mi dicevo che ci sono diverse posizioni sbagliate. Ci sono quelli che dicono di avere la fede ma non compiono le opere e ci sono quelli che compiono le opere ma non hanno la fede.

Ebbene il cristianesimo cattolico consiste nell’ esprimere la fede con le opere. E tutto è opera per il fatto stesso che viviamo e respiriamo, ma l’importante è vivere tutti i momenti della quotidianità con la consapevolezza di appartenere a Cristo, perché questo è l’aspetto più interessante della fede: l’appartenenza a Cristo.

 

E allora tutto c’entra anche la politica, l’economia, la scienza... tutto.

Per il cattolico la fede deve esprimersi con le opere, tutte le opere, non solo la liturgia o il rapporto personale con Cristo.

Quindi sbagliano coloro che, se da un lato accusano i cattolici di non essere abbastanza caritatevoli, dall’altro decidono che la carità deve essere ristretta ad alcuni settori che i severi giudici degli altri ci vogliono assegnare.
NO, la fede per un cattolico deve investire tutta la giornata e tutte le attività che come cittadino svolge.
Lo stesso “potere” può essere investito dalla fede che lo trasforma in servizio, perché la fede ha questa incredibile possibilità: di rendere buono e giusto tutto, in modo reale, non certo a parole.

Questa è la libertà religiosa che innanzitutto va vissuta e poi va rivendicata. E non è detto che questo aspetto relativo a fede e opere sia molto chiaro anche agli stessi cattolici, mi pare.


Ma il discorso potrebbe andare lontano, mentre quello che ha suscitato queste riflessioni è stato un articolo di Gabriella Sartori tratto da Avvenire del 29 maggio. Eccolo:

 

 

Essere cattolici è credere nella carità verso tutti


Ma che vuol dire essere cattolici? Si continua a parlarne, e non sem­pre benevolmente. A leggere le ultime di cronaca, c’è chi vede i cattolici come quegli ottusi in­dividui che vorrebbero far di­ventare «cattolico» perfino Dio.

E c’è chi, dall’alto di questa o quella «laica» cattedra, si ritie­ne autorizzato a raccomanda­re alla Chiesa cattolica di star lontana dalla «demoniaca ten­tazione » del potere. Racco­mandazione valida in sé. Però non si vede come e perché un laico doc (che, tra l’altro, per sua natura, al «demonio» non do­vrebbe credere) senta il biso­gno di rivolgerla solo o princi­palmente alla Chiesa cattolica e non anche a qualunque altra umana istituzione che a tale tentazione, effettivamente de­moniaca, è pure soggetta. Co­me abbondantemente inse­gnano la cronaca, la storia, il mito, la letteratura e via elen­cando.

E dunque, che significa esser cattolici? Proviamo a risponde­re partendo non da quello che i cattolici «sono» (o si pensa che siano), bensì da quello che fan­no. Sta scritto: «Dai loro frutti li riconoscerete». Ed è una rego­la di valore universale, funzio­na anche per i non cattolici. Prendiamo, per esempio, un te­ma sociale attualissimo, quello dell’integrazione degli immi­grati. E facciamo parlare non un cardinale o un vescovo ma il professor Ilvo Diamanti, uno dei più accreditati sociologi i­taliani, che è anche uno dei più apprezzati editorialisti di Re­pubblica. In un’intervista usci­ta non su Avvenire ma su L’E­spresso, il 23 maggio scorso, Diamanti citando i dati di un’indagine condotta da Cari­tas e Migrantes per il Cnel, rile­va che le regioni del Nord – Lombardia, Veneto, Friuli Ve­nezia Giulia – dove le percen­tuali di cittadini stranieri pre­senti sul territorio sono fra le più alte d’Italia, vantano anche il maggior grado di integrazio­ne degli stessi. Perché, spiega Diamanti, «dove c’è oggi la Le­ga, una volta c’era la Dc. E, co­me allora, c’è un esteso tessuto di associazionismo cattolico che ha sempre avuto una gran­de capacità di organizzare la società». Se poi le regioni «ros­se » non raggiungono gli stessi brillanti risultati di integrazio­ne dei lavoratori stranieri, è per­ché «il modello di integrazione comunista non è fondato sulla carità, ma sulla classe; l’altro (cioè il 'prossimo', ndr) conta in base alla sua posizione nei rapporti di produzione piutto­sto che come persona».

Fin qui il professor Diamanti. Si potrebbe aggiungere che le sue osservazioni sono perfetta­mente sovrapponibili, per e­sempio, alla situazione della Baviera e di altre regioni d’Eu­ropa non «progressiste», non socialiste anzi cattoliche e «conservatrici» eppure più pro­gredite delle altre (sul piano so­ciale, economico, culturale, scolastico). Discorsi analoghi sono emersi nel corso del re­cente incontro nazionale a Ro­ma delle sezioni locali di Scien­za& Vita. Parlando da femmini­sta, un’esperta aveva detto che, negli anni Settanta, quando di­vampava la moda della vita nel­le «comuni» e molte militanti rimanevano incinte, magari senza nemmeno sapere di chi, alcuni di quei bambini riusci­rono a nascere per l’aiuto fatti­vo che arrivò loro dalle altre compagne, in nome della «so­rellanza » femminista. Sì, ma perché non vi è venuto in men­te di fondare un Centro Aiuto alla Vita come hanno fatto i cat­tolici? ha osservato un giovane dalla platea. Ecco: perché? Per­ché la «sorellanza femminista» è anch’esso un concetto ricon­ducibile alla «classe» e non alla «carità» cristiana. Perché chi crede alla «classe» aiuta solo chi ad essa appartiene, il «proleta­rio », il compagno di partito o di militanza, femminista o meno. Invece, per chi crede nella «ca­rità » cristiana, tutti sono «pros­simo », perché in Cristo non c’è più né maschio né femmina, né gentile né ebreo, né cattolico né musulmano, né compaesano né straniero.

Questo significa essere cattoli­ci. Se poi essere cattolici sia co­sì disdicevole e/o pericoloso per la società, per la democra­zia, per il progresso, lo si giudi­chi, per favore, senza ignorare tutto ciò: tanto più che si tratta di fatti, non di parole.

 

Fonte

postato da AnnaV alle ore maggio 30, 2008 19:51 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni, fede e opere
venerdì, 30 maggio 2008

A chi fa comodo la caccia al fascista?

    Sapete che non sopporto la violenza, né le dittature di destra o di sinistra. Sapete anche che guardo alla realtà con attenzione e disincanto per poter capire ciò che è buono, ciò che è giusto, ciò che è bello, ciò che è vero è ciò che non lo è. E, sinceramente, credevo di essere l’unica a provare un po’ di disagio in questa rinnovata caccia alle streghe, pardon al fascista, di questi giorni; sport che, più che caccia al fascista mi pare il desiderio di mantenere la conflittualità che aveva caratterizzato certi comportamenti durante la campagna elettorale, per carità, abbastanza soft, ma segno, secondo me, di un fuoco sotto la cenere pronto a riesplodere in tutta la sua virulenza alla prima occasione propizia per delegittimare chi invece è stato delegato dagli Italiani a governare.

