martedì, 30 giugno 2009

Decreto anti-crisi, voce per voce

Dal sito di Maurizio Lupi:

Dalla detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende in macchinari a bonus per le imprese che non licenziano, da un nuovo rinvio per la ‘class action’ allo slittamento dell’esecuzione degli sfratti, dall’aumento dei rimborsi per i piccoli obbligazionisti e azionisti Alitalia a costi del gas ridotti per le imprese.

E ancora, dalla stretta agli stipendi delle società pubbliche alla velocizzazione dei pagamenti della P.A., dall’annullamento delle clausole di massimo scoperto alla stretta delle compensazioni Iva. Sono queste, ma anche molte altre, le novità varate dal governo con il ‘decretone d’estate’ approvato dal Consiglio dei ministri.

Detassazione utili. Arriva la detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende in macchinari e apparecchiature fino al 30 giugno 2010.

Bonus anti-licenziamento. Incentivi alle imprese che decidono di non licenziare in tempi di crisi. Per favorire la conservazione del capitale umano, i lavoratori già destinatari di trattamenti di sostegno al reddito possono essere utilizzati dall’impresa in progetti di formazione o riqualificazione.

Gas meno caro a imprese. Riduzione del costo dell’energia per le imprese. Dal prossimo inverno le imprese grandi utilizzatrici di gas naturale godranno di tariffe di trasporto e di costi del gas ridotti. Secondo il governo anche le famiglie dovrebbero beneficiare degli sconti.

Class action. Un nuovo rinvio per l’entrata in vigore della ‘class action’. L’azione collettiva partirà da gennaio 2010, invece che dal primo luglio 2009.

Sfratti. Resta sospesa per altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2009, l’esecuzione degli sfratti. Il termine della proroga attualmente era fissato al 30 giugno.

Rimborsi alitalia. I rimborsi per i piccoli obbligazionisti Alitalia salgono al 70,97% dall’attuale 30% circa. Saranno rimborsati anche gli azionisti che potranno cedere al ministero dell’Economia i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%.

Pagamenti P.A. Velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione a fronte di somministrazioni, forniture ed appalti. Le amministrazioni dovranno adottare opportune misure entro il 31 dicembre 2009.

Cigs. Al rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività sono destinati 25 milioni di euro per il 2009, a valere sulle risorse del fondo sociale per l’occupazione e formazione.

Premio occupazione. In arrivo incentivi per i lavoratori, anche quelli in esubero strutturale, che percepiscono il sussidio di disoccupazione o la cassa integrazione ordinaria e che vogliono avviare un’attività in proprio con partita Iva.

Contratti solidarietà. 190 milioni di euro in due anni per aumentare fino al 20% gli assegni legati ai contratti di solidarietà.

Voucher lavoratori. Possibilità per i lavoratori cassintegrati di lavori brevi pagati attraverso voucher.

Aiuti start-up. Incentivi per aprire un’attività per quei lavoratori che a causa della crisi sarebbero destinatari di trattamenti di sostegno a reddito. Vengono estesi a questi lavoratori gli incentivi già previsti dalla legge per le imprese che assumono lavoratori licenziati o in cassa integrazione.

Massimo scoperto. Sono nulle tutte le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto.

Valuta assegni. Per tutti gli assegni bancari versati in conto corrente la data di valuta e di disponibilità per il beneficiario non può superare i tre giorni lavorativi successivi alla data di versamento. Per tutti gli assegni circolari e i bonifici, la data di valuta e di disponibilità non può superare un giorno.

Mutui. Nel caso in cui la surrogazione del mutuo non si perfezioni entro il termine di 30 giorni dalla data della richiesta del debitore la banca cedente è tenuta a risarcire il cliente in misura pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

Investimenti privati. Arrivano misure per lo sblocco di investimenti privati.

Banca dati tesoro-lavoro. Nasce la banca dati integrata fra il ministero dell’Economia e del Lavoro per disporre di una base unitaria di dati.

Sicurezza. Altri 1.250 militari per rendere più sicure le città. Il piano per le città sicure viene prorogato dal 4 agosto fino al 31 dicembre. Vengono rifinanziate per 4 mesi le missioni militari all’estero.

Società pubbliche. Una Tesoreria centralizzata per le controllate al 100% del Tesoro non quotate.

Ammortamento. Accelerazione dell’ammortamento sui beni strumentali d’impresa. Entro il 31 dicembre 2009 si provvede alla revisione dei coefficienti di ammortamento compensandola con coefficienti diversi per beni a consistenza prevalentemente patrimoniale.

Stretta compensazioni. Una stretta sulle compensazioni dei crediti fiscali. L’obiettivo è aumentare la liquidità delle imprese.

Potenziamento riscossione. Una serie di norme per il potenziamento della riscossione.

Paradisi fiscali. Nuove norme per dare attuazione alle direttive Ocse sul contrasto ai paradisi fiscali. L’Agenzia delle Entrate, insieme alla Guardia di Finanza, istituisce un’unità speciale dotata di articolazioni anche all’estero. Arrivano anche misure per il contrasto agli arbitraggi fiscali internazionali.

Stretta stipendi società pubbliche. Una stretta a stipendi e consulenze nelle società pubbliche: dovranno adeguarsi ai divieti che vengono posti a tutte le amministrazioni pubbliche.

Giro di vite invalidità civile. Arriva una stretta sulle frodi in materia di invalidità civile. Dal primo gennaio 2010 le Commissioni mediche delle Asl saranno integrate da un medico Inps che diventerà un componente effettivo.

Piano rientro Calabria. La regione Calabria ha trenta giorni di tempo per predisporre un piano di rientro del deficit (di 2 miliardi), in caso contrario sarà nominato un commissario ad hoc.

Sanità. Arriva una sforbiciata alla spesa farmaceutica territoriale e più paletti all’aggiornamento del Patto sulla salute.

Stop ticket. Dovrebbe essere abolito il ticket sanitario sulle visite specialistiche.

Tasse a rate per terremotati. I terremotati dell’Abruzzo riprenderanno a pagare le tasse, ma a rate e da gennaio 2010.

Plusvalenze su oro. In arrivo un’imposta sostitutiva del 6% sulle plusvalenze su oro e metalli preziosi realizzate da società ed enti.

Giochi. Regole più stringenti per il rilascio di concessioni in materia di giochi.

Gratta e vinci. La nuova gara per la concessione dei Gratta e Vinci non sarà destinata a un solo soggetto, ma ai più qualificati operatori di gioco. Bisognerà garantire una distribuzione in non meno di 10 mila punti-vendita. Le concessioni avranno durata massima di nove anni e saranno rinnovabili solo una volta.

Missioni pace. Numerosi interventi a sostegno dei processi di pace e stabilizzazione.

Queste le altre proroghe che dovrebbero essere inserite nella manovra (probabilmente in un dl milleproroghe).

Taglia enti. Viene spostata al 30 settembre la data limite per il riordino degli enti inutili e la soppressione di altri enti.

Noleggio con conducente. Slitta a fine anno dal 30 giugno l’entrata in vigore delle norme sul servizio taxi e noleggio con conducente per consentire la conclusione dei lavori del tavolo tecnico presso il ministero delle Infrastrutture.

Rifiuti. Ancora un differimento per il passaggio dalla tassa rifiuti (Tarsu) alla tariffa integrata ambientale (Tia), mentre slitta a giugno 2010 la disciplina che regolamenterà l’energia prodotta attraverso la termovalorizzazione dei rifiuti.

Prevenzione incendi. Slitta al 31 dicembre 2010 il termine per l’adeguamento antincendi.

Sportello unico imprese. Arriva anche la proroga per lo sportello unico delle imprese. Viene differita di 60 giorni a partire dall’entrata in vigore delle norme tecniche individuate con decreto dello Sviluppo economico.

Scuola. Slittano a fine anno sia il piano programmatico per la riqualificazione della spesa scolastica sia l’istituzione del comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario.

Sicurezza. Slittano al 30 settembre 2009 le assunzioni di personale a tempo determinato nella polizia di Stato e nei vigili del fuoco. Viene prorogato a novembre 2009 il rinnovo del Consiglio della magistratura militare.

Sacchetti plastica. Viene nuovamente prorogato di oltre un anno il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica utilizzati per la spesa.

Assicurazioni. Proroga di ulteriori sei mesi per le disposizioni attuative previgenti al Codice delle assicurazioni per evitare vuoti normativi.

Abruzzo. Proroga di sei mesi dei termini per la registrazione di marchi e brevetti per la proprietà industriale nella Regione Abruzzo colpita dal sisma del 6 aprile 2009.

Costi servizi ferroviari. Slitta al 31 dicembre 2009 l’indagine conoscitiva delle Infrastrutture sui costi dei servizi ferroviari.

Personale ministero Welfare. L’autorizzazione all’assunzione di personale del ministero del Welfare nel 2008 slitta al 31 dicembre 2009.

Servizi non commerciali. Al 30 settembre 2009 viene prorogato il pagamento della prima rata 2009 del contributo agli enti locali a carico del fondo Iva sulle prestazioni di servizi non commerciali.

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 21:01 | link | commenti (2)
categorie: politica
martedì, 30 giugno 2009

A proposito di fede adulta...

Benedetto XVI:

Lo stesso pensiero di un necessario rinnovamento del nostro essere persona umana, Paolo lo ha illustrato ulteriormente in due brani della Lettera agli Efesini, sui quali pertanto vogliamo ancora riflettere brevemente. Nel quarto capitolo della Lettera l’Apostolo ci dice che con Cristo dobbiamo raggiungere l’età adulta, una fede matura. Non possiamo più rimanere "fanciulli in balia delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…" (4, 14). Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede "matura", una "fede adulta". La parola "fede adulta" negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Ma lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede "fai da te", quindi. E lo si presenta come "coraggio" di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso.
Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo "schema" del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una "fede adulta". È la fede che egli vuole. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo. Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo. La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo. Tuttavia, anche qui Paolo non si ferma alla negazione, ma ci conduce al grande "sì". Descrive la fede matura, veramente adulta in maniera positiva con l’espressione: "agire secondo verità nella carità" (cfr Ef 4, 15). Il nuovo modo di pensare, donatoci dalla fede, si volge prima di tutto verso la verità. Il potere del male è la menzogna. Il potere della fede, il potere di Dio è la verità. La verità sul mondo e su noi stessi si rende visibile quando guardiamo a Dio. E Dio si rende visibile a noi nel volto di Gesù Cristo. Guardando a Cristo riconosciamo un’ulteriore cosa: verità e carità sono inseparabili. In Dio, ambedue sono inscindibilmente una cosa sola: è proprio questa l’essenza di Dio. Per questo, per i cristiani verità e carità vanno insieme. La carità è la prova della verità. Sempre di nuovo dovremo essere misurati secondo questo criterio, che la verità diventi carità e la carità ci renda veritieri.

