
E’ in corso una interessante iniziativa dell’amico Daniele a tutela dei bambini. Credo sia giusto interessarsi dell’argomento perché i bimbi sono l’anello debole della società e se non hanno degli adulti responsabili che si occupano di loro, finiscono per essere le vittime innocenti dei loschi traffici di adulti senza scrupoli.
La nostra società, impregnata di edonismo e di egoismo, nel migliore dei casi li considera come dei pesi da sopportare, mentre il diritto fondamentale che ha ogni bambino, subito dopo la vita, è il diritto all’amore e all’educazione.
Amare i nostri figli non significa tenerceli stretti in modo geloso, ma accompagnare la loro crescita con tenerezza, con discrezione, con pazienza, con fiducia, con decisione.
Educarli significa aiutarli ad affrontare tutti gli aspetti della realtà senza enfatizzarne alcuni a discapito di altri, perché la realtà tutta ha bisogno di essere affrontata e l’enfatizzazione di un aspetto di essa potrebbe farli crescere con fobie o paure, sempre pericolose.
Penso infatti che noi genitori abbiamo la tendenza dannosissima a proiettare nei figli le nostre paure e questo non li aiuta di certo. Nella vita non ci sono solo i pedofili in agguato, ci sono tanti aspetti, tutti gli aspetti della realtà che il bambino ha bisogno di affrontare con serenità ed equilibrio. E ci riesce se sa di avere un papà e una mamma sereni e affettuosi, ma fermi. La pedofilia è una offesa orrenda alla loro innocenza, ma credo che una presenza affettuosa e rasserenante della mamma e del papà aiutino a superare tutto, anche perché la percezione che il bimbo ha del male non è intrisa di quella malizia che con gli anni si sedimenta nella coscienza. E mostrarsi troppo allarmati davanti a questa pur odiosa prevaricazione nei loro confronti decisamente aggiunge danno al danno. Dobbiamo certo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per denunciare alle autorità competenti il crimine, ma il bambino deve solo poter godere dell’affetto e della tenerezza del babbo e della mamma che non lo rimproverano di nulla ma lo abbracciano qualunque cosa gli sia capitata. Insomma l’educazione deve essere un progetto più ampio e dettagliato di vita, un affronto della realtà in tutte le sue manifestazioni, che aiutino il bimbo ad avventurarsi sicuro nell’avventura della vita.
Aderisco pertanto all’iniziativa di Daniele proponendo un bel libro che aiuta a capire come ci si può rapportare in modo equilibrato con i nostri bambini: è un libro che ho letto qualche anno fa, ma non me lo ritrovo più e mi dispiace, però ne suggerisco la lettura ad adulti e genitori perché aiuta anche a riappropriarci del nostro compito di educatori.
In esso l’autrice, Vittoria Maioli Sanese, racconta la sua esperienza di madre, ma anche di responsabile di un consultorio che aiuta la coppia a vivere bene il rapporto reciproco e l’educazione dei figli.
Il titolo è “Ho sete, per piacere” e qui ne troverete la presentazione.