Ha perciò attirato la mia attenzione l’articolo di Barbara Mennitti per Ideazione.com in cui si fa, tra l’altro questa amara considerazione:

fra gli eventi luttuosi e criminali degli ultimi giorni, l’unico che ancora non sia stato attribuito all’ondata travolgente di fascismo che starebbe spazzando l’Italia, è lo straripamento dell’Aniene a Castel Madama. Ma ci sono ancora speranze. Per il resto su tutti i giornali, su tutte le reti, in tutti i dibattiti, è un continuo fiorire di “dagli al fascista”, tutto un vivisezionare situazioni, dichiarazioni, moventi alla ricerca del dettaglio che giustifichi il ricorso alla valanga di parole d’ordine da anni Settanta. Da Verona a Ponticelli, dal Pigneto alla Sapienza, a qualsiasi atto di criminalità e di teppismo viene attribuita senza alcuna esitazione la matrice politica, anche quando gli stessi inquirenti la escludono con decisione. Ma tanto non importa, sono i fascisti, tornati fuori dalle fogne, perché il centrodestra ha vinto le elezioni.

Se volete leggere il tutto andate a questo link

postato da AnnaV alle ore maggio 30, 2008 15:33 | link | commenti
categorie: riflessioni, conoscere la realta
venerdì, 30 maggio 2008

Da Radio Formigoni e dal blog di Graciete un tributo a Claudio Chieffo

Concerto-tributo a Claudio Chieffo in streaming

Radio Formigoni segnala che prossimamente trasmetterà in streaming la registrazione del concerto-tributo a Claudio Chieffo tenuto al Paladesio il 23 Maggio 2008
il popolo canta
Benedetto e Martino Chieffo
I primi giorni di messa in onda SOLO AUDIO alle ore 21,30
- Sabato 31 Maggio
- Domenica 1 Giugno
- Lunedì 2 Giugno
Le prossime repliche saranno segnalate in seguito sul sito
logoRF
clicca sul logo
Visitate il blog di Graciete e leggerete i testi di alcune belle canzoni non solo di Claudio
postato da AnnaV alle ore maggio 30, 2008 07:55 | link | commenti (1)
categorie: claudio chieffo
venerdì, 30 maggio 2008

La Cupola

   Ecco il nuovo editoriale di SOL scritto da Berlicche:

"Buongiorno. Come avrete sentito dai titoli, il ministro dell'Interno ha fatto oggi quello che possiamo definire un annuncio storico: la sconfitta della mafia"
[servizio filmato: il ministro che tra i flash dei fotografi, circondato dai massimi gradi delle forze del'ordine, dichiara "Posso oggi affermare a tutti gli italiani che sconfissimo la mafia definitivamente."]

Voce fuori campo: "I maggiori esponenti mafiosi sono stati arrestati stanotte in una operazione che ha coinvolto migliaia di agenti."
[Immagine di un gruppo di uomini mascherati con passamontagna che fa irruzione in una cappella durante una messa, a mitra spianati. Il sacerdote viene prelevato dall'altare e ammanettato. Due vecchine sono ammanettate anch'esse. Immagine di uomini vestiti di nero e porpora scortati da agenti dentro vetture che partono a sirene spiegate.]
"Sono in corso gli interrogatori, ma gli inquirenti fanno sapere che ci sono riscontri di pentiti e intercettazioni telefoniche che accuserebbero gli imputati, tra cui anche alcuni insospetttabili. Ma come nasce l'inchiesta?"

[Immagini di repertorio. Carabinieri che mostrano una Bibbia, foto segnaletiche di anziani capimafia]
"Da molto tempo le forze dell'ordine sapevano della presunta religiosità degli esponenti mafiosi e camorristici. Ma l'inchiesta parte solo nel 2008 da un'inchiesta del quotidiano Repubblica. All'indomani della caduta del colluso governo Berlusconi finalmente gli inquirenti hanno potuto approfondire le indagini su quella che si è rivelata essere una struttura di potere con ramificazioni internazionali. "
[immagini di preti in Africa e in America]
"Queste filiali estere servivano a riciclare il denaro proveniente dalla raccolta del pizzo,... "
[immagine di una telecamera nascosta. Si vedono delle persone sedute ai banchi di una chiesa che mettono del denaro in un cestino che un'anziana fa circolare]
" ...dallo sfruttamento minorile... "
[una suora con alcuni bambini in grembiulino in quella che sembra un'aula di asilo]
"...e dal traffico di stupefacenti e alcolici... "
[un sacerdote porge l'ostia ad un fedele e poi lo fa bere dal calice]
" ...in quella che sembra essere una gigantesca piovra con ramificazioni in tutto il paese."
[immagine di suore negli ospedali, un prete ad un funerale, una chiesa con un sacerdote sulla soglia]

" La mole delle prove accumulate è enorme: dal fatto che ai battesimi intervenissero spesso i padrini... "
[immagine di un sacerdote che versa l'acqua sul capo di un bimbetto]
"...e che preti talvolta celebrassero matrimoni ed esequie di mafiosi... "
[la celebrazione di un matrimonio]
"...per non parlare dei rapporti con il mondo della prostituzione e dello sfruttamento."
[prostitute, barboni con un prete malvestito accanto].
"Tutto questo ha portato agli arresti di oggi, tra cui quelli di esponenti di spicco di questo mondo malavitoso."
[un sacerdote vestito di bianco viene condotto ammanettato tra due ali di giornalisti e gente che insulta e sputa, tenuti indietro a forza da un cordone di poliziotti]

[Il primo ministro parla al microfono, circondato dal resto del governo]

"L'operazione di oggi è stata epocale perchè finalmente ha liberato il nostro paese da questa cricca di malaffare che per troppo tempo, con il pretesto della religione, ha tenuto sotto scacco la società civile.
Da oggi finalmente il cristianesimo, liberato dalle sue pastoie, potrà svilupparsi liberamente ed è già partito il programma statale per la creazione di diecimila nuovi sacerdoti governativi che prendano il posto di quelli arrestati.
I colpevoli saranno puniti con la massima severità consentita dalle nostre leggi, anzi, stiamo valutando la reintroduzione per i casi più efferati di quella pena di morte che l'opinione pubblica ci domanda a gran voce. Possiamo comunque dire che da oggi la Cupola è stata finalmente smantellata."
[immagine di una macchina per demolizioni che fa crollare San Pietro. Intorno, una folla vociante applaude.]

Davanti a una mala-informazione così smaccata, non riusciamo a fare a meno di farci due risate, ma torneremo sull'argomento con fatti e dati reali...

Berlicche socio di SamizdatOnLine

postato da AnnaV alle ore maggio 30, 2008 07:42 | link | commenti (1)
categorie: opinioni, verità, conoscere la realta, onesta intellettuale
giovedì, 29 maggio 2008

Una positività paradossalmente costruttiva

"Il temperamento malinconico è definito positivo in quanto è predisposto a intuire più facilmente il limite che ha ciò che sembra ovvio nelle cose. Tutte le cose sono limitate. Dal Settecento in poi si è avuta l'idea che l'uomo poteva risolvere tutto. E da questa presunzione orgogliosa-da rana rupta e bos come come diceva Esopo della rana che si pompava per diventare grande come un bue- siamo passati al Novecento in cui è successo esattamente l'inverso: dopo la Prima Guerra mondiale tutti hanno visto che l'uomo è un disastro: e da allora siamo sempre peggiorati.

E' soltanto l'affermazione certa di una positività ultima che permette all'uomo di affrontare tutti i problemi, di riscoprire e riaffrontare tutti i problemi e di tendere a risolverli fino a quando ha trovato la soluzione.

Per questo la gente sentendo parlare Gesù diceva: "Questo sì che parla con autorità".