( CELEBRAZIONE DEI PRIMI VESPRI DELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO IN OCCASIONE DELLA CHIUSURA DELL’ANNO PAOLINO )

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 17:12 | link | commenti
categorie: cristianesimo, benedetto xvi
martedì, 30 giugno 2009

Marziana

Si può vivere così? P. Aldo dal Paraguay ci testimonia di sì:

Cari amici,
 

La vita è un miracolo continuo da queste parti.
Ancora una volta è Marziana la protagonista. E’ ormai alla fine e nella sua poca capacità di intendere e ancora meno di parlare, ha manifestato il desiderio che domenica 5 di luglio possiamo organizzare davanti alla chiesa con 40 dei suoi quadri dipinti in questi ultimi mesi, due dei quali fatti la settimana passata, una mostra per i nostri amici. Dio voglia che sia ancora viva, perché come mostra la foto che vi mando di questa mattina è ormai vicina al suo Gesù. Dio mio, quanto lo ama.
Questa mattina dandole la comunione (un pezzettino piccolo d’ostia) le ho chiesto «Marziana, come stai?» e lei «molto bene Padre».
Ho guardato le sue mani ormai pelle ed ossa, la bellezza delle unghie smaltate di colore uva, i capelli ben raccolti, tutto il suo corpo già uno scheletro, indicano la coscienza della sua femminilità, curata in tutti dettagli, pronta per incontrare Gesù. Anche le unghie dei piedi sono perfette e ben smaltate.

Amici «io sono Tu che mi fai». Ecco Marziana vive di questa certezza. Per lei quanto Carron ci ripete è la sua carne. Seguissimo noi Carron come lei lo segue.

Personalmente passo il giorno nella clinica, ripetendo a tutti quanto lui ci insegna, in particolare seguendo quanto dice nella scuola di comunità che un amico mi invia.
Amici, questo miracolo sarebbe impensabile senza questa libertà di seguire quanto Carron ci dice.
Chissà qualcuno sarà stanco di sentirsi dire da me queste cose, a me poco interessa, però la verità di questa mia insistenza è perchè tocco con mano, vedo i miracoli che questa figliolanza produce.
E se non crediamo al miracolo di chi fra i dolori del cancro sta morendo con il sorriso sulla bocca, non dovremmo credere più a nessuno.
Aggiungo le «frasi» che Marziana ha scritto dietro ogni quadro. Davvero sconvolgenti e commoventi. 
 

Ciao
P. Aldo.

E’ tranquillo come l’acqua cristallina, è tenero come un uccello con la sua cucciolata nella sua nidiata, è sagace come un bimbo.

 

 

 

 

 

 

 

Dio mi ha messo nel mondo il giorno più bello dell’anno, 20 settembre, è per quello che nel mio cuore soltando c’é primavera 

 

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 14:05 | link | commenti (4)
categorie: cristianesimo, aldo trento, marziana
lunedì, 29 giugno 2009

Coscienti di avere i giorni contati, che faremmo noi?

Ecco la lettera di P. Aldo:

Amici, dov’è o morte il tuo pungiglione? Guardateci bene! Ogni sabato sera occupiamo una piccola parte della pizzeria per fare festa e mangiare (quello che possono) con gli ammalati terminali che riescono stare senza ossigeno. La foto ci mostra la loro allegria è di questo sabato. Mancano alcuni del sabato anteriore perche sono morti questa settimana alcuni di quelli che vedete sabato prossimo non saranno più con noi a fare festa, perche raggi ungeranno Gesù. La gente entra, li riconosce e resta meravigliata, come me del resto.

La suora che vive nella clinica le 24 ore, suona l'arpa e loro cantano, come possono, ma cantano, Attilio quello magrissimo e piccolo come pure Giuseppe quello grande e grosso erano musicisti girovaghi, soli. Donne, ballo e altro. Quindi un cancro, metastasi. Arrivano qui moribondi. L'amore fa il miracolo si riprendono un pó ed eccoli in pizzeria a cantare. Amici, ma sono terminali, sanno che hanno le ore contate. Eppure, guardateli. Vi ricordate Carron il venerdi sera degli esercizi quando parlò della positività delle circostanze? Ecco il mio ospedale cosi vive la scuola di comunità.

Coscienti di avere i giorni contati, che faremmo noi? Ci incontreremmo in pizzeria a mangiucchiare e cantare? 

E vedeste che allegria quando cantavano!! Anche la pizzeria è diventata un luogo per gustare gli ultimi giorni. 

Insomma il problema è uno solo e i miei ammalati, tutti quanti lavorano nella clinica lo vivono: Io sono tu che mi fai! Ripettamolo ogni minuto e sono sicuro che anche per voi la morte non vi togliera il sorriso perche lui c'è e come che c'è. 

Il dolore è un mistero, come la morte; ma il Mistero si è fatto carne e ogni sabato da noi va in pizzeria.

Ciao

P. Aldo

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 19:43 | link | commenti (3)
categorie: cristianesimo, aldo trento
lunedì, 29 giugno 2009

Teheran:.. e l'Occidente sta a guardare

Da Stranocristiano:

La situazione in Iran sta peggiorando di ora in ora: continuano gli scontri in piazza e la polizia interviene pesantemente, oltre duemila le persone arrestate, spariti centinaia di oppositori del regime, probabilmente ingoiati dalle carceri degli ayatollah, oggi sono stati arrestati otto dipendenti iraniani dell’ambasciata inglese. Ci sono morti, non si sa quanti.

 La gente continua a protestare come può, per esempio lanciando in aria palloncini verdi, o cantando di notte sui tetti delle case, mentre arrivano i miliziani basiji che irrompono nelle abitazioni, sfondando le porte, spaccando gli interni. Video drammatici documentano tutto questo, per esempio qui, qua o anche qua.

Ma per tutto questo non si scaldano i cuori in Italia (e in Europa), c’è indifferenza, ed io lo trovo terribile.

Certo, nessuno degli oppositori di Ahmadinejad è particolarmente liberale, neppure quel Moussavi per il quale tanta gente in Iran sta manifestando.

Ma c’è un popolo che lotta per la propria libertà, – e come suona retorico scrivere queste parole, sembrano descrivere di qualcosa di antico, anzi, di vecchio – e vuole almeno che il proprio voto sia rispettato, pur con tutti i limiti di votazioni come quelle iraniane.

E l’Occidente sta a guardare. Non mi riferisco alle istituzioni, e neppure ai media, che stanno facendo bene il loro lavoro, ma all’opinione pubblica.

A Roma, in piazza Farnese, c’è stata una piccola manifestazione qualche giorno fa, organizzata dal quotidiano “il riformista”. Saranno stati massimo in duecento, e non c’è stata nessuna eco.

Ma dove sono i pacifisti? Perché non si mobilita il tavolo della pace, quella della marcia Perugia-Assisi? Nel sito di riferimento si sono limitati a riportare un paio di articoli tiepidi. Eppure dovrebbero traboccare di preoccupazione, indignazione, iniziative.

E perché per esempio ad Assisi, dove si è manifestato tanto per la pace, soprattutto in segno di amicizia verso l’Islam, a nessuno viene in mente di organizzare una manifestazione per quell’Islam che adesso chiede libertà?

Il 14 ottobre 2001, a un mese dall’attacco alle torri gemelle a New York, parteciparono in 250.000 per dire no alla guerra in Afghanistan.

Adesso tutto tace. Certo, non è una guerra fra stati, e soprattutto non si manifesta contro gli Usa, ma quanto sta succedendo in Iran potrebbe essere l’inizio di una guerra civile, il che non consola. E proprio le drammatiche immagini da Teheran ci stanno dimostrando – se mai ce ne fosse bisogno - che i musulmani non sono antropologicamente incompatibili con la democrazia: non ci sono ribellioni contro l’Islam, ma in nome dell’Islam (la rivoluzione è verde, perché verde è il colore dell’Islam), per la democrazia.

In questi giorni, per una strana ironia della sorte, nei giornali troviamo il ricordo di Woodstock: quarant’anni fa si celebrò il grande happening americano, mega concerto con mezzo milione di giovani, simbolo della cultura hippy e dei figli dei fiori. Tre giorni di pace e musica, adesso c’è pure un museo, ecco qua le foto.

Leggevo gli articoli, guardavo le foto, e pensavo: mezzo secolo di predicazioni e manifestazioni pacifiste, e poi quando veramente un popolo si ribella e viene represso sanguinosamente, tutti stanno zitti, nessuno reagisce, neanche un corteo - figurarsi un concerto - per i ragazzi e le donne di Teheran.

Che tristezza. Ma c’è ancora qualcuno che chiede giustizia? 

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 16:41 | link | commenti
categorie: iran
lunedì, 29 giugno 2009

San Pietro secondo Auerbach: la forza dirompente di un fatto quotidiano

Da Il Sussidiario un articolo di Laura Cioni:

L’apostolo Pietro – che oggi si festeggia insieme a Paolo, quest’anno più alla ribalta per l’anno che gli è stato dedicato - è un uomo affascinante: il pescatore di Galilea, rude e tenero, impulsivo e a tratti quasi infantile, ha spesso spinto gli artisti a illustrarne il carattere, sbozzato in pochi tratti dal Vangelo. Un momento centrale e drammatico della sua vita è costituito dal rinnegamento. Dopo l’arresto di Gesù Pietro lo segue e viene riconosciuto come uno della sua cerchia, ma egli nega di conoscere il Signore.

Erich Auerbach commenta l’episodio in Mimesis, il realismo nella letteratura occidentale, scegliendo la versione dell’evangelo di Marco, composto nella cerchia dei discepoli di Pietro e quasi coevo degli scritti di Petronio e di Tacito, con i quali viene messo in relazione. Il suo metodo critico si basa sul commento e sul confronto di pagine letterarie significative allo scopo di rintracciare le strutture culturali portanti di un’epoca e di una civiltà. Non è superfluo ricordare l’origine ebraica di Auerbach, costretto ad abbandonare la Germania nazista, riparato prima a Istanbul e poi negli Stati Uniti, dove insegnò romanistica all’università di Yale. 

