Ci volevano i fatti terribili di questi giorni per risvegliare la coscienza di tutto il mondo davanti alla situazione in cui da decenni versa l'India. Roberto Fontolan ce lo ricorda con questo editoriale per il Sussidiario:
Ricordava un saggio pubblicato dalla rivista Oasis
che nell’atlante mondiale del terrorismo l’India ha conquistato il suo posto di rilievo ormai da parecchio tempo. Sono passati sessanta anni dall’uccisione del padre della patria, il Mahtama Gandhi, per mano di estremisti hindu, 24 da quella di Indira Gandhi ad opera dei sikh e 17 da quella di Rajiv Gandhi causata dai guerriglieri tamil. Nella più grande democrazia del mondo c’è una certa propensione ad ammazzarne i leader. Ma non si tratta solo di omicidi eccellenti, perché in questo non ci sarebbero differenze abissali dagli Stati Uniti degli anni Sessanta o dall’Italia e Germania degli anni di piombo. Le stragi accompagnano l’India moderna, che pure ottenne l’indipendenza grazie alla spettacolare campagna non violenta del Mahatma contro la dominazione inglese. Ma come è accaduto troppo frequentemente (si pensi alla Palestina o a Cipro) i britannici lasciarono dietro le spalle le braci ardenti di incendi che sarebbero ben presto divampati. E così la separazione del Pakistan, concepito come la patria dei musulmani, fu accompagnata da una terrificante violenza i cui echi non si sono mai spenti. E le periodiche insurrezioni delle caste, i conflitti etnico-nazionalisti (nel Punjab dei sikh, nel Tamil Nadu, nell’Assam), la guerra a bassa ma continua intensità con il Pakistan per il Kashmir (ne ha scritto recentemente Arundhati Roy, autrice del magnifico romanzo Il dio delle piccole cose, dedicato al dramma degli intoccabili), gli scontri politici sollevati dalle svariate formazioni comuniste. Il casus belli della recente ondata delle persecuzioni anticristiane dell’Orissa è stato l’assassinio di un leader hindu rivendicato da un gruppo maoista -meccanismi che ricordano i pogrom antiebraici nella Russia di fine Ottocento.
Massacri e attentati più familiari alla nostra immagine di terrorismo (autobombe, agguati, esplosioni nei mercati e nelle stazioni, assalti) sono relativamente più recenti. Dal 1992 fino all’altro ieri vengono enumerati oltre milleduecento civili morti in attentati di ogni genere.
I fatti di Mumbai allungano la catena, ma insieme mostrano qualcosa di diverso (o almeno lo mostrano in modo clamoroso). C’è la mano o l’idea di Al Qaeda, c’è la caccia ad americani e britannici, c’è un gruppo che dichiara il legame con il jihad, la guerra “santa” del musulmano, la cui interpretazione non è affatto univoca. Emerge cioè la natura del terrorismo globalizzato, quello che non ha una radice locale, etnica o nazionalistica, ma che di queste radici può nutrirsi; quello che non ha una origine politica, ma su di essa può prosperare: è Alien, il mostro che il cinema ha immaginato vicino a noi, dentro di noi, e che la realtà ci ha fatto conoscere “grazie” all’11 settembre. Non è circoscrivibile a una ragione ideologica o a una zona geografica, perché supera ogni tipo di barriera. Pensateci. Dall’Afghanistan in Algeria, da Israele al Libano, Somalia, Irak e Indonesia, e poi Madrid, Londra, Mosca. Un serpente nero che corre veloce sulla mappa del mondo. Lo squadrone dei terroristi veniva dal Pakistan, giurano le autorità indiane. E’ lì uno dei buchi neri del pianeta, una delle tane di Alien (come aveva presentito Bernard Henri Levy nello sconvolgente libro inchiesta Chi ha ucciso Daniel Pearl?).
Da Asianews ecco una scheda sul terrore in India in questi ultimi anni:
Almeno 600 morti dal 2002: questo è il bilancio degli attacchi di terrorismo che hanno colpito il Paese negli ultimi sei anni.
Mumbai (AsiaNews/Agenzie) - Negli ultimi sei anni oltre 600 persone in India sono state uccise, a centinaia sono rimaste mutilate a causa di attacchi terroristici. Fra i responsabili si elencano gruppi di estremisti musulmani e indù locali, ma vi sono anche sospetti di legami col terrorismo pakistano e con quello di Al Qaeda. Riportiamo di seguito una cronologia dei maggiori attacchi terroristi nel Paese.
26 Novembre 2008, Mumbai: 7 diversi attacchi coordinati colpiscono luoghi di ritrovo per stranieri, uccidendo oltre 100 persone, e ferendone molte centinaia.
30 Ottobre 2008, Assam: Almeno 45 persone sono rimaste uccise nei 18 attacchi che hanno colpito lo stato dell’Assam. Oltre 100 i feriti.
21 Ottobre 2008, Imphal: Nei pressi del comando di Polizia di Manipur, un esplosione uccide 17 persone.
14 Ottobre 2008, Kanpur: Una bomba piazzata su una bicicletta a noleggio esplode nel mercato di Kolonelganj ferendo 8 persone.
29 Settembre 2008, Malegaon, Maharashtra: Una bomba piazzata su una motocicletta colpisce un mercato affollato uccidendo 5 persone.
29 Settembre 2008, Modasa, Gujarat: Un ordigno a bassa intensità inserito in una motocicletta esplode nei pressi di una moschea, uccidendo una persona. Rinvenuti anche alcuni feriti.
27 Settembre 2008, New Delhi: Tre persone muoiono a causa di una bomba artigianale lanciata in un mercato a Mehrauli.
13 Settembre 2008, New Delhi: Sei bombe esplodono in tutta la città, 26 le vittime.
26 Luglio 2008: 57 persone muoiono a causa dello scoppio di 20 bombe sincronizzate a distanza di due ore.
25 Luglio 2008, Bangalore: Una piccola esplosione ferisce a morte una persona.
13 Maggio 2008, Jaipur: Una serie di esplosioni uccide 68 persone.
25 Agosto 2007, Hyderabad: Due esplosioni colpiscono un popolare ristorante e un parco pubblico; 42 persone perdono la vita.
19 Febbraio 2007, Samjhauta Express: due bombe incendiarie uccidono 66 sul treno che celebra l’amicizia fra India e Pakistan.
8 Settembre 2006, Malegaon, Maharashtra: Due bombe esplodono uccidendo 40 persone.
11 Luglio 2006, Mumbay: Sette bombe, esplodono in alcune stazioni e treni della città. Muoiono 209 persone.
7 Marzo 2006, Varanasi: Tre esplosioni colpiscono un tempio ed una stazione ferroviaria; muoiono 21 persone.
29 Ottobre 2005, New Delhi: Tre bombe uccidono 61 persone alla vigilia della festa indù del Diwali.
25 Agosto 2003, Mumbai: 46 persone sono rimaste uccise durante lo scoppio di due bombe, una delle quali al monumento della Porta dell’India.
24 Settembre 2002, Gandhinagar: 34 persone sono morte durante un attacco al tempio indù di Akshardham.