Cosa vuol dire un uomo che parla con autorità? Un uomo che parla sapendo quel che dice e avendo le ragioni di quel che afferma, e con lui tu sei sicuro di attraversare il guado della vita"
                                                               
                                                        (Luigi Giussani "Si può vivere così", Rizzoli)

postato da Politicus alle ore maggio 29, 2008 21:43 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni, don giussani
giovedì, 29 maggio 2008

In fumo anche i veri sentimenti dei bambini di Ponticelli

    Sono davvero disgustata dall’uso indegno che si fa delle notizie. Non è importante il fatto in sé, quanto l’audience che può procurare.

E questo è intollerabile, perché ormai non si rispetta più nulla e nessuno, in nome di una curiosità morbosa o di un moralismo impietoso fatti passare per trasparenza.

Così si getta in pasto, a scansafatiche o nulla facenti che non sanno come passare il tempo, delle notizie, talvolta vere solo in parte, che amareggiano, se non addirittura distruggono, la vita di chi ne è protagonista.

Se poi l’oggetto dell’attenzione sono i bambini la cosa è ancora più intollerabile. Così si arriva addirittura a far passare per razzisti dei bambini, fornendo una relazione incompleta dei fatti.
Mi riferisco alla notizia gridata da tutti i mass media sui bambini di Ponticelli 
commentata da un articolo di Rossana Sisti che, su Avvenire di oggi, ci informa sugli aspetti volutamente trascurati della vicenda:

Un bambino altruista nessuno se lo fila, un bambino violento è degno di una notizia in cronaca. Un bambino violento e razzista, che sul raid al campo nomadi dice «abbiamo fatto bene», è un caso a cui dedicare titoli di testata e pagine di giornale.

Siamo sulla notizia: se anche i bambini cominciano a ragionare sui rom come i grandi – peggio dei grandi – la cronaca si fa sfiziosa. Fanno testo i disegni dei bambini di Ponticelli 'incastrati' dai fogli in cui si vedono fiamme che inghiottono le baracche e omini di profilo che dentro ai fumetti gridano aiuto aggrediti da altri omini che urlano andate via. Eppure il giorno dopo il diritto di replica alla classe di Ponticelli qualcuno deve pur tributarlo, con tante scuse. E non solo perché quei bambini discretamente e senza piagnistei hanno ristabilito la verità dei fatti.

«È vero – hanno scritto in una lettera aperta dopo aver visto i giornali – che alcuni di noi la pensano così ma sono in pochissimi, la stragrande maggioranza di noi bambini sa che non è la violenza la strada che dobbiamo intraprendere per cambiare le cose». Che non si tratti della retromarcia del giorno dopo – quel 'siamo stati fraintesi' in cui si rifugiano spesso gli adulti – lo dicono gli stessi disegni. I tanti che un posto in pagina non l’hanno meritato perché pieni non certo di buonismo ma di buon senso. Perché, sotto i disegni delle stesse baracche inghiottite dalle fiamme e degli omini che lanciano bottiglie incendiarie, gran parte dei bambini ha fatto riflessioni evidentemente più imbarazzanti.

Hanno scritto «Abbiamo sbagliato! Aiutiamoli!», «Purtroppo il fuoco uccide anche la speranza», si sono chiesti «Se succedesse a noi? Bé, non ne saremmo contenti». E alla propria gente hanno chiesto di immaginare «di essere voi tra quelle fiamme». «Non si deve bruciare la spazzatura, figuriamoci le vite umane!».

Insomma, il rispetto e la solidarietà nei disegni c’erano ma nessuno ha voluto vederli. E due proclami, due casi isolati, hanno trasformato sulla stampa i bambini di Ponticelli in un piccolo branco di razzisti assatanati.

Complici, non se ne tirino fuori, anche quelli che – forse ingenuamente ma non per questo innocentemente – i temi li hanno dati in pasto alla stampa. Far parlare i bambini attraverso il disegno di eventi violenti e scabrosi è doveroso e meritorio se aiuta a capire la loro realtà e il loro cuore ma dare pubblicità a pensieri e riflessione che dovrebbero restare dentro la scuola è superficiale e scorretto. In questa storia tutti hanno perso una buona occasione. I maestri per insegnare il valore della discrezione oltre che per capire i meccanismi più elementari di difesa e attacco dettati dalla paura. I giornalisti che spesso non resistono a truccare le carte pur di raccontare storie un po’ raccapriccianti, appetibili a un pubblico che le storie di mostruosità cerca e gradisce. E infine quegli adulti di Ponticelli che a dar fuoco agli accampamenti c’erano e ci sono tornati anche la scorsa notte. E che nella loro incontrollata follia non hanno riguardo per nessuno: non per i rom ma neppure per i propri figli. Che quello spettacolo indecente hanno visto e in parte condiviso.

«Viviamo in un quartiere degradato – hanno scritto ancora i bambini – che non ci dà opportunità di gioco, di svago, di incontro, viviamo blindati nelle nostre case, circondate da sporcizia e spazzatura, la cultura della strada però non sempre ci appartiene». Vero, anche questo.


Eppure, tra omissioni e titoli strillati, anche il rispetto della vera identità dei bambini di Ponticelli è andata in fumo.

Fonte

postato da AnnaV alle ore maggio 29, 2008 18:58 | link | commenti (9)
categorie: informazione, attualità, onesta intellettuale
giovedì, 29 maggio 2008

Gli scontri all’Università La Sapienza: un caso di "brutta" democrazia

    Una riflessione di Renato Farina intervistato da IlSussidiario.net:

I fatti dell’Università La Sapienza di Roma sono gravi. D’accordissimo. Bisogna intendersi bene su quali fatti però.
Li riepilogo.
1) Un gruppo di estrema destra, Forza Nuova, chiede di tenere un convegno sulle foibe, dove relatore sarà eurodeputato Roberto Fiore. Il permesso è accordato. Poi – dopo le minacce di alcuni collettivi politici - il rettore ritira il suo consenso e vieta il raduno «per evitare violenze», sostiene.
2) Dopo il divieto, il giorno fissato per la riunione, si scontrano militanti di estrema sinistra e di estrema destra. Gli arresti e i feriti sono distribuiti equamente tra le parti. Le ricostruzioni sulle responsabilità e su chi abbia cominciato i pestaggi si dividono. Certo è che se il rettore voleva evitare incidenti è riuscito invece a innescarli.
3) Veltroni cavalca la vicenda, e vede una minaccia alla democrazia; così Minniti in Parlamento si agita e critica il fatto stesso che in università possa aver chiesto di parlare un signore condannato per attività eversive, e che il centrodestra non eccepisca su questo presunto diritto. Insomma: torna l’allarme e viene teorizzata di nuovo nel linguaggio della sinistra (basti leggere il linguaggio di Repubblica e dell’Unità) la vigilanza antifascista come collante dell’identità sparpagliata del Partito democratico.
Spunti per un giudizio.

Continua a leggere qui

postato da AnnaV alle ore maggio 29, 2008 07:39 | link | commenti (10)
categorie: attualità
mercoledì, 28 maggio 2008

Ma cos'è la povertà cristiana?

   Sollecitata da degli amici ho deciso di sottoporre alla vostra attenzione un brano in cui si parla della povertà evangelica e so che vi stupirete perchè è strettamente connessa con la libertà e la letizia. Ma leggete:

 

La povertà (…) su cosa fonda il suo valore?