Egli ha lasciato il paese e il mestiere, ha seguito il suo maestro a Gerusalemme e per primo l’ha riconosciuto come messia; quando era venuta la catastrofe, egli era stato più coraggioso degli altri, s’era avviato a seguir Cristo anche questa volta. Però questo è soltanto un avvio, un seguirlo a mezzo e con paura, forse determinato dalla confusa speranza che potesse ancora avvenire il miracolo per cui il messia avrebbe annientato i suoi nemici. Perché crede profondamente, ma non abbastanza, a lui accade la cosa peggiore che possa accadere a un credente, pochi momenti prima ancora entusiasta: trema per la sua povera vita.

Una figura tragica che ha tale origine, un eroe di tanta debolezza, che proprio dalla sua debolezza trae la forza maggiore, tali oscillazioni sono inconciliabili con lo stile illustre della letteratura antica. Ma anche il modo e il luogo del conflitto stanno completamente al di fuori della cornice dell’antichità classica. Si tratta, guardando le cose dal di fuori, di una operazione di polizia, la quale si svolge in tutto e per tutto fra persone comuni del popolo; qualche cosa del genere avrebbe fatto pensare agli antichi a una farsa o a una commedia. Perché non fu così? Perché suscita la partecipazione più seria e più commossa? Perché rappresenta quanto non è stato mai rappresentato né dalla poesia né dalla storiografia antica: la nascita d’un movimento spirituale nelle profondità della vita spirituale del popolo, che con ciò acquista un’importanza mai raggiunta nella letteratura antica. Davanti ai nostri occhi si risvegliano un cuore e uno spirito nuovi.

Quanto è detto qui si riferisce a tutti i fatti che sono raccontati nel Nuovo Testamento; in essi si tratta sempre della stessa questione, sempre dello stesso conflitto, che si presenta fondamentale per ogni uomo e che con ciò è aperto e infinito.

Per gli scrittori del Nuovo Testamento questa storia contemporanea che si svolge entro una cornice quotidiana costituisce un avvenimento rivoluzionario nella storia del mondo, e in seguito diventa tale per ciascuno. Si rivela quale moto e forza storica perché in qualsiasi persona vengono esemplificati gli effetti della dottrina, della persona e del destino di Gesù.

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 14:43 | link | commenti
categorie: cristianesimo, san pietro
domenica, 28 giugno 2009

Il "Grande Fratello" era Stalin ma ci sono voluti 60 anni per capirlo

Invece io non ne avevo il minimo dubbio, fin dalla prima lettura del romanzo; e mi meravigliavo di come "1984" fosse citato dai nostalgici del comunismo per avvalorare le loro tesi, non riuscendo a capire come non si rendessero conto dell'evidente contraddizione in cui cadevano. Ma ora che tali metodi violenti  e menzogneri vengono sempre più frequentemente  usati contro la libertà delle persone , ho capito meglio quel terrificante romanzo che evitavo di proporre come lettura i ragazzi di prima superiore perché lo consideravo troppo crudo e violento. Ma era solo fino a dieci anni fa. Ora tali violenze lasciano indifferenti anche i giovani perché il loro cervello è stato già distrutto dalla visione quotidiana di analoghe violenze alla tv o al cinema.

I metodi delle dittature sono sempre uguali, soprattutto delle dittature che hanno come unico scopo quello di cambiare persino il modo di pensare delle persone e, se non riescono con le buone - cioè con il condizionamento psicologico -, ricorrono ad altri raffinati metodi di costrizione, come succede nel romanzo di  Orwell, che è una drammatica, ma ancora ingenua, anticipazione delle torture inflitte agli "ospiti" dei GULag sovietici.

Ecco cosa ci dice di questo romanzo* David Pryce Jones  per L'Occidentale:

stalin.jpg

Sessant’anni fa George Orwell diede alle stampe 1984, e non mi riesce di pensare ad alcun lavoro di fiction che abbia avuto, nel mondo, un’influenza paragonabile a questa. Molti scrittori avevano già avvertito degli orrori gemelli di nazismo e comunismo, e molti di loro avevano avuto esperienze di prima mano di quei totalitarismi. Orwell raccontava invece una storia che descrive come sarebbe stata la vita in quelle società da incubo. Sin dall’inizio, con l’orologio che batte le 13.00, il lettore si trova nella morsa di un’immaginazione incredibilmente vivida e dettagliata, dotata di un’efficacia che un trattato politico non potrà mai avere.

Mio padre, all’epoca editor del Times Literary Supplement, aveva ricevuto una copia di prova del libro. Ricordo il noto critico Raymond Mortimer entrare in casa nostra, dire quanto fosse importante quel libro e descrivere come il TLS l’avrebbe recensito. Percependo l’eccitazione che traspariva dalle sue parole, presi in mano quella copia di prova ma riuscii a leggerne solo poche righe, prima di dover tornare a scuola. Quando poi chiesi 1984 alla libreria della scuola, il bibliotecario, un tipo segaligno di nome Cattley, commentò che si trattava di “pattume”, e mi fece rapporto. Avevo 12 anni, e la cosa mi spaventò alquanto. “Deve perdonarlo, signor Scattley – disse il mio maestro – lui è un’anima semplice”.

E’ forse il caso di ricordare che Orwell era stato uno studente di quella stessa scuola, e uno degli insegnanti dell’epoca in cui ci andavo io era stato un suo compagno di studi. Quest’uomo era calvo, e aveva una strana macchia sulla testa: si raccontava che era colpa di Orwell, che un giorno, durante una lezione di laboratorio, gli aveva gettato addosso un composto chimico. Noi ci divertivamo a stuzzicarlo: “Signore, per favore, ci racconti di Orwell, era bravo in scienze?”.

La storia d’amore tra Julia e Winston, è vero, risalta come una vero e proprio esempio di escapismo, ed è tanto affascinante (e tanto irritante per il signor Cattley) perché è la sola esperienza individuale che è ancora possibile fare in un mondo come quello descritto da Orwell. Il privato permette ai due personaggi di essere felici e liberi da una società del 'controllo tollerato'. Winston è costantemente alla ricerca di altre cose che possano renderlo libero, per esempio canzoncine da bambinaia o vecchi oggetti artigianali. L’aspetto realmente inquietante di 1984 è la manipolazione del passato, l’intero schema della società, il linguaggio, un insieme di fattori che rendono irraggiungibile la verità e permettono al Grande Fratello di fare tutto quello che vuole. Una volta, uno storico occidentale disse durante una conferenza che il futuro è imprevedibile, al che uno storico sovietico rispose che, per lui, a essere imprevedibile era il passato.

La sinistra ha tentato, e tenta ancora in modo spasmodico, di sostenere che 1984 non è veramente antisovietico. Ma il Grande Fratello di 1984 è senza dubbio Stalin, e la figura di Goldstein è Trotsky. Orwell ha vissuto eventi drammatici quali l’attacco dei comunisti ai trotskisti e agli anarchici durante la Guerra di Spagna, e il patto Hitler-Stalin. E’ particolarmente efficace l’invenzione dei “Due minuti di odio”, che descrive il meccanismo dei totalitarismi per ingannare l’opinione pubblica rispetto a quelli che sono i fini reali del potere. Due minuti di odio ci sono sempre. Basta guardare al modo in cui la sinistra è passata dall’appoggiare Israele al biasimarlo, o come l’Iran pro-America degli Scià si sia trasformato nella notte dell’Iran antiamericano di Khomeini.

Viaggiare ai vecchi tempi nell’Unione sovietica e in generale nel blocco sovietico era come trovarsi immersi in 1984. La vita di ogni giorno, grigia e senza speranza, era stata catturata con precisione da Orwell. Quanto era inquietante, quanto autenticamente orwelliana. Chiunque era contro il prossimo, chiunque fosse; sotto la martellante propaganda di un futuro radioso mancava ogni sorta di sentire comune o di socialità, c’era solo il Partito. Una donna, agente del KGB che obbligatoriamente era affiancato alle comitive turistiche, mi raccontò con orgoglio di aver ripudiato la madre perché non era sinceramente comunista. “Sotto il castagno in fiore, io vendo te e tu vendi me”. L’immaginazione di Orwell ha colpito esattamente nel segno.

Orwell stava agonizzando mentre scriveva 1984, tormentato da una tubercolosi che lo avrebbe ucciso sei mesi dopo la pubblicazione. Negli Stati Uniti erano appena entrate in commercio delle medicine in grado di curare quella malattia, e se Orwell avesse avuto un carattere diverso forse se le sarebbe procurate; ma pensava che sarebbe stato un privilegio. A quel tempo, Francia e Italia sembravano sul punto di diventare comuniste: in entrambi i paesi gli estremisti del partito erano pronti per un colpo di stato. I sovietici occupavano la Germania orientale e avevano isolato parte di quella occidentale, provocando il ponte aereo di Berlino e mettendo in dubbio l’intero futuro della Germania.

Il fatto che il peggio non sia accaduto non sminuisce la visione di Orwell. 1984, a mio giudizio, ebbe l’effetto di salvare l’intellighenzia anglofona dalle trappole del comunismo e dalle delusioni dilaganti in tutto il continente, e ogni futura società sarà obbligata a bandirlo proprio come fece l’Unione Sovietica. Si tratta di un successo storico.

Tratto da "National Review Online"

Traduzione di Enrico De Simone
______

*
Di tale romanzo ho parlato anche
QUI

postato da AnnaV alle ore giugno 28, 2009 21:37 | link | commenti (6)
categorie: recensione, orwell, 1984
domenica, 28 giugno 2009

Inzoli a RF- E' ora che gli avvoltoi smettano di volare sulle macerie e pensino a costruire

L'Aquila tradita, così titola il reportage del settimanale L'Espresso, in questi giorni in edicola.
Pensiamo, umilmente, che sarebbe ora di piantarla, usare la vicenda drammatica del terremoto per bassi scopi politici. Per questo abbiamo chiesto a don Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare, di raccontarci, lui testimone oculare, la reale situazione dell'emergenza in terra d'Abruzzo. Un giudizio chiaro dal quale non possiamo prescindere:

- E' ora che gli avvoltoi smettano di volare sulle macerie e pensino a costruire
postato da AnnaV alle ore giugno 28, 2009 07:06 | link | commenti
categorie: abruzzo, radioformigoni, banco alimentare
venerdì, 26 giugno 2009

Il tocco del maestro

Da Facebook:

Ad una vendita all'asta, il banditore sollevò un violino. Era impolverato, graffiato e scheggiato. Le corde pendevano allentate e il banditore pensava che non valesse la pena di perdere tanto tempo con il vecchio violino. Ma lo sollevò ugualmente, con un sorriso.
"Che offerta mi fate. signori?", gridò. Partiamo da...... 50 euro!". "Cinquanta euro!", disse una voce. E un altro: "Sessanta!". E un altro ancora: "Settanta!". L'asta sembrava finire lì.
Dal fondo della stanza un uomo dai capelli grigi avanzò e prese l'archetto. Con il fazzoletto spolverò il vecchio violino, tese le corde allentate, lo impugnò con energia e suonò una melodia pura e dolce, come il canto degli angeli. Quando la musica cessò, il banditore, con una voce calma e bassa, disse: "Cinquecento euro!". E un altro: "Mille!". Fu aggiudicato a millecinquecento euro.
La gente applaudì, ma alcuni chiesero: "Che cosa ha cambiato il valore del violino?". Pronta giunse la risposta: "Il tocco del maestro!"!

