I nostri figli frequentano scuole come questa e ci stanno per metà della loro giornata. Come potremo difenderli se nemmeno lo stato ci tutela?
Ecco la notizia che mi ha inviato un amico:
dal Gazzettino del Nord Ovest
Venerdì, 23 Marzo 2007
I ragazzi entrano in classe già "sballati"
L’insegnante: «Sappiamo che usano droga ma non possiamo sottoporli a test e abbiamo le mani legate»
Ci sono studenti che arrivano in classe, la mattina, già così "stonati" dall'uso di droghe da crollare sui banchi. Ecco cosa ne dice un'insegnante trevigiana che ogni giorno vede con i suoi occhi una situazione drammatica: «Il consumo di sostanze stupefacenti come hashish e pasticche è talmente tollerato a livello sociale che i ragazzi arrivano già "sballati" in aula. Quando entrano sono già stanchi, sono distratti e tendono ad addormentarsi. Ma noi professori non possiamo avere le prove del consumo di droga perché non possiamo fare dei test: abbiamo le mani legate».
Cosa prendono? Gli spacciatori hanno messo sul mercato piccole dosi che costano una decina di euro, quello che basta per uscire dalla quotidianità. «C'è troppa tolleranza - dice l'insegnante - Il consumo di sostanze stupefacenti è tollerato anche ad alti livelli e non si può pensare che questi messaggi non giungano ai ragazzi. Così come non si possono mettere in pratica le indicazioni di un ministro che vieta l'uso dei cellulare in classe quando sono i genitori i primi a chiamare i figli durante le ore di lezione per chiedere quando preparare il pranzo».
L'insegnante riserva una stoccata anche ai genitori: «È triste vedere che invece di educare i figli alla responsabilità li educano all'irresponsabilità. Come insegnante mi accorgo che i genitori sono sempre più assenti dalla scuola e, quando si fanno vedere, è per difendere i figli».
Suggerisco anche la lettura di Scuola e test antidroga dello psicanalista Claudio Risé.