Sulla certezza che è Dio che compie: Cristo compie il desiderio che ti fa nascere: “Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà  a compimento domani nel giorno di Cristo” (Fil 1,6)

Il fondamento della povertà sta nella certezza che Dio compie quello che ti fa desiderare.
Se Dio, Dio presente, cristo – perché è in Cristo che Dio opera -, se Cristo to dà la certezza di compiere ciò che ti fa desiderare, allora tu sei liberissimo dalle cose; nasce l’immagine della libertà, innanzitutto come libertà dalle cose. Non sei schiavo di niente, non sei incatenato a niente, non dipendi da niente: sei libero. (…) non sei schiavo di quello che usi, perché sei schiavo solo di Colui che ti dà la certezza della tua felicità.

La povertà si rivela come povertà dalle cose in quanto è Dio che compie i desideri, non la certa cosa cui tu miri.

 

(…)
Dalla libertà dalle cose, che la povertà porta con sé, nasce un sentimento che nessun altro ha se non chi è povero, cioè chi non fissa in determinate cose da lui scelte la speranza della sua vita.

(…)

Da questa libertà dalle cose, che nasce dalla certezza che Dio compie tutto Lui, scaturisce un’altra caratteristica dell’animo povero che è la letizia, di cui la figura di San Francesco è come l’emblema nella storia del Cristianesimo, che ritrova però nel vangelo la magna Charta, il suo statuto: “beati i poveri di Spirito”, beati.

Vi ricordate di quello che dice Mauriac nella Vita di Gesù (…); vi ricordate la pagina sulle beatitudini, dove gesù su in alto alla collina dice “Beati.. beati..” e intanto tutta la gente arriva e gli ultimi che arrivano sono gli sciancati, i down, i vecchi, e siccome arrivano da ultimi stanno in fondo e tendono l’orecchio perchè non sentono bene: L’unica parolea che sentono è una parola che Cristo ripete ogni tanto con un’arsi della voce, alzando la voce: “Beati…”  e sentono “Beati… Beati… beati..” E questo li tende ancora di più, li fa tendere con tutta l’anima, ma non sentono il resto.


Da “Si può vivere così?” di Luigi Giussani (pag.258, ss)

postato da AnnaV alle ore maggio 28, 2008 18:06 | link | commenti (8)
categorie: cristianesimo, povertà, letizia, fede e vita
mercoledì, 28 maggio 2008

Svuotare la legge 194 sostenendo la maternità

Una serena riflessione di Marina Corradi sulla 194:

Mentre si discute tentiamo un esperimento
 tratto da Avvenire del 28 maggio 2008

Nel dibattito continuo che intorno all’aborto resta vivo in Italia – a dimostrazione che, trent’anni dopo la legge, non si è arrivati a una pacificazione delle coscienze – c’è una cifra che colpisce l’immaginazione. È il 'rapporto di abortività', cioè il numero di figli non nati ogni anno, a fronte di mille nati vivi.

Nel 2005 in Italia per mille nati ci sono stati 241 aborti. Per ogni mille case in cui è entrato un bambino col suo corteo di speranza e di gioia, in 241 case quel figlio che si era affacciato non è arrivato. Spesso per motivi diffusi e considerati 'ragionevoli': un lavoro precario o nessun lavoro, un padre assente, una madre povera o straniera.

Anche se ci viene ripetuto che la legge «funziona», a noi quei 241 su mille che non nascono sembrano moltissimi. Proviamo per un attimo a non parlare della legge. A non farci prendere dall’inesausto dibattito se la 194 sia ritoccabile oppure di per sé intangibile – come certi vetusti monumenti protetti contro ogni moderna profanazione da severe sovraintendenze. Ancora ieri il vescovo Betori, segretario della Cei, a chi gli sollecitava un parere, suggeriva l’idea di fare almeno il tagliando alla legge. Ma è di altro, di quei 241 su mille cancellati, di cui vorremmo parlare, una volta. Al di là della legge: come ha scritto Giuliano Ferrara, l’aborto va combattuto e vinto, trent’anni dopo, quasi 'a prescindere' dalla 194. Nel tentativo umile ma concreto e realista di svuotare da dentro il bacino della 'domanda', drammatica, di aborto. Di colmare quanto più si può tutte quelle lacune che della mentalità abortiva creano l’humus. Il Progetto Gemma che cosa è stato, in questi anni, se non il tentativo, per molti bimbi riuscito, di schierarsi dalla loro parte, mentre si discuteva? Forse è un momento di svolta, in cui anche molti laici, a cominciare da Napolitano, si chinano pensosi sulla fatica a generare di madri e padri ancora precari a trent’anni. Quei 241 su mille buttati nel nulla – un figlio ogni cinque – sono, anche, la conseguenza tragica di politiche familiari latitanti, di nidi che mancano da sempre, di donne che devono scegliere fra lo stipendio e un bambino, di lavoro senza garanzie. Quei figli mai nati c’entrano con tutto quello che in Italia non c’è. Con un mondo attorno distratto e latitante, scrupolosamente ligio a salvaguardare una borghese 'libertà' di aborto che invece spesso oggi è resa di morte, di fronte a troppo gravi incognite. La 194 non si tocca, ripetono automaticamente le voci, spesso invecchiate, di un femminismo che non si accorge che molte donne oggi pensano all’aborto più come a un arrendersi nella solitudine che a un 'diritto' di autodeterminazione da brandire con fierezza.

Forse è il tempo per domandare una tregua nella polemica politica e ideologica, e per operare sulla realtà: occorrono consultori, aiuti, servizi. Attorno a tante che abortiscono perché pensano di non avere alternative, una nuova solidarietà: dei vostri figli, ci importa. Vorremmo, senza ledere dogmi anni Settanta e laici democratici totem, che almeno le nostre figlie crescessero sapendo che sì, una legge dello Stato, per noi inaccettabile, consente di cancellare un figlio; ma che questa è l’ultima istanza cui pensare, quando si scoprissero incinte. Perché il femminismo ci ha raccontato gli orrori dell’aborto clandestino: ma poi una certa cultura e anche la 194 in trent’anni hanno costruito la mentalità dell’aborto non solo legale ma 'normale', scontato, inevitabile. È l’aborto per mancanza di alternative, che della 'libertà' è il capovolgimento più crudele e radicale. Svuotare la 'domanda' di aborto con ogni possibile misura.
Quanti, di quei 241 cancellati su mille, vivrebbero?

Pure sotto la 194, artrosica mesta bandiera di un’Italia 'liberata', che bello se tuttavia quei figli tornassero a nascere. Che segno darebbe una politica, che sapesse invertire la tendenza. Migliaia di bambini in più nelle nostre strade, si sentirebbero. I bambini, sono segni che fanno rumore.
postato da AnnaV alle ore maggio 28, 2008 13:35 | link | commenti (3)
categorie: politica, 194
mercoledì, 28 maggio 2008

Non facciamoci illusioni: la recessione globale non sarà così breve

   La congiuntura internazionale mi sembra abbastanza difficile e  c'è sempre la speranza che la situazione cambi, nella segreta convinzione che i mali siano solo italiani e perciò si possano risolvere.
Pare non sia così.
Ne parla un articolo di Mario Seminerio tratto da Libero Mercato del 27 maggio 2008, tramite il sito Epistemes.org, e segnalato da IlMascellaro.it:

A giudizio di alcuni economisti l’attuale congiuntura economica mondiale non assomiglierebbe agli Anni 30 del secolo scorso, quanto piuttosto ai Settanta, cioè un contesto dove la pressione inflazionistica determina il rallentamento globale e la riduzione del prodotto potenziale.