Può capitare anche a noi, di ritrovarci come vecchi violini impolverati e inutili. Roba da buttare? No, c'è ancora una speranza, anzi una certezza: siamo ancora in grado di sprigionare melodie divine e operare cose meravigliose. Basta il tocco del Maestro!

Questa foto è stata definita "Il sorriso di Dio". E' Lui il Maestro capace di far nuove tutte le cose.

Per vedere l'originale clicca la scritta:
Facebook | Foto da IL TOCCO DEL MAESTRO  

postato da AnnaV alle ore giugno 26, 2009 21:21 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, meditazioni
venerdì, 26 giugno 2009

Franceschini e Bersani, Famiglia cristiana &CO,Twitter e Iran, Bertolaso e Abruzzo, Dtt House e i suoi telefilm a RF


Come in un film western i nostri sguardi preoccupati sono rivolti al duello che sta per avvenire nel Partito Democratico, tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, riguardo il prossimo ruolo di Segretario Politico. Quali sono i punti programmatici che li differenziano, su quali alleanze potranno contare, a quale anima del partito si rivolgeranno?
Abbiamo chiesto a Paolo Pillitteri condirettore de "L'Opinione" di adempiere nell'impresa improba di rispondere a questi fondamentali quesiti

- Un segretario unico per un partito bino
 
 
 
Ha cominciato il direttore di "Famiglia Cristiana" don Antonio Sciortino, con un fervorino iper-moralista, ha proseguito l'immancabile teologo laico Vito Mancuso, sulle pagine di Repubblica, per non parlare di quel baciapile(?) di Corrado Augias: nel gossip tutto politico in cui è invischiato Silvio Berlusconi, ora è una gara per coinvolgere anche Santa Romana Chiesa. Possiamo dire, parafrasando Scalfaro, NO, NOI NON CI STIAMO?
Don Gabriele Mangiarotti, responsabile del sito web Cultura Cattolica.it, solidarizza con noi, mettendoci del suo...

- Lasciate in pace la Chiesa, per favore! 
 
 
 
 
Ormai tutti ne parlano: l'uso fatto di Twitter, per informare il mondo sulla situazione della protesta di popolo in Iran, ha sbalzato questo nuovo sistema di comunicazione attraverso la rete e i cellulari sulle prime pagine dei giornali. Ma cos'è esattamente "twitter"? E cosa rappresenta nel mondo dell'informazione? E qual'è il rischio di una overdose di notizie "liquide"? Cosa cambia nei rapporti tra comunità?
Ci spiega tutto Alessandro Campi, ricercatore al Politecnico di Milano, nel Dipartimento Elettronica e Informazione

- Arriva "twitter", Facebook va in pensione?
 
 
 
 
A quasi tre mesi dal terribile terremoto in Abruzzo,
l'inviato di TEMPI, Emanuele Boffi, ci racconta la vita, le speranze, i gesti quotidiani della gente di Onna. Un popolo che ha reincontrato dopo essere stato testimone dell'emergenza dai primi giorni dell'evento sismico. Inoltre ci rivela tutta l'amarezza del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, per le critiche che sono piovute addosso alla gestione per la ricostruzione. In attesa del G8.

- La trama della solidarietà non si è spezzata



LEGGI IL REPORTAGE DA TEMPI.IT
 
 
 
Dr.House, rimane uno dei telefilm più amati nel mondo. Merito di un impianto narrativo non scontato e mai banale, che tocca argomenti non usuali nella fiction seriale. Vi proponiamo la sintesi di uno degli ultimi episodi, in prima visione in Italia, commentato dal prof. Carlo Bellieni, neonatologo, docente all'Universita di Siena, grande appassionato della serie e co-autore del libro Dr.House.Follia e fascino di un cult movie edito da Cantagalli

GUARDA IL VIDEO
postato da AnnaV alle ore giugno 26, 2009 07:35 | link | commenti (2)
categorie: iran, abruzzo, bersani, famiglia cristiana, franceschini, dottor house, twitter
giovedì, 25 giugno 2009

A proposito di berlusconismo

Chi non mi conosce continua a credere che io sia berlusconiana e per me non è affatto un complimento. Per me che non ho mai accettato di farmi etichettare nemmeno come Professoressa (odiavo che mi si interpellasse così quando ero dietro la cattedra, a meno che non fossero i miei studenti a farlo), è davvero riduttivo e limitante che mi si chiami così. Semplicemente perché se c'è una definizione che accetto, l'unica che mi può definire in qualche modo, è che sono una cristiana. Basta.

Ciò detto, anche i cristiani, se vivono in questa società, sono tenuti ad occuparsi delle decisioni politiche, il meno sbagliate possibile.

Naturalmente non è facile fare delle scelte, però c'è una posizione di fondo che un amico ha ben definito in una mail che trascrivo e faccio mia, tranne che per qualche particolare, come il fatto che CL, essendo un movimento ecclesiale, non  è schierato con nessuno politicamente; però alcuni suoi aderenti, come Formigoni e Lupi, per una libera scelta personale, scelgono il PdL. Comunque ecco la lettera mandata ad una amica che gli chiedeva conto delle sue scelte politiche partitiche:

(...)
Mi chiedi perchè CL sostiene Berlusconi e i suoi?
CL in questi anni, ha sempre indicato i "punti non negoziabili" , indicati dal Papa e dai Vescovi, per la scelta politica: ovvero, la libertà religiosa, di poter vivere pubblicamente e pacificamente la propria appartenenza religiosa, il diritto alla vita, il diritto alla libertà di educazione, la difesa della famiglia, dal punto di vista anche economico, la sussidiarietà , ovvero lo Stato agevola e sostiene - dove possibile - la risposta ai bisogni sociali dei cittadini, che nasce direttamente dalle realtà sociali intermedie (come la famiglia, le comunità, le associazioni, ..).
In questo senso, chi di noi si è impegnato in politica ha sempre trovato spazio dentro Forza Italia e oggi, dentro il PdL.
Penso prima di tutti, all'esempio di Formigoni, governatore della Lombardia, che tanti di quei punti ha potuto realizzare - anche se in ambito regionale.
Tutto questo sarebbe stato possibile anche in altri partiti? la risposta è semplice: NO. Non allo stesso livello di libertà, in alcuni casi, no programmaticamente, per molti altri.
Non abbiamo mai fatto preclusioni al dialogo, verso nessuno - eccetto quelli che programmaticamente ce l'hanno con la Chiesa e la sua libertà di esprimersi. Come penso saprai, al Meeting di Rimini, ogni anno vengono politici dei due schieramenti: Bersani è un ospite fisso, come Letta, che è venuto diverse volte... ma nel passato sono arrivati anche D'Alema e Fassino....
A Roma, da anni, esiste un gruppo interpartitico per la sussidiarietà , che raccoglie persone da partiti diversi ed è attivo: ad esempio, è da loro che è nata la legge del 5x1000 per aiutare il no profit: questo gruppo è stato proposto da politici di CL.
Come da alcuni di loro, è stato proposto a tutti i parlamentari una scuola di catechesi che di nuovo è aperta a tutti, e raccoglie parlamentari dei diversi partiti (PdL, PD, UDC, ...).
 
Questo è il quadro di insieme, per quanto riguarda la vita politica.
Naturalmente, dammi atto che per email si possono dire cose molto succinte e sintetiche, che avrebbero magari bisogno di maggiori approfondimenti. (...)
 
Detto questo, e della immoralità del comportamento di Berlusconi?
1) Tutto da provare, prima di tutto: ho ormai una certa età e di campagne scandalistiche di certe testate, me ne ricordo diverse... Ti ricordi LEONE? Dopo 20 anni (20 ANNI, capisci?) si sono scusati e hanno ammesso che non era vero niente...
E sinceramente, ne ho piene le scatole di certi pseudomoralizzatori (Repubblica - che è il giornale più laicista d'Italia - perchè attacca il presidente del consiglio, se va a donne, visto che quello è il LORO modello normale di vita, che propongono in ogni articolo?).
Adesso sembra che Berlusconi vada a donne tutte le sere, con più di una, magari con cocaina... e poi la mattina dopo, è lì, bello arzillo...
Ma va, ma chi ci può credere? Ha più di 70 anni... si è operato alla prostata... Neanche fosse Mandrake....
 
2) la vicenda è politica: è un attacco politico al governo. Questo governo è molto forte politicamente e c'è un forte interesse interno ed internazionale ad indebolirlo. Se cadesse per questo "scandalo giornalistico" , chi se ne gioverebbe: l'Italia forse? Se tu anche pensi che Berlusconi sia la persona sbagliata in quel posto, non puoi però non vedere che non ci sono - in questo frangente storico - alternative politiche serie e valide per il governo del paese. E poi che facciamo? Un'altra tangentopoli?
Inverosimile? Prova a leggere questo:
http://www.ilsussid iario.net/ articolo. aspx?articolo= 27886

Se la Chiesa - che è molto saggia - non è intervenuta fortemente fino a questo punto è anche perchè (secondo me) sta sentendo forte puzza di bruciato!
(...)
 
3) rimane il fatto morale: lo si sa da tanto tempo, Berlusconi è divorziato risposato: potrebbe darsi benissimo che organizzi feste con veline e giovani donne, si fa fotografare con quattro cinque veline sulle ginocchia, per "consolare" il suo superego, il suo narcisismo, ecc. ecc. Figurarsi: ha avuto per anni, fra le "mani", attrici e attricette, drive in vari...
Ma io non sono Torquemada: cara XXXX, non lo sono con lui, e non voglio esserlo con nessuno: per non andare troppo lontano: i miei colleghi che vedo tutti i giorni? E le storie che sento qui al lavoro tutti i giorni: che faccio? Corna a più non posso, donne con donne e uomini con uomini...Comincio a non frequentare questo e poi quello e poi... e poi con chi parlo?
 
