Aderisco volentieri ad una campagna proposta da un amico, Daniele, contro la droga, sottolineando che quel che può combattere la droga e il suo uso nefasto non è tanto la paura delle conseguenze drammatiche che ormai non spaventano più in questo nostro mondo immerso nel nichilismo; quanto la proposta di una vita piena di bellezza e di gusto, come quella che solo i veri maestri sanno proprorre. Una vita che sia apertura totale e leale alla realtà senza nulla negare; perchè nel momento stesso in cui si nega qualcosa si finisce per essere ostaggi della menzogna (non ci vuole molto per falsare la verità, basta occultarne anche un solo aspetto).
Potremo aiutare i nostri giovani a non lasciarsi coinvolgere nella droga solo se saremo capaci di proposte interessanti e belle per la loro vita, perchè sono belle e interessanti per la nostra vita.
Perché si dà solo quello che si ha.

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Ho finalmente tra le mani il bel libro scritto da Fabio Cavallari e Suor Gloria Riva “Volti e stupore, Uomini feriti dalla bellezza”.
Fabio racconta le vicende di cui è stato ed è testimone e suor Gloria, in un percorso di reale amicizia, gli risponde.
Sono alle prime righe e leggo la drammatica e dolce vicenda di Michela, una ragazza immersa nel tunnel della droga fino in fondo. Ma un fatto inatteso e imprevisto le sconvolge la vita: una nuova vita comincia a muoversi nelle sue viscere e lei capisce che non può buttarla via. Ma, per salvarla, ha bisogno di disintossicarsi e, con la forza inattesa che la nuova vita che si muoveva in lei le comunicava, ha potuto risalire la china, anche quando i fantasmi del passato, elegantemente vestiti, la umiliavano facendosi pagare il debito da lei contratto per acquistarsi le medicine.
Ora il bambino va alla scuola materna e la mamma lo guarda orgogliosa.
Voglio scriverlo qui, immediatamente, perché l’argomento sta a cuore a molti e per confermare la convinzione che solo un amore più grande, solo una prospettiva di vita più bella e gustosa, anche se non priva di sacrificio, può aiutare i nostri giovani ad uscire dalla droga.
PS: naturalmente consiglio la lettura di questo splendido libro che descrive l'amicizia e il dialogo profondo tra un giornalista non credente e una suora di clausura.