Come negli anni Settanta, infatti, oggi ci troviamo con tassi d’interesse reali di mercato monetario in media negativi, e ciò alimenta una serie di bolle speculative. Secondo un’analisi dell’economista Joachim Fels, di Morgan Stanley, il tasso d’inflazione medio globale ponderato si situa oggi al 5, 4 per cento, a fronte di tassi di mercato monetario del 4, 3 per cento.

L’accumulazione di pressioni inflazionistiche ha portato alla creazione di bolle speculative, come quella immobiliare negli Stati Uniti, agevolata anche dall’innovazione finanziaria che ha potenziato il rilassamento degli standard creditizi. Quando l’eccesso di moneta ha terminato di dare la caccia ai pochi asset disponibili, con lo scoppio della bolla immobiliare, ha finito col volgersi alla caccia di merci, contribuendo ad alimentare l’inflazione delle materie prime. Secondo alcune stime il livello dei tassi d’interesse di equilibrio, tali cioè da garantire la stabilità dei prezzi, si trova oggi negli Stati Uniti alcuni punti percentuali sopra il valore corrente. Discorso analogo per la Banca Centrale Europea, sia pure con uno squilibrio meno eclatante di quello statunitense, grazie alla fermezza con cui Trichet ha gestito la politica monetaria, resistendo a fortissime pressioni politiche e mediatiche.

In altri termini le banche centrali, che hanno dapprima alimentato l’accumulazione di bolle speculative, si trovano ora a gestirne lo scoppio, ma il rallentamento da ciò causato e la perdita di credibilità nella gestione della politica monetaria negli Stati Uniti, paese-chiave dell’economia mondiale, hanno indotto una domanda aggiuntiva di materie prime di natura finanziaria, con finalità di protezione dall’inflazione. Da qui deriva l’ascesa di alcune commodities: alla robusta e crescente domanda reale si è sommata una domanda finanziaria di “protezione”, e quest’ultima appare sganciata dal ciclo economico. Per questo le previsioni “rassicuranti” in base alle quali i prezzi delle materie prime sarebbero destinati a flettere per effetto del rallentamento statunitense non si stanno realizzando.

Ma l’aumento del prezzo delle materie prime energetiche non fa altro che drenare potere d’acquisto dai consumi, e le banche centrali si trovano soggette ad un drammatico dilemma di politica monetaria: non possono alzare i tassi in funzione antinflazionistica perché così facendo ucciderebbero definitivamente la congiuntura, ma tenendo i tassi stabili (o riducendoli) finiscono con l’accentuare il fenomeno dei tassi reali negativi, che alimentano inflazione e corsa alle materie prime. Se oggi l’inflazione appare meno rampante che negli anni Settanta è a causa soprattutto della sostanziale assenza di inflazione salariale. La deregolamentazione dei mercati del lavoro e la globalizzazione hanno progressivamente ridotto i salari reali, spostando la bilancia della distribuzione del valore aggiunto a favore del capitale. Ma salari reali in diminuzione significano minori consumi, condizione ulteriormente aggravata dall’attuale restrizione del credito. La scomparsa dei consumi spegne il principale motore della crescita, data l’incidenza della spesa delle famiglie sul pil.

A ciò si aggiunge il protezionismo montante; è evidente ed inequivocabile che il commercio internazionale crea anche perdenti. Ma quando la congiuntura peggiora il loro numero aumenta significativamente, la loro capacità di organizzarsi politicamente si accentua. Ma il protezionismo è, per definizione, un formidabile generatore di stagflazione: in questo senso oggi siamo messi peggio degli anni Settanta, un periodo in cui la liberalizzazione del commercio si stava lentamente sviluppando. Abbiamo quindi descritto uno scenario stagflazionistico quasi da libro di testo.

Che evoluzione attendersi? Lo squilibrio americano, che si traduce in un poderoso deficit delle partite correnti, necessiterà ancora per molto tempo di un dollaro strutturalmente debole, ma anche così, data la struttura dell’economia statunitense (dove il peso della manifattura sull’export è sui minimi storici), non dobbiamo attenderci alcun riequilibrio rapido e miracoloso. Le aree del pianeta in surplus commerciale (segnatamente la Cina) stanno a loro volta lottando contro una crescente pressione inflazionistica, e difficilmente riusciranno a destinare quel surplus allo stimolo della domanda interna, ed al conseguente sviluppo delle importazioni. Noi pensiamo quindi ad uno scenario di recessione più protratta (anche se non necessariamente più profonda) rispetto all’ottimismo di quanti ipotizzano una congiuntura a forma di V, che implica una ripresa rapida e vigorosa.
postato da AnnaV alle ore maggio 28, 2008 12:17 | link | commenti (4)
categorie: economia, conoscere la realta
mercoledì, 28 maggio 2008

Religione: oppio dei popoli o cura disintossicante?

   Si potranno verificare cedimenti ed errori tra i cristiani, ma il messaggio evangelico resta sempre valido e capace di rendere l'uomo veramente uomo come affermava il retore Vittorino: "Quando ho incontrato Cristo mi sono scoperto uomo"  e dopo di lui, nei secoli abbiamo una miriade di persone che hanno scoperto e vissuto la bellezza dell'appartenenza a Cristo, anche in mezzo alle contraddizioni più atroci.

Perciò vorrei che fosse chiaro che i cristiani che ancora seguono Cristo - e sono sempre tanti … e ci sono anche quelli che danno la vita per Lui - non lo fanno perché sono masochisti e perché ciechi davanti agli errori dei loro fratelli, ma semplicemente perché hanno incontrato la bellezza e il fascino del messaggio evangelico incarnato in persone vive.

Il che dimostra che essere cristiani fedeli a Cristo si può ancora; anzi è auspicabile che siano sempre più numerosi perché come dice De Lubac citato anche ieri: “Non è vero che l’uomo, come sembra talvolta si dica, non possa organizzare il mondo terreno senza Dio. È vero però che, senza Dio, non può alla fin dei conti che organizzarlo contro l’uomo. L’umanesimo esclusivo è un umanesimo disumano”.

Solo un mondo conquistato dall’amore di Cristo potrà vivere veramente in pace.

Da questo punto di vista ho trovato interessante e gradevole il post dell’amico Amicusplato che rilancio con il suo permesso:

Religione: oppio dei popoli o cura disintossicante?

In qualche situazione storica anche il Cristianesimo ha avuto i suoi momenti di sballo o di depressione. La Chiesa è fatta di persone, e queste sono soggette a ogni genere di debolezza che contraddistingue l’essere umano.
Si deve stabilire però se si tratta di momenti transitori, o se la sua costituzione è irrimediabilmente danneggiata dall’abuso di sostanze dopanti.

Parliamo di due droghe che oggi vanno per la maggiore.

Il potere politico.
Drogato mentalmente è chi si prostra al signore di turno. La Chiesa, per prima nella storia, ha invitato a distinguere la legittima autorità, da chi pretende di essere considerato ‘signore e dio’ (dominus ac deus). Quando tutti i popoli adoravano come divinità assoluta il loro sovrano, i cristiani dicevano: “L'imperatore è un uomo come me, e io dinanzi a lui sono libero” (Tertulliano, Apologeticon).
La prima terapia disintossicante dal potere politico è stata messa in atto proprio dalla Chiesa, sulle parole di Cristo: “Dai a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Ha smitizzato il potere. Lo ha ridotto entro i confini del buon governo. Per questo quando la Chiesa parla, oggi, come ai tempi dell’impero romano, dà fastidio. Perché prima di tutto si rivolge alle coscienze, senza lasciarsi intimidire dalle minacce, da qualunque parte provengano. “Temiamo Dio, non il proconsole” (Tertulliano, Apologeticon).