4) Tu mi dirai: ma lui è un uomo pubblico, deve essere al di sopra del livello dei miei colleghi... Rispetto ad un politico, la prima cosa che mi interessa è il bene comune, se lo promuove o meno... 
Qui di seguito trovi una breve ma molto significativa rassegna stampa (...)
 con un giudizio che mi sembra molto chiaro.

postato da AnnaV alle ore giugno 25, 2009 16:52 | link | commenti (28)
categorie: politica, libertà, libertas ecclesiae
giovedì, 25 giugno 2009

Arcipelago Gulag in Romania: ciò che nessuno aveva mai raccontato

La testimonianza è di pochi giorni fa. È stata letta in Vaticano da un prete greco-cattolico che è stato sedici anni nelle prigioni comuniste. Ai limiti dell´immaginabile

di Sandro Magister                                    

ROMA - Due libri, due opposte fortune. Mercoledì 24 marzo, in un hotel romano di lusso, il portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls ha presentato alla stampa di tutto il mondo l´ultimo libro di papa Karol Wojtyla, il racconto autobiografico dei suoi anni di vescovo di Cracovia. Intitolato "Alzatevi, andiamo", edito da Mondadori, tradotto in numerose lingue, il libro ha il successo assicurato. Il suo semplice annuncio ha avuto un´enorme copertura mediatica.

Immeritatamente trascurata e clandestina, invece, si prospetta la vita di un altro libro presentato 24 ore prima, martedì 23 marzo, nella sala stampa vaticana.

Il volume ha per titolo: "Fede e martirio. Le Chiese orientali cattoliche nell´Europa del Novecento". Raccoglie gli atti di un convegno di storici tenuto in Vaticano nel 1998 sulle persecuzioni delle Chiese dell´est. È stato stampato nel 2003 dall´Editrice Vaticana. Ma nelle librerie è praticamente introvabile. Persino lo scaffale virtuale di Amazon.com lo ignora.

Eppure questo è un libro decisamente fuori dell´ordinario. E ancor più lo è stata la sua presentazione, anch´essa passata sotto immeritato silenzio.

Per capirlo, basta leggere il testo riprodotto qui sotto, letto dal suo autore proprio durante la presentazione del volume, in Vaticano. L´autore è un anziano sacerdote della Chiesa greco-cattolica di Romania che ha passato sedici anni nelle prigioni comuniste. Il racconto della sua prigionia è concretissimo e insieme spirituale. Un po´ Solgenitsin, un po´ atti dei martiri. Tra mistero d´iniquità spinto ai limiti dell´immaginabile e Grazia. Con la "Santa Provvidenza" che opera per le mani inconsapevoli degli aguzzini.

In tempi in cui il martirio è parola abusata, applicata anche agli "shahid" islamisti che si fanno esplodere per fare strage, questa è una testimonianza che aiuta a restituir verità. Assolutamente da non perdere.


"Ma è più grande il Cielo sopra di noi"

di Tertulian Ioan Langa


Il mio nome è Tertulian Langa e della mia vita sono ben 82 gli anni che non ho più. Di questi, 16 regalati alle prigioni comuniste.

A 24 anni, nel 1946, ero un giovane assistente alla facoltà di filosofia dell´università di Bucarest. Le truppe russe avevano occupato quasi un terzo della Romania e mi fu intimato, come membro del corpo insegnante, di iscrivermi d´urgenza al sindacato manipolato dal partito comunista, imposto al potere dai blindati sovietici.

Già allora ero pienamente attestato sul fermo atteggiamento magisteriale che la Chiesa cattolica aveva adottato contro il comunismo, dichiarato male intrinseco. Quindi non c´era posto nella mia coscienza per un compromesso. Rinunciai alla carriera universitaria e mi ritirai in campagna come operaio agricolo; ma non fu sufficiente, poiché ero conosciuto, già alla facoltà, come militante cattolico e anticomunista. Velocemente fu improvvisato a mio carico un dossier accusatorio; e visto che le accuse si fondavano su fatti che il codice penale dell´epoca ancora non incriminava (rapporti con i vescovi, con la nunziatura, apostolato laico), il mio dossier fu assimilato a quello dei grandi industriali. Dopo gli interrogatori accompagnati da atroci trattamenti, il procuratore dichiarò con perfetta logica comunista: "Nel dossier dell´accusato non si trova nessuna prova sulla sua colpevolezza; ma chiediamo ugualmente il massimo della pena: 15 anni di lavori forzati. Poiché, se non fosse colpevole, non si troverebbe qui". Obiettai: "Ma non è possibile che mi condanniate senza avere nessuna prova!". E lui: "Non è possibile? Guarda come è possibile: 20 anni di lavori forzati per aver protestato contro la giustizia del popolo". E questa fu la sentenza.

Ciò avveniva quando la Chiesa greco-cattolica di Romania ancora non era stata messa fuori legge. Si dava per scontato che il mio arresto e le torture sarebbero riuscite a trasformarmi in uno strumento a favore della futura incriminazione di vescovi e preti della Chiesa greco-cattolica e della nunziatura.

Degli interrogatori e della mia prigionia nei campi di sterminio comunisti riferisco soltanto alcuni momenti.

Sono stato arrestato a Blaj, nell´ufficio del vescovo Ioan Suciu, allora amministratore apostolico della metropolia greco-cattolica di Romania e futuro martire. Mi ero presentato a lui, al capo della nostra Chiesa, per chiedere lumi alla Santa Provvidenza, poiché il mio padre spirituale, monsignor Vladimir Ghika, altro futuro martire, era all´epoca nascosto. Mi era stata offerta da qualcuno la possibilità di partire per l´estero. Trattandosi di un passo importante, non volevo compierlo senza confrontarlo con la volontà di Dio. E la risposta arrivò: il mio arresto. Capivo che avrei passato la mia vita nelle prigioni create dal regime comunista, ma ero sereno: seguivo il percorso della Santa Provvidenza.


LA VERGA DI FERRO


Ricordo il giovedì santo dell´anno 1948. Da due settimane, ogni giorno, mi percuotevano con un ferro sulla pianta dei piedi, attraverso gli scarponi: dei fulmini mi percorrevano la spina dorsale e mi esplodevano nel cervello, senza però che mi fosse rivolta alcuna domanda. Mi preparavano col ferro per farmi arrivare più morbido all´interrogatorio. Legato mani e piedi e appeso con la testa in giù, i miei carcerieri mi infilavano in bocca un calzino, già lungamente passato negli scarponi e nella bocca di altri beneficiari dell´umanesimo socialista. Il calzino era diventato lo strumento antirumore grazie al quale si impediva al suono di oltrepassare il luogo dell´interrogatorio. D´altra parte, era praticamente impossibile emettere un solo gemito. Per di più, mi ero autobloccato psicologicamente: non ero più capace di gridare o di muovermi. I miei torturatori interpretavano questo atteggiamento come fanatismo da parte mia. E continuavano sempre più accaniti, alternandosi nel torturarmi. Notte dopo notte, giorno dopo giorno. Non mi domandavano nulla, poiché non era la risposta ciò che li interessava, ma l´annientamento della persona, fatto che tardava ad avverarsi. E come si prolungava lo sforzo di annientare la mia volontà, di ottenebrare il mio pensiero, si prolungava indefinitamente la tortura. Gli scarponi maciullati mi caddero dai piedi, pezzo dopo pezzo.

In quella notte del giovedì santo, in una chiesa vicina, si celebrava l´ufficio liturgico, accompagnato come da un pianto di campane spaventate. Trasalii. Gesù avrà sentito il mio grido soffocato, quando, non so come, urlai da quell´inferno: "Gesù! Gesù!". Fuoruscito attraverso il calzino, il mio grido non fu compreso dagli aguzzini. Trattandosi del primo suono che udivano da me, si dichiararono contenti, sicuri d´avermi piegato. Mi trascinarono con la coperta fino alla cella, dove svenni. Al mio risveglio, davanti a me stava l´inquisitore, con in mano una risma di carta: "Ti sei ostinato, bandito, ma non uscirai di qui finché non avrai tirato fuori tutto ciò che tieni nascosto dentro. Hai 500 fogli. Scrivi tutto ciò che hai vissuto: tutto su tua madre, su tuo padre, sulle sorelle, i fratelli, i cognati, i parenti, i compagni, i conoscenti, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiosi, i politici, i professori, i vicini e i banditi come te. Non ti fermare finché non avrai finito la carta". Ma non scrissi nulla. Non per chissà quale fanatismo, ma perché non ne avevo la forza: anche la mente mi sembrava svuotata.

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postato da AnnaV alle ore giugno 25, 2009 07:21 | link | commenti
categorie: romania, gulag
mercoledì, 24 giugno 2009

Immigrazione: l’Europa promuove l’Italia e promette aiuto

È essenziale una risposta europea determinata, ispirata ai principi di fermezza, solidarietà e responsabilità condivisa, in linea con il patto europeo sull'immigrazione e l'asilo e con l'approccio globale in materia di migrazione, di cui occorre accelerare l'attuazione, specie per quanto riguarda la cooperazione con i paesi di origine e di transito.

Finalmente l'Europa ha capito che l'Italia non deve essere lasciata sola a reggere le ondate migratorie provenienti soprattutto dal continente africano. E' un problema che non poteva assolutamente esssere disatteso e le notizie sono incorabìggianti. speriamo che alle decisioni seguano i fatti. Ecco l'articolo di Antonio Maglietta per
Ragionpolitica:

Nel corso del Consiglio Europeo di Bruxelles del 18 e 19 giugno 2009, grazie alle continue e costanti pressioni del governo italiano, le istituzioni comunitarie si sono fatte finalmente carico del problema concernente l'immigrazione irregolare dal punto di vista della condivisione comunitaria del tema. Da qualche tempo l'Italia ha chiesto un maggiore impegno da parte dell'Europa e finalmente sembra che qualcosa si muova. Nell'ambito delle conclusioni della Presidenza è stato evidenziato che i recenti avvenimenti verificatisi a Cipro, in Grecia, in Italia e a Malta sottolineano l'urgenza di potenziare gli sforzi per prevenire e contrastare efficacemente l'immigrazione irregolare alle frontiere marittime meridionali dell'Ue, evitando così future tragedie umane. È essenziale una risposta europea determinata, ispirata ai principi di fermezza, solidarietà e responsabilità condivisa, in linea con il patto europeo sull'immigrazione e l'asilo e con l'approccio globale in materia di migrazione, di cui occorre accelerare l'attuazione, specie per quanto riguarda la cooperazione con i paesi di origine e di transito. Tutte le attività nella regione del Mediterraneo occidentale e alle frontiere orientali e sudorientali devono continuare.

Finalmente, quindi, le istituzioni comunitarie hanno preso coscienza non solo delle oggettive difficoltà da qualche tempo denunciate dai paesi interessati della frontiera sud dell'Europa nell'opera di contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina, ma anche del fatto che questo tema non può non essere preso in carico dall'Europa intera e che, quindi, da questione nazionale diventi questione comunitaria. La solidarietà comunitaria muove dal presupposto che la forte pressione dei flussi migratori cui sono sottoposti i paesi del Vecchio Continente bagnati dal Mediterraneo è un problema comune dell'Europa e non certo limitato ai singoli stati interessati, spesso solo paesi di transito e non mete finali del viaggio della speranza.

Il documento licenziato la settimana scorsa al termine dei lavori del Consiglio Europeo individua alcuni passi fondamentali da compiere nel breve periodo. Si legge nel testo che il Consiglio europeo sollecita il coordinamento delle misure volontarie per la ridistribuzione interna dei beneficiari di protezione internazionale presenti negli Stati membri esposti a pressioni specifiche e sproporzionate e delle persone altamente vulnerabili. Si compiace dell'intenzione della Commissione di adottare iniziative a tal riguardo, cominciando con un progetto pilota per Malta. Esorta il Consiglio e il Parlamento europeo a raggiungere un accordo che permetta di istituire rapidamente l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo. Il Consiglio europeo sottolinea inoltre la necessità di potenziare le operazioni di controllo alle frontiere coordinate da Frontex, di definire chiare regole d'ingaggio per il pattugliamento congiunto e lo sbarco delle persone soccorse in mare e di fare maggior ricorso a voli di rimpatrio congiunti. In questo contesto, sollecita un forte intervento per lottare efficacemente contro la criminalità organizzata e le reti criminali dedite alla tratta di esseri umani.

Si legge ancora, inoltre, che: il Consiglio europeo sottolinea la necessità di un rafforzamento significativo della cooperazione con i principali paesi di origine e di transito. Invita la Commissione ad esplorare la cooperazione concreta con i paesi terzi in linea con i precedenti mandati adottati dal Consiglio. L'efficacia degli accordi di riammissione dell'Ue deve essere aumentata come parte delle politiche esterne globali dell'Ue. La conclusione dei negoziati sugli accordi di riammissione della CE con i paesi chiave di origine e di transito quali la Libia e la Turchia è una priorità: fino ad allora gli accordi bilaterali già esistenti dovrebbero essere attuati in maniera adeguata. Si tratta, con tutta evidenza, di un vero e proprio riconoscimento di merito nei confronti della coraggiosa azione politica fin qui tenuta dall'Italia in materia. Il nostro paese, infatti, si è mosso sia per cercare di arginare il problema nel breve periodo, attraverso uno specifico accordo con la Libia in materia di respingimenti dei clandestini, che per impostare un percorso virtuoso nel lungo periodo con l'obiettivo di diminuire i flussi di immigrati in partenza per i nostri territori, attraverso il riconoscimento dello strumento della cooperazione allo sviluppo come un mezzo fondamentale per la gestione dei flussi migratori (La cooperazione italiana allo sviluppo, Componente essenziale della politica estera, Ministero degli Affari Esteri: Più di recente le nuove emergenze hanno conferito alla cooperazione un ruolo sempre più fondamentale nella politica estera italiana, in armonia con gli interventi per il mantenimento della pace e la gestione dei flussi migratori)

Non c'è alcun dubbio sul fatto che le conclusioni della Presidenza, al termine dei lavori del Consiglio d'Europa, rappresentano una grande vittoria per l'Italia. Sono state accolte tutte le richieste fatte dal nostro paese e le linee-guida delle conclusioni proiettano l'Italia in un ruolo da protagonista, nel futuro, per tutte le azioni di contrasto all'immigrazione clandestina nel Mediterraneo e nei progetti di cooperazione con i paesi di transito e origine dei flussi migratori diretti verso il sud del Vecchio Continente.

di Antonio Maglietta
maglietta@ragionpolitica.it

postato da AnnaV alle ore giugno 24, 2009 21:41 | link | commenti
categorie: europa, immigrazione
mercoledì, 24 giugno 2009

A proposito di Minzolini...

Lezioni di moralità
Augusto Minzolini ci piace. E’ il nuovo direttore del TG1, e ieri [lunedì] ha spiegato a tutti perché il suo TG non si occupa delle cene a casa di Berlusconi. Sostanzialmente, perché non ci sono notizie, solo chiacchiere.
Se cliccate qua potete vedervi il video.

Per quel che mi riguarda, non prendo lezioni di moralità da Repubblica, nel senso del giornale.

I loro articoli sono patetici: oggi, per esempio, Edmondo Berselli parla di “amnesia etica”, e punta l’indice, orrore orrore, verso “il mondo di Noemi, il mondo di Casoria e delle feste notturne a strascico, il mondo notturno e terminale di Berlusconi e del Berlusconismo”. E quale sarebbe, l’abisso immondo di Casoria? In che consiste? Che è?

Invece, come sappiamo, il mondo di Repubblica, quello sì, tutta virtù!

Notoriamente, Repubblica è la bandiera della morale cattolica ed indica a tutti castità, sobrietà e fedeltà coniugale. Il suo padrone, DeBenedetti, è un noto benefattore dell’umanità, lui sicuramente non ha mai fatto una festa in vita sua,  tutto casa e bottega, per non parlare di Eugenio Scalfari, che quandoc’era Lui, andava in Via Veneto, e con i suoi amichetti, evidentemente, ci andava a recitare il rosario.. Le pagine di Repubblica e dei suoi inserti trasudano purezza morale, evocano valori etici ora sottoposti ad amnesia (almeno a Casoria), il paradiso dell’anima, insomma.

Ad oggi i fatti sono questi: qualcuno ha portato una prostituta (che a Repubblica chiamano escort perché sono rispettosi delle donne e poi sono tanto educati e certe brutte parole non le dicono per rispetto dei lettori)  a casa di Berlusconi, le ha fatto registrare tutto il registrabile – sei nastri almeno - per poi montare una incredibile campagna di delegittimazione.

E che forse questo qualcuno ha qualcosa a che fare con chi in quindici anni ha fatto di tutto per far fuori Berlusconi, usando pure mezza magistratura italiana, e non ci è riuscito? La domanda sorge spontanea.

Certo che quei nastri dovrebbero essere abbastanza noiosi. A quanto pare Berlusconi ha fatto vedere ai suoi ospiti tutti il filmato con Bush (quindi tutto in inglese), e poi le foto con i nipotini, ha fatto cantare Apicella, ha raccontato barzellette, insomma: che eccitazione. Che eros.

E pure Famiglia Cristiana che ci va dietro. Che fantasia. Rosi Bindi e Ignazio Marino e le loro proposte di legge su famiglia e testamento biologico: Famiglia Cristiana giusto quelli si merita.

Grazie Stranocristiano! Condivido anche le virgole!!!!

Condivisibile anche questa lettera aperta a Don Sciortino

postato da AnnaV alle ore giugno 24, 2009 07:08 | link | commenti
categorie: minzolini
martedì, 23 giugno 2009

Il nuovo editoriale di SOL

Venezuela, crisi della democrazia

"Crisi della Democrazia" è il titolo di un recente documento (Aprile 2009) della Conferenza Episcopale Venezuelana.
Purtroppo le recenti notizie che continuano ad arrivare dal Venezuela, parlano di violenze, scontri, illegalità diffusa,
con un governo che procede in modo sistematico, all'instaurazione di un regime di tipo marxista.
La "libertas Ecclesiae" è in grave pericolo: ne hanno parlato i vescovi cattolici venezuelani nella recente visita "ad limina" al Papa Benedetto XVI.
Il Papa li ha incoraggiati "dentro le sfide che dovete affrontare nel vostro lavoro pastorale, che stanno diventando sempre più numerose e complesse
", ad una "visibile unità" e alla formazione di un “laicato maturo” in grado di dare “testimonianza della sua fede e della gioia di sentirsi appartenente al Corpo di Cristo”.

Noi, come SOL, continueremo la nostra campagna di informazione, sulla situazione del Venezuela ed il sostegno alla richiesta di scarcerazione di Ivan Simonovis, prigioniero politico.
SamizdatOnLine

Principali riferimenti:
Benedetto XVI ai vescovi del Venezuela Giugno 2009
Intervista al primate della chiesa cattolica venezuelana in Vaticano Giugno 2009
Uccisione di un giovane dirigente politico del principale partito di opposizione Giugno 2009
Sintesi dell'intervento della conferenza episcopale venezuelana Aprile 2009
Vittoria della riforma di Hugo Chavez Febbraio 2009
Rapporto sulla violenza in Venezuela - Ettore Mo  Corriere della Sera Agosto 2008

Altri articoli di riferimento:
Rapporto dell'Europa con l'America Latina -
Il Sussidiario
Archivio di articoli da Cultura Cattolica sulla situazione in Venezuela

postato da AnnaV alle ore giugno 23, 2009 11:26 | link | commenti (2)
categorie: venezuela, samizdatonline, sol
martedì, 23 giugno 2009

Lettera aperta sul nuovo moralismo

di Ubaldo Casotto
Tratto da Il Riformista del 22 giugno 2009

Faccio questo mestiere da vent'anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura... Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete.

Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista - Faccio questo mestiere da vent'anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura... Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete.

Mi spiego. Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: “Il sesso in età precoce nuoce all'equilibrio psichico”) e vivere “gioiosamente” e “liberamente” le sue “avventure” (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e... perché no?, anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro). Ho un figlio di undici anni, non credo sappia che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell'utero e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale, magari lo stesso che in seconda media spiegò a mia figlia (quella di prima) che la gravidanza è un “inconveniente” del rapporto sessuale dal quale tutelarsi, appunto con il preservativo.

Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l'assoluta liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c'è rivista che con l'approssimarsi dell'estate non spieghi che «l'avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi... insomma scopare.

Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti... E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell'anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.

Ma andate a farvi fottere!

Segnalato da Il Mascellaro

Anche i padri "moralisti" riusciranno a reggere alla provocazione di una figlia undicenne che domanda a che serve quella cosa lì?