La droga degli abusi sessuali.
Oggi si vive spesso una sorta di bulimia sessuale; un insaziabile desiderio di sesso.Una vera rivoluzione è avvenuta in questi ultimi anni. Con tutti i risvolti, anche gravemente negativi o criminali, come prostituzione, stupro, pedofilia, furia omicida…
La Chiesa ha qualche titolo per parlare di queste cose e fare delle proposte? Io credo di sì. È vero che anch’essa, in tanti casi (parliamo dei suoi ministri), si è resa colpevole di gravi abusi, dei quali il più odioso è la pedofilia.
Ma andiamo alla radice del problema. Nella Chiesa chi si comporta così, sa di andare contro i suoi stessi insegnamenti e il Vangelo: “Chi avrà dato scandalo a uno solo di questi piccoli, meglio che sia gettato in mare con una macina da mulino al collo”. Per questo gli abusi possono (e devono) essere eliminati, o quanto meno ridotti ai minimi termini.
Ma chi insegna che il sesso deve essere libero da ogni vincolo, tranne (per ora) quello della minore età, e che l’unico problema è di indossare il preservativo, allora siamo in piena trance da oppio.
Anche in questa sorta di bulimia sessuale, la Chiesa, nonostante i suoi limiti umani, alzerà la sua voce per ricordare che ‘non di solo sesso vive l’uomo’.

postato da AnnaV alle ore maggio 28, 2008 06:12 | link | commenti (45)
categorie: cultura, società, cristianesimo, amicusplato
martedì, 27 maggio 2008

Eutanasia per minori e "incapaci mentali" in Belgio

    L'editoriale di CulturaCattolica.it ci informa sul fatto che in Belgio sono stati presentati quattro progetti di legge che prevedono di estendere l'eutanasia anche a i minori e agli "incapaci mentali" e conclude con la citazione di una frase del grande  De Lubac: “Non è vero che l’uomo, come sembra talvolta si dica, non possa organizzare il mondo terreno senza Dio. È vero però che, senza Dio, non può alla fin dei conti che organizzarlo contro l’uomo. L’umanesimo esclusivo è un umanesimo disumano”.

Vi prego di andare a leggere l'articolo che offre anche dei preziosi approfondimenti; dei quali cito quello che mi sembra particolarmente importante per ricordare l'orribile realtà dell'eutanasia infantile in Olanda:

L’eutanasia in Olanda: anche per i bambini!

(Della tristissima vicenda dell'eutanasia infantile in Olanda ho scritto anch'io qui)

postato da AnnaV alle ore maggio 27, 2008 18:45 | link | commenti (28)
categorie: eutanasia
martedì, 27 maggio 2008

I «soldi della Chiesa»: le tesi infondate del libro di Curzio Maltese

   La disinformazione e l’ignoranza dei fatti regnano sovrane in questa Italia dove quel che conta non è la realtà dei fatti, ma l’opinione che più fa comodo, come dimostra l’ultimo exploit di Curzio Maltese.
Ecco come stanno le cose in un articolo di
Umberto Folena da  Avvenire del 23 maggio:

 
Una «Questua» rimasta a secco

Da che parte cominciare a smontare La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani, il libro del giornalista di Repubblica Curzio Maltese appena giunto in libreria? Ma dall’inizio, e dall’equivoco di fondo che Maltese non nasconde, anzi dichiara apertamente.

La confusione tra Vaticano e Santa Sede di qua, Chiesa italiana e Cei di là. A pagina 31 sbotta: signori, è la stessa zuppa ed è vano perderci tempo. «Una volta scartati il politicamente corretto e il cattolicamente corretto, mi sono concentrato su quello di cui finanche l’autore capiva il senso: il costo della Chiesa, una e trina». In realtà la correttezza non c’entra. Maltese ha bisogno di confondere Santa Sede e Cei perché il mirino è puntato sull’otto per mille, che va alla Cei ma che ai lettori va fatto credere vada al Vaticano, insinuando l’idea che la distinzione sia un cavillo, una pura formalità. Invece è sostanza.

Un libro a tesi
Altra tesi iniziale: la percentuale degli italiani che vanno a Messa (circa un terzo della popolazione) e di quanti firmano per l’otto per mille a favore della Chiesa cattolica coincide. Si tratta insomma delle stesse persone. Sbagliato, e lo dicono i numeri. Primo, il confronto è tra gruppi non omogenei: di qua tutti gli italiani, di là i soli contribuenti. Secondo, a firmare è più del 40% dei contribuenti, ma mal distribuiti: sono il 61,3% di coloro che sono costretti a presentare la dichiarazione (730 o Unico) e una percentuale davvero minima di chi non è obbligato, per lo più pensionati, che invece sono in larga misura praticanti. Un bel pasticcio. Scrive Maltese che questi italiani «dichiarano di andare a messa e di essere influenzati nel voto dall’opinione del papa e dei vescovi». Quale sia la fonte non si sa, ma che un italiano, credente o miscredente, ammetta di essere «influenzato» ha dell’incredibile.

Per Ruini bastava Google
Da pagina 36 in poi, Maltese si avventura in brevi cenni di storia recente della Chiesa che farebbero sorridere un redattore di Topolino. Parla di «fronte passatista» che si oppone alle «aperture della Chiesa conciliare». I 27 anni di Papa Wojtyla sono così riassunti: «I risultati concreti del pontificato di Giovanni Paolo II sono il ritorno alla Chiesa preconciliare, l’alleanza privilegiata con le forze tradizionaliste e la progressiva riduzione, fino all’estinzione, del dissenso cattolico». Fine. Non si può dire che manchi di sintesi. E Camillo Ruini? Sarebbe bastato Google per evitare sciocchezze del genere: «Quando Giovanni Paolo II lo chiama a Roma da Reggio Emilia, Ruini è un giovane vescovo noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi».

Le cronache di Eva Express, forse. Com’è arcinoto, Ruini, già stimato docente di teologia dommatica a Bologna, si fa apprezzare in particolare come vicepresidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), dove ricopre un ruolo di primo piano.

Continua a leggere qui

postato da AnnaV alle ore maggio 27, 2008 12:08 | link | commenti (13)
categorie: attualità, conoscere la storia, conoscere la realta, correttezza
martedì, 27 maggio 2008

A sinistra l’onda dei sindaci sceriffi: «Senza rigore non c’è sicurezza»

Ha cominciato Cofferati con lo sgombero dei campi rom e gli davano del «fascista». Ma dopo il voto l’esercito dei teorici dell’ordine si è allungato

di Giuseppe Marino,  Il Giornale del 27 maggio 2008

In principio fu Sergio Cofferati: campi rom sgomberati senza tante esitazioni, il divieto di vendita di alcol che ha lasciato a secco le notti bolognesi e perfino la battaglia su spray urticanti e manganelli per i vigili urbani.

Con tanto di frecciate spedite dal sindaco a chi non aveva appoggiato la mozione in consiglio comunale: l'Udc («hanno preso paura, hanno paura delle novità in politica»).