O fingerano disinteresse?

postato da AnnaV alle ore giugno 23, 2009 07:37 | link | commenti
categorie: educazione
lunedì, 22 giugno 2009

P. Aldo: la pazzia consiste nel credere eventi i semplici pensieri

La mail di P. Aldo:

Carissimi,

“Il pensiero piú risoluto, piú scientifico non é nulla di fronte a ció che accadde, la pazzia consiste nel credere eventi i semplici pensieri”

Questa affermazione di Pavese descrive bene la mia storia ed anche il lavoro quotidiano di cui parla Carron, che sono chiamato a fare su me stesso. Un lavoro sostenuto in modo davvero eccezzionale dal dolore che mi circonda e che é dentro di me durante le 24 ore del giorno. Sembrerá per molti un assurdo, peró trovo molto bella una frase che oggi mi ha dietto un amico, commentando la frase de Pavese: “il rimedio alla pazzia é dato dal dolore, che si [rifiuta] o ci fa mettere i piedi per terra”.

Mettere i piedi per terra é la grande battaglia da 20 anni ad oggi, che compio 38 anni di sacerdozio. E che cosa mi permette questo miracolo che é quello di amare la veritá dei “piedi per terra”, della realtá, per cui vivo commosso, in pace anche quando, come in questi giorni, le circostanze sembrano (il dramma dei pensieri o pensieri cattivi, che sono ció che distraggono dalla veritá, dalla realtá) negative, mentre sono positive?

La grazia, mendicata attimo per attimo, anche fisicamente, ripetendo sempre “Io sono Tu che mi fai” o “anche i capelli del vostro capo sono contati”. Oggi, 38 anni fa ero ordinato sacerdote. Il vangelo del giorno é quello di Matteo 6,24-34 dove Gesú pone ai suoi discepoli tante domande che hanno come fondo quanto Carron ci ripete spesso “anche i capelli del vostro capo sono contati”.

Ma allora capite che davvero il primo lavoro da fare é chiedere che questo capitolo 6,24-34 di Matteo diventi carne. Umilmente, peró veramente guardando me stesso, la mia storia, ció che accadde qui é letteralmente quanto scrive San Matteo. Ma pensate se la mia vita non fosse cosi, se tutte queste opere non fossero cosí, ma che senso avrebbero?

Nessuno. Sì, per uscire dalla “pazzia”, cioé dalle immaginazioni, dai progetti, dai pensieri é neccessario che le parole di Matteo diventino carne.

Cari amici mentre vi scrivo queste cose sono qui davanti ai miei piccoli crocifissi: Victor, Aldo e Cristina. Per cui potete capire cosa vuol dire per me la parola “dolore”. Nella stanza a fianco. Marziana di 20 anni é sempre piú grave. Al suo fianco Claudia di 35 anni, evangelica, mi ha detto: “sono alla fine, voglio confessarmi, la comunione, tornare alla Chiesa cattolica”. In due giorni, poi, due morti, fra cui una giovane mamma, morta dopo aver cantato: “Ti adoriam ostia divina...” e dicendo “adesso ho cantato tutto”.

Adesso sono arrivati i miei bambini della casetta di Betlemme, quelli piú grandicelli. Con me faranno la processione con il Santissimo. Staranno a fianco di ogni ammalato grave e anche moribondo. Loro sono educati a guardare in faccia la veritá della realtà. La realtà non fa mai paura perchè grida la sua presenza [la Presenza di Cristo].

Guardateli nella foto, appena fatta, con Attilio, anche lui alla fine. Guardate le loro facce e quella di Attilio. “Dov´é  o morte il tuo pungiglione?”

Attilio e i miei bambini guardano in faccia alla morte, come guardano la vita.  Osservo e capisco la bellezza della frase di Pavese. Giasmina, quella con la faccina fra le mani, vedendo Marziana mi dice: “che bella sembra la mia mamma quand´era viva qui in clinica”. Ogni sabato vogliono venire qui a vedere il letto, la camera dove sono morte le loro mamma. Come vedete la realtá é stupendamente amica, come ogni circostanza che per noi sono il sorriso di Dio. È propio bello la vita.

Buone vacanze, peró vissute cosí...

P. Aldo

 

postato da AnnaV alle ore giugno 22, 2009 19:40 | link | commenti
categorie: cristianesimo, aldo trento
lunedì, 22 giugno 2009

Iran: una bomba a orologeria

 di  Mario Mauro   da Il Sussidiario

Mentre in Italia si attendono i risultati di un referendum e di un ballottaggio caratterizzati da una tra le più basse percentuali di affluenza alle urne, in Iran si combatte ormai da più di una settimana una battaglia disperata contro il regime del terrore. La crisi iraniana appare attualmente una delle situazioni più complesse e preoccupanti per la comunità internazionale nello scenario globale.

Sebbene sia ancora lontana dall’essere stabilita l’entità dei brogli che hanno caratterizzato le elezioni pre­sidenziali, la protesta di Moussavi, sostenuta da un buon numero di elettori, appare più uno scontro di forze all’interno del regime che il tentativo reale, o anche solo possibile, di uno scacco al attuale governo dittatoriale del presidente Ahmadinejad. 

Mentre cresce la tensione tra le opposte fazioni nelle proteste per il risultato del voto, il candidato iraniano sconfitto ha ribadito in questi giorni la sua richiesta di annullare le elezioni in una lettera inviata al principale organo legislativo del Paese. Moussavi sostiene con forza che le elezioni dovrebbero essere annullate. 

Questo tentativo di reazione alle prevaricazioni di Ahmadinejad ha provocato scontri, morti e feriti il cui computo è ancora difficile da decifrare. Intanto, non accenna a diminuire la tensione nelle strade con i sostenitori di Mousavi che cercano di usare tutti i mezzi per opporsi al regime di Ahmadinejad soprattutto nella zona meridionale di Teheran. 

A nulla servono le misure di contenimento usate dalla polizia perché la rivolta non accenna a placarsi. L'atto più grave è sicuramente l’attacco al mausoleo di Khomeini, destinato a provocare l'ira degli iraniani che venerano il religioso sciita che nel 1979 capeggiò la rivoluzione per destituire lo scià che godeva dell'appoggio degli Usa, e che segna a questo punto la frattura insanabile che si è venuta a creare con queste elezioni. 

Il paese è sull’orlo di una guerra civile. Nella capitale c'è un massiccio spiegamento di forze di sicurezza per evitare altri raduni e anche l'Ayatollah Ali Khamenei ha detto che i capi delle proteste saranno considerati responsabili di qualsiasi spargimento di sangue se le manifestazioni dovessero continuare. Le parole di ieri di Khamenei sembrano aver fatto riferimento a un prossimo giro di vite da parte delle autorità contro le manifestazioni, aggiungendo, inoltre, che le elezioni sono state vinte in modo trasparente da Ahmadinejad e che non ci sono stati brogli. 

Mussavi, Karoubi e il terzo candidato sconfitto Mohsen Rezaie, pur invitati a partecipare a una sessione speciale del Consiglio dei Guardiani, hanno scelto di rinunciare in segno di protesta, soltanto Rezaie, un conservatore ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, si è presentato. 

Il presidente americano Barack Obama ha scelto di adottare una linea morbida, perché pur condannando le violenze delle forze di sicurezza e ribadendo che gli iraniani debbano essere liberi di protestare, non ha dato particolari segnali di voler intervenire per sanare la situazione. 

C’è una grande sete di libertà e di democrazia in Iran purtroppo sfociata, come sempre, in risse, lotte, intimidazioni e morte. C’è una mentalità di fondo tutta da ripensare, evidentemente e su questa dura protesta, purtroppo provocata non da una reale desiderio di liberazione, ma mossa dalla mera ipotesi del broglio, che bisogna iniziare a lavorare, proponendo modelli alternativi di democrazia e sviluppo. Occorre intervenire per non lasciare il paese in balia delle folle inferocite e di capi che continuano a dettare legge, intimando a Stati Uniti e Gran Bretagna di smettere di interferire nelle vicende interne dell'Iran. 

Dalle piazze incandescenti, dalle decine di morti, dai palazzi distrutti, ma soprattutto dalle parole del presidente Ahmadinejad sembra difficile poter intravedere uno spiraglio di pace. Di fatto l’Iran continua ad essere una bomba a orologeria che la comunità internazionale è chiamata a disinnescare prima che sia troppo tardi.

postato da AnnaV alle ore giugno 22, 2009 07:37 | link | commenti (1)
categorie: iran, mario mauro
domenica, 21 giugno 2009

Peccato e reato

Siamo in uno stato laico, non confessionale, uno stato che si è dato delle leggi per garantire la convivenza civile, uno stato in cui infrangere una legge è reato ed è giusto che sia così.

Ma cosa c'entra il reato con il pecccato?

Il peccato è un concetto soprattutto cristiano (è un'offesa fatta aDio disobbedendo alla Sua legge) e non è di competenza dello stato e nemmeno dei cittadini, ma riguarda la sfera privata del rapporto tra l'uomo e il suo Creatore. 

Perché mai i cittadini intelligenti di uno stato laico devono essere indotti a intromettersi nella sfera del rapporto privato tra l'uomo e il suo Creatore?

 

Forse qualcuno ha interesse a confondere le acque per vili manovre di potere?*

Chi usa la ragione correttamente sa che il peccato non coincide quasi mai con il reato
_________
*
 

Campanello, anzi, campanone, ma che dico, sirena di allarme per Fini? Pare di sì. Pare che adesso abbia ben chiaro che se Berlusconi venisse travolto dalla violentissima campagna di Repubblica, se ne tornerebbe a casa pure lui, e senza Berlusconi probabilmente ci resterebbe.
Quella dei timori di Fini è un’ipotesi non troppo fantasiosa: oggi, su un piccolo giornale locale, il Giornale dell’Umbria, è stato pubblicato un editoriale che potete leggere di seguito, firmato da Alessandro Campi, il direttore scientifico di Farefuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, il suo “pensatoio”.
Leggete cosa scrive Campi, considerato lo “spin doctor” di Fini:

Il Giornale dell’Umbria 20.6.2009
Caso Berlusconi, i giacobini e il rischio caos
di Alessandro Campi
Non è un complotto, ma uno scontro di potere. Duro. Spietato. All’ultimo sangue. Non ci sono fantasmi che tramano nell’ombra, ma attori in carne e ossa – a cominciare dal partito di Repubblica, da D’Alema, da settori politicizzati della magistratura, da schegge di servizi, da qualche famiglio ingrato e invidioso – che hanno deciso di provare ad abbattere Berlusconi, a farlo dimettere e dunque a farlo scomparire dalla scena politica, utilizzando contro di lui le sue stesse debolezze private: la passione per le donne giovani e uno stile di vita che permane esuberante e godereccio a dispetto dell’età ormai avanzata.
Chi ha capito di non poterlo sconfiggere alle urne, ha deciso di tentare l’estrema carta dello sputtanamento del leader su scala planetaria, nella speranza che almeno questa operazione, l’ultima e la più azzardata, riesca.
Si è perciò arrivati – l’ha fatto ieri esplicitamente Il Riformista – a chiedere un suo gesto volontario: rimettere l’incarico e lasciare che si apra una nuova, più normale e più stabile, fase politica, nella forma di un governo tecnico o istituzionale.
Nella peggiore delle ipotesi, se proprio il Cavaliere dovesse incaponirsi, si andrebbe avanti – per settimane? Per mesi? – con questo stillicidio di voci e insinuazioni, di accuse e calunnie, sino a che uno dei due contendenti si deciderà a mollare la presa e ad ammettere la propria sconfitta. Ma potrebbe essere lo stesso Berlusconi a prendere di petto la situazione e a tentare la carta estrema, accettando il rischio di tornare davanti alle urne: in quel caso sarebbero gli italiani a decidere se liquidarlo o tenerselo ancora.
Scenari diversi, quindi, ma tutti assai cervellotici, ipotesi che reggono bene a tavolino, tipici della politica fatta con le chiacchiere, ma che in concreto sono uno più pericoloso e irrealistico dell’altro.
Lasciamo perdere se sia guisto o meno, dal punto di vista della legittimità politico-democratica, cercare di sconfiggere un avversario, regolarmente eletto dal popolo, ricorrendo ad uno scandalo di queste proporzioni e di questa particolare natura, uno scandalo che presenta non poche zone d’ombra.
Chiediamoci piuttosto cosa accadrebbe se Berlusconi fosse costretto a farsi da parte, in modo ignominioso, per una storia di donne. Sarebbe, semplicemente, il caos.
Altro che “governissimo”! E ciò per una ragione molto semplice, che gli apprendisti stregoni al lavoro ormai da settimane evidentemente non hanno considerato.
Berlusconi non è un leader democristiano qualunque, un capo corrente o un generico segretario di un qualche partito, il cui posto possa essere preso dall’oggi al domani da questo o quello. Berlusconi, per come la sua vicenda politica si è sviluppata negli ultimi quindici anni, è un sistema di potere, un sogno, un pezzo di storia italiana ormai radicatosi nell’immaginario collettivo, un simbolo nel bene e nel male, una personalità carismatica e come tale assolutamente unica, uno stile di vita, una rete assai complessa di alleanze e relazioni.
Insomma, tutto fuorché un politico normale, che sia fungibile nel giro di ventiquattro ore attraverso una qualche alchimia di Palazzo. La sua fine traumatica sarebbe la fine di un ciclo storico, che nessuno può pensare di governare con strumenti costituzionali ordinari, come se si trattasse di un semplice avvicendamento alla guida del governo.
Cadendo dall’oggi al domani, travolto per di più dal peso di accuse infamanti, lascerebbe dietro di sé – a destra e a sinistra: sì, anche a sinistra – un campo di rovine e un vuoto enorme.
La transizione morbida che alcuni immaginano sarebbe, data l’anarchia generata da un dopo-Berlusconi scioccante e repentino, semplicemente impossibile. Al contrario, si creerebbe lo spazio per le peggiori e più temerarie avventure politiche: verrebbe l’ora degli uomini senza scrupoli e disposti a tutto, dei corsari e dei predatori dell’ultima ora. La confusione e lo smarrimento sarebbero generalizzati. E con un’opinione pubblica allo sbando e un sistema politico a pezzi, con un’Italia presentata agli occhi del mondo come un lupanare, nessuno può davvero prevedere ciò che realmente accadrebbe. Comincerebbe con ogni probabilità una sanguinosa guerra per bande. E dunque perderebbe e finirebbe travolto anche chi oggi crede di avere qualcosa da guadagnare dalla sua rovina politica.
Tutti hanno letto, quell’ormai lontano 29 aprile, lo sfogo che Veronica Lario, la consorte offesa di Berlusconi, affidò al quotidiano Repubblica. Ma pochi probabilmente ne ricordano il testo integrale. Un passaggio in particolare merita di essere richiamato, dal momento che aveva quasi il sapore di una tragica anticipazione, di una profezia politica. “Mio marito – diceva testualmente la Lario – insegue lo spirito di Napoleone, non quello del dittatore. Il vero pericolo è che in questo paese la dittatura arrivi dopo di lui, se muore la politica come temo stia succedendo”.
La minaccia per la democrazia italiana non è l’esuberanza sessuale di Berlusconi, ma la furia moralizzatrice e giacobina, l’incontenibile fame di potere ammantata di senso della giustizia, che rischiano di prenderne il posto.
Pur con tutti i suoi lati patetici e ormai francamente insopportabili, pur con tutte le sue umane debolezze, compensate tuttavia da una simpatia istintiva e debordante, da una creatività e da una capacità di lavoro politico fuori dal comune, da una grande e riconosciuta generosità, Berlusconi è stato e rimane un grande leader democratico, che il consenso non se l’è comprato con i miliardi, ma conquistato mettendoci la faccia e le idee, incarnando agli occhi di milioni di italiani una grande voglia di cambiamento, il desiderio di un’Italia meno socialmente ingessata e finalmente sottratta al controllo ferreo delle oligarchie dei vecchi partiti.
Il suo bilancio, dopo quindici anni, potrà apparire deludente o francamente fallimentare, ma nessuno può contestare che egli abbia sempre vinto (e perso) per ragioni schiettamente politiche, per ciò che ha pubblicamente detto e promesso agli italiani, per ciò che ha realizzato quando è stato al governo, per il modo con cui ha dato voce e rappresentanza ad una vasta maggioranza di connazionali, non per ciò che ha fatto di pruriginoso o di poco commendevole nel chiuso delle sue ville.
E dunque attenti – a destra come a sinistra, soprattutto a sinistra – nell’immaginare scenari politici talmente perfetti da risultare perfettamente irrealizzabili.
Guai a non considerare i guasti incalcolabili per l’Italia che un’eventuale caduta di Berlusconi, in questo clima, con queste modalità, inevitabilmente produrrebbe. La verità è che senza rendersene conto molti, forse perché offuscati dall’odio o da un eccesso di ambizione, stanno scherzando con il fuoco. Ma una volta appiccato l’incendio non ci sarà salvezza per nessuno.

postato da AnnaV alle ore giugno 21, 2009 17:43 | link | commenti
categorie: peccato, reato
domenica, 21 giugno 2009

"Dono di Nozze da parte di Dio"

Giò si deve sposare e vorrei fargli un regalo che gli serva per la vita.
Perché sia aiutato a costruire la sua felicità, insieme a lei.

Per caso trovo nel web una bellissima pagina che mi piacerebbe facesse compagnia per sempre ad ambedue: "Dono di Nozze da parte di Dio"

"Il dono di nozze da parte di Dio"

La creatura che hai al fianco è mia.
Io l'ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre, prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita.
Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l'hai incontrata l'hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore che ha messo in lei tenerezza e amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità, la sua intelligenza
e tutte le qualità che trovi in lei.
Ma non puoi limitarti a godere del suo fascino.
Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Ha bisogno di serenità e di gioia,
di affetto e di tenerezza, di piacere e di divertimento,
di accoglienza e di dialogo, di rapporti umani,
di soddisfazioni nel lavoro
 e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola, nel perdono, nella speranza.
Abbi fiducia in Me. La ameremo insieme.
Io l'amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno, da quando vi siete innamorati.
Sono io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.
Era il modo più bello per dirti 
"Ecco te la affido. Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità".
Con le parole "prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita"
è come se mi rispondessi che sei felice di accoglierla nella tua vita
e di prenderti cura di lei.
Da quel momento  siamo in due ad amarla.
Anzi io ti renderò capace di amarla "da Dio", regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende simile al mio.
E' il mio dono di nozze:
la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi e farò di voi gli strumenti del mio amore
e della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi attraverso i vostri gesti d'amore.
                                        P.Giordano Muraro

 

Ma come fare in modo che la pergamena non venga abbandonata in un cassetto?
                                                                                         

Ci siamo! chiedo a Denise se mi fa una cornicetta personalizzata. E' molto brava con la pasta di mais e le sue creazioni sono davvero graziosissime e resistenti.

Denise allora mi prepara questa simpatica cornice a giorno personalizzata con le due coccinelle innamorate e le iniziali degli sposi.













 Mmmm... quella scritta così mi pare un po' miserina... Ma c'è NightOwl, la mia carissima amica che fa delle foto splendide. La contatto su Skype e, utilizzando una delle sue foto, mi prepara questa meraviglia di
quadretto qui a lato.
























Il problema è ora come far stare il quadretto dentro la cornice già pronta. Al che provvede l'altro figlio che, dopo aver preso diecimila misure,  fa il piccolo capolavoro che la mamma (che sarei io) non riesce a fotografare meglio di così:

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 Non mi resta che aspettare che i due piccioncini si sposino e ... cerchino di mettere in pratica  questi suggerimenti così preziosi per tutta la loro vita insieme.

postato da AnnaV alle ore giugno 21, 2009 06:38 | link | commenti (9)
categorie: matrimonio
Rostropovich suona Berlino
mentre il muro sta cadendo



***
Clicca sull'immagine per vedere il video

Veni Sancte Spiritus
Veni per Mariam
La Madonna è proprio la figura della speranza. Che questa fontana vivace di speranza abbia ad essere ogni mattina il senso della vita immediato più mordace e più tenace che ci possa essere.
Non esiste niente di sicuro al mondo se non in questo. (Luigi Giussani)
UN ALTRO MONDO IN QUESTO MONDO
Padre Aldo Trento a Cagliari

Clicca qui per sapere come sta Caterina e,
sull'immagine,
per ascoltare il suo canto-preghiera.
Accompagniamola attraverso la grande prova


Eccomi
Blogger: AnnaV
Forse che il fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con piedi fermi su questa miserabile terra?
Dare in letizia ciò che abbiamo.
Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!
Che vale la vita se non per essere data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire?
(P. Claudel)

*



il Mascellaro.it ...quando la Bassa è anche un punto di vista


***
Guarda il video clip
cliccando sull'immagine

***

I SANTI
PICCOLE STORIE DAL PARAGUAY
*
Vale la pena di vivere così?
*
Padre Aldo Trento
e il vento di Dio
clicca sulla foto

Il video della testimonianza di MARIO MELAZZINI affetto da SLA



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una delle prime vittime della RU486
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Leggi alcune meditazioni
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