Continua a leggere qui
postato da AnnaV alle ore maggio 27, 2008 09:02 | link | commenti (5)
categorie: politica, conoscere la realta
Rostropovich suona Berlino
mentre il muro sta cadendo



***
Clicca sull'immagine per vedere il video

Veni Sancte Spiritus
Veni per Mariam
La Madonna è proprio la figura della speranza. Che questa fontana vivace di speranza abbia ad essere ogni mattina il senso della vita immediato più mordace e più tenace che ci possa essere.
Non esiste niente di sicuro al mondo se non in questo. (Luigi Giussani)
UN ALTRO MONDO IN QUESTO MONDO
Padre Aldo Trento a Cagliari

Clicca qui per sapere come sta Caterina e,
sull'immagine,
per ascoltare il suo canto-preghiera.
Accompagniamola attraverso la grande prova


Eccomi
Blogger: AnnaV
Forse che il fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con piedi fermi su questa miserabile terra?
Dare in letizia ciò che abbiamo.
Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!
Che vale la vita se non per essere data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire?
(P. Claudel)

*



il Mascellaro.it ...quando la Bassa è anche un punto di vista


***
Guarda il video clip
cliccando sull'immagine

***

I SANTI
PICCOLE STORIE DAL PARAGUAY
*
Vale la pena di vivere così?
*
Padre Aldo Trento
e il vento di Dio
clicca sulla foto

Il video della testimonianza di MARIO MELAZZINI affetto da SLA



Feedbox


SPECIALE
TESTAMENTO BIOLOGICO


RU486 dossier
la kill pill
Clicca sulla foto di Holly,
una delle prime vittime della RU486
ru486 bocciata


********
Leggi alcune meditazioni
di Don Giussani
cliccando sulla foto










Maurizio Lupi
















d32afcc4ee39057551700a33e81b1cd2.gif


Frammenti di saggezza


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Categorie

11 settembre
194
1 maggio
25 aprile
2 novembre
5 per mille
68

abc
aborto
abruzzo
accanimento terapeutico
accoglienza
ada negri
afghanistan
africa
agenzia delle entrate
agesc
aids
aiuto ala vita
albacete
alda merini
aldo trento
alexis carrel
alimentazione e idratazione
alitalia
alla sua donna
alzheimer
ambiente
amenità varie
amicizia
amicusplato
amnesty international
amniocentesi
amore
amore alla vita
amore coniugale
angelo scola
angelo vescovi
angelus
anpac
antidoti
antisemitismo
apocalypto
apostolo del web
appello
aprea
armeni
arte
ascensione
astrofisica
attentato di kabul
attualità
auschwitz
autodeterminazione
avsi
avsi - cdo
avvenimento
avventura
babelgum
bagnasco
bakhita
ballottaggio
bambini
bambini soldato
banalizzazione dell aborto
banco alimentare
banco di solidarietà
bandiera della pace
bariona
bellezza
bellieni
benedetto xvi
benedettoxvi in africa
benedettoxvi in sardegna
benedettoxvi in terra santa
benson
beran
berlusconi
bernanos
bernhard scholz
bersanelli
bersani
bertolaso
bibbia giorno e notte
billings
bioetica
biopolitica
biotestamento
birmania
blair
blogger
boffo
bonaria
brandirali
brasile
brigata sassari
buon anno
burqa
cai
cambiamento
camilla
camisasca
campania
canzone
canzoni
caprara
carcerati
carcere
carfagna
caritas in veritate
carità
carron
catastrofismo
caterina
caterina da siena
catilina
cattivi maestri
cattolicesimo
cattolici
cavallari
cdo
celeste
censimento dei minori
cesana
chernobyl
chiesa
chimere
cicerone
cilla
cina
citazioni
civiltà
cl
claudel
claudio chieffo
claudio risé
cleuza e marcos
club papillon
coletta
colletta alimentare
coma
cometa
compagnia delle opere
compito
comunicazioni sociali
comunismo
conflitto arabo-israeliano
conoscenza
conoscere la realta
conoscere la storia
consenso informato
correttezza
corte europea
coscienza
costantino imperatore
creazione scienza
cren
crisafulli
cristianesimo
cristiani
crocifisso
cuba
cultura
culturacattolicait
cure palliative
david jaeger
de musset
de wohl
democrazia
depressione
dialogo
dico
dieci domande
diesse
difesa della vita umana
diritti umani
disprezzo per la vita
dissenso in urss
dittatura
dittatura del desderio
dolore
don bosco
don camillo
don giussani
don gnocchi
donazione di organi
donna
dorina bianchi
dottor house
dottrina sociale
down
duomo di milano
durban 2
e-campagna
ebrei
economia
edith stein
educazione
educazione sessuale
einstein
elezioni
elezioni europee
eliot
embrione
embrioni chimera
emergenza educativa
emmanuel exitu
energia
epifania
eric liddell
ermanno lo storpio
esercizi fraternità
esodo
esperienze
etsuro sotoo
etty hillesum
eugenetica
eugenio corti
euresis
europa
eutanasia
evoluzione
fabiana
famiglia
famiglia cristiana
famiglia materna
famiglie in cammino
famiglie per laccoglienza
family day
fanatismo
fao
fatti
faustina kowalska
febbre suina
fecondazione artificiale
fede
fede e cultura
fede e nichilismo
fede e opere
fede e politica
fede e ragione
fede e scienza
fede e società
fede e storicità
fede e vita
federalismo
federica pellegrini
fedro
felicità
felicità di stato
feltri
feltri-boffo
femminismo cristiano
ferrara
feto malformato
fiamma nirenstein
figini
figli
figlio
figuracce
filippetti
finanziaria
fine vita
firenze
fisco
fisica
florenskij
foibe
fondamentalismo
fondazione russia cristiana
fondazione san rafael
formigoni
franceschini
francis
franz werfel
g8
galileo
gaudì
gaza
gelmini
genetica
genitori
geore gray
georgia
getsemani
giampaolo
gianna beretta molla
giappone
gioia
giopvani
giorgio la spisa
giorgio pontiggia
giornata della memoria
giotto
giovinezza
girotondi
giulia
giuseppe noia
giussani
giustizia
gloria riva
gramsci
gratitudine
grillo
grossman
ground zero
guareschi
gulag
havel
holly patterson
holodomor
homo homini lupus
honduras
ibridi
identita di un popolo
identità
ideologia
il giardino
il padrone del mondo
il papa a verona
il potere dei senza potere
il sonno della ragione
immacolata concezione
immigrazione
immunità
imprevisto
inchiesta
india
informazione
ingrid betancourt
inquinamento
inquisizione
insegnamento religione islamica
integrazione
internet
intolleranza
introvigne
iran
irc
irena sendler
islam
israele
jacques testart
jan dobraczynski
jan palach
jannacci
john mather
kabul
karl unterkircher
karol wojtyla
katyn
kenia
kenya
kipling
klinefelter
kolyma
kulaki
kung
la ragione
la straniera
laicismo
laicità
laogai
lavoro
le mie letture
legge 40
legge truffa
leggi e blog
leonardo marino
leopardi
lepanto
lepori
letizia
lettere anonime
lettere di nicodemo
letture consigliate
li lu male
liberi di vivere
libertas ecclesiae
libertà
libertà di educazione
libertà dinformazione
libertà dopinione
libertà religiosa
libia
limite
lodo alfano
lorenzo odone
lotta al neuroblastoma
lotta alla droga
lubjanka
lucia annunziata
luigi negri
luis
lultima cena
mac arthur
macerata-loreto
madre di dio
maestro unico
magdi cristiano allam
maggiolini
malafede
malika
malinconia
mamma
manzoni
marcello pera
maria
mario mauro
marrazzo
martin niemöller
martiri dotranto
martirio
martitri cristiani
marziana
mas media
maschio e femmina
massobrio
maternità
matrimoni misti
matrimonio
maurizio lupi
medio oriente
medioevo
meditazioni
meeting di rimini
melazzini
mentalità
menzogna
mereghetti
messina
michael jackson
miguel manara
milosz
minzolini
mistero
mombai-bombay
monachesimo
mondo arabo
monsnegri
moralismo
moralità
morresi
morte
mounier
movimenti
muro di berlino
musica
muti
namrata
napoli
nassiriya
natale
natura matrigna
nazismo
negazionismo
neuroetica
newman
nichilismo
niebuhr
nigeria
nobel
non-profit
novena
novità
nubifragio in sardegna
nucleare
nuvoli
obama
odio
okkupazione
olanda
olimpiadi
olivier clément
onesta intellettuale
onna
opinioni
ora di religione islamica
orissa
orizzonte perduto
orrore
orwell
oscar wilde
osservazione
ossezia
p claudel
p pezzi
pace
pacifinti
pacs
padre bertaina
padre bossi
palestinesi
pandolfi
pansa
paolo sanna
papa
papà
paracdutisti della folgore
paraguay
paraolimpiadi
pars
pasolini
pasqua
peccato
peguy
perdono
perelandra
persecuzioni
petizione
petizione popolare
pgheddo
piccinini
piccolo principe
piero gheddo
pierolga
pillola abortiva
pillola del giorno dopo
pillole
pioxii
plinio
poesia
pogrom anticristiano
poligamia
politica
politica estera
politica internazionale
politicus
popieluszko
positività
posto fisso
povertà
ppe
pre-persone
preghiera
prematuri
preocccupazione
presepe
preservativo
primavera di praga
privacy
provvidenza
punto di fuga
qaly
quercia millenaria
qui e ora
quote rosa
quoziente familiare
rachida dati
radici cristiane
radio bonaria
radioformigoni
raffaello vignali
ragionamento
ragione
rapporti tra noi
ratisbona
ravasin
razzismo
realtà
reato
recensione
reducciones
referendum
relativismo
religione e potere
religione naturale
religiosità
renato farina
resistenza
responsabilita
ridiamo per non piangere
riduzioni
riflessioni
rischio educativo
risorgimento
rispetto
rispetto per la vita
risurrezione
roccella
rock
rolando rivi
romania
rosa bianca
rose
rosetta brambilla
ru486
russia
sacconi
safe
sagrada familia
saint exupery
salute
samar
samizdat
samizdatonline
san pietro
sandri
santa monica
santagostino
santanché
santi innocenti
santoro
sardegna
sartre
scalfari
schiavitù
scienza
scienza e fede
sciopero
scomunica
scuola
scuola di comunità
se
seneca
senso religioso
senso religioso e fede
seveso
shoah
sicilia
silone
simona atzori
sindone
sinodo africano
sky
sla
slewis
soby mckoul
socci
socialismo sudamericano
società
sol
solidarietà
solidarnosh
solitudine
solženicyn
sondaggi
soru
souad sbai
spagna
spe salvi
speranza
spermatozoi sintetici
spina bifida
staminali
staminali adulte
stati uniti damerica
stato etico
stato vegetativo
sterilità
storicità del vangelo
stranocristiano
stupore
sudan
suicidio
suicidio assistito
sussidiariet
sussidiarietà
sylivie menard
talebani
tar
tarak ben ammar
tecnologia
tecnoscienza
tempi
tende di natale
terra santa
terremoto
terri schiavo
terri’s foundation
terrorismo
testamento biologico
testimonianza
the road
thor
tibet
tiboni
tienanmen
tolleranza
tony blair
torino
totalitarismi
tracce
traiano
trattato di lisbona
trifoglio
ts-eliot
tseliot
turchia
tv
twitter
ue
uganda
ugolini
un po di relax
unione europea
unità ditalia
università
uomo e donna
vacanza
valori
valutazione
vandea
vaticano
vedova calabresi
vendetta
venezuela
ventorino
verginità
verità
veronica
vescovi lefebvriani
via crucis
vicky
villocentesi
violenza
vita
vita e destino
vittadini
vivamente consigliato
vocazione
von galen
vopos
waida
welby
xenofobia
xinjiang
zambrano
zavoli
zetesis
«torah di yanov»
1984

Links

***** Antonio Socci
******PADRE ALDO*****
*****...Di Dio, innanzitutto...
*****AMICI DI SIMONE
*****Antonio Thats-my-king.livejournal
*****Aquaeductus
*****Card. Scola
*****comiche in cassa
*****FANTASIE CREATIVE
*****IL MANDORLO
*****La verità vi renderà liberi
*****Meryl
*****Vietato Parlare
*****VITAE FRATRUM
****AIREL
****Alberto Girotti
****Amici di Simone
****Antonio C
****BLANCHE****
****clessidra
****Cocodix
****Contro l'imbecillità collettiva
****Esercitiamoci
****FONTANA VIVACE
****Il pensiero cristiano
****Lorenzo M
****Mosaico
****Osteria Volante
****Paolo De Martino
****PROF. Giuseppe NOIA
****Rottami e Diamanti
****SaFe
***AMICUSPLATO***
***BONARIA***
***E' bella la strada***
***Fondazione San Rafael/ p. Aldo Trento
***IL BLOG DI TOPENZ
***La Compagnia dell'Anello***
***Oggi Siamo Seri
***PhotoN Message
***PICCOLE STORIE DAL PARAGUAY
***SEDE DE INFINITO - AMICO SPAGNOLO*
***Seraphim
***Terry-Bioetica***
**Affezione alle circostanze
**Il Sorvegliato speciale
**MARISTA**
**vocabolariodibioetica
*A tempo e luogo*
*Alza lo sguardo*
*Euro-Holocaust*
*F. Leali*
*Fontanavivace*
*LONTANA
*Mosquito e Clessydra*
*OBBEDIENZA
*pagina in più*
*Raccontami*
*Sardegna nel cuore
*Tradigo*
*Vino e mirra*
*VIV*
alessandra benfenati
ambricourt
Asianews
carlobellieni
Cogitor
Contri
Cuore di Pizza
Diario di Bordo
Fabio Cavallari
Fils de Vie
fior di cactus
GIANPIERO ASARA COTTU | SATIRA & CULTURA
Giorgio Israel
Giorgio Laspisa***
Grisos
I racconti di Sarcas
Il blog di Topenz
Il Laboratorio della Fantasia
Il pubblicano
IL SASSO NELLO STAGNO
INSTANCABILE APERTURA
Ivo Murgia
L'albatros/Lampisterio
La Filosofia di Orazio
La Roccia splendente/Giacabi
LA STANZA DELLA FEDE (DI ANNA VERCORS IN PRATICOMONDO)
Laparola
Le 3 Caravelle
Le tre caravelle/Marum
Lianna
Libero Arbitrio
LISA72
martayensid
MARVIT
Mi basterebbe l'impossibile
Non darmi ragione
note cellulari
Palmieri
Passaggio al bosco/Paolo
Pokankuni
PRATICOMONDO***
pseudo pensieri di una mente banale
RAGIONE E LIBERTA'
S. Magister
Sarcasticon 2
Sardegna nel cuore
Scienza e Vita
Sentiero Sacro
soloparoledi verità
Storia Libera
Terra & Cielo..
To Kalon
TOTUS TUUS/Ggraceffa
TVille
Umanesimo Cristiano
Una Persona Intorno
UNFRANCESCANO
valpalot
Veritatis splendor
vinoemirra
VITA &PERSONA
Zenit
Zetesis

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiAnnaV

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte

DISCLAIMER

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.







Heracleum blog & web tools