giovedì, 03 gennaio 2008

Riflessioni sull'ateismo

 

L’ateismo avrebbe radici estremamente serie: la protesta moralistica contro le ingiustizie del mondo e della storia universale.
Che sia così me ne rendo conto personalmente perché ho avuto modo di leggere certe riflessioni di alcuni atei dichiarati.
Ma la cosa che più mi ha impressionato, in un passaggio appena letto, è che l’ateismo, al pari del teismo,  ha auto dei pensatori estremamente critici, come i rappresentanti della Scuola di Francoforte.

Non sono una filosofa e non posso avere la preparazione adeguata per controbattere rispetto alle riflessioni  degli studiosi, però mi impressiona questa critica sia all’ateismo che al teismo, che lascia l’uomo nel totale non senso.

Come si può vivere in un mondo in cui non si ha nemmeno la certezza del fatto che Dio esiste, oppure del fatto che non esiste?

Credo sia una condizione insopportabile.

 

L'ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l'opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dio. Poiché non c'è un Dio che crea giustizia, sembra che l'uomo stesso ora sia chiamato a stabilire la giustizia. Se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l'umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo.

Così i grandi pensatori della scuola di Francoforte, Max Horkheimer e Theodor W. Adorno, hanno criticato in ugual modo l'ateismo come il teismo. Horkheimer ha radicalmente escluso che possa essere trovato un qualsiasi surrogato immanente per Dio, rifiutando allo stesso tempo però anche l'immagine del Dio buono e giusto. In una radicalizzazione estrema del divieto veterotestamentario delle immagini, egli parla della « nostalgia del totalmente Altro » che rimane inaccessibile – un grido del desiderio rivolto alla storia universale. Anche Adorno si è attenuto decisamente a questa rinuncia ad ogni immagine che, appunto, esclude anche l'« immagine » del Dio che ama. Ma egli ha anche sempre di nuovo sottolineato questa dialettica « negativa » e ha affermato che giustizia, una vera giustizia, richiederebbe un mondo « in cui non solo la sofferenza presente fosse annullata, ma anche revocato ciò che è irrevocabilmente passato ». Questo, però, significherebbe – espresso in simboli positivi e quindi per lui inadeguati – che giustizia non può esservi senza risurrezione dei morti. Una tale prospettiva, tuttavia, comporterebbe « la risurrezione della carne, una cosa che all'idealismo, al regno dello spirito assoluto, è totalmente estranea »

 

Fonte 
postato da AnnaV alle ore gennaio 03, 2008 14:55 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni, benedetto xvi

Commenti
#1    03 Gennaio 2008 - 15:20
 
E' un argomento molto interessante
spero che non ti dispiaccia se riporto il post sul mio blog ovv.
citandoti
Sarc.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sarcastycon

#2    03 Gennaio 2008 - 15:33
 
Se non fosse che ogni ateo è un inconsapevole agnostico o idolatra, non ci sarebbero voci a favore dell'ateismo.
In esso ogni uomo è trasformato in una vittima della sua vita. Ed abbiamo visto recentemente abbastanza vittime da non dimenticarle per una generazione...
Rik
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MynameisRik

#3    03 Gennaio 2008 - 17:47
 
I problemi posti sono molteplici,vediamo di commentarne qualcuno.

Semplificando potremmo dire: teismo ed ateismo uguale dogmatismo.

Agnosticismo uguale ricerca critica.

Quali sono gli attributi che un dio dovrebbe avere?

La risposta,fra gli altri, certamente comprende: bontà infinita e giustizia infinita.

Credo che nessuno abbia il coraggio di dire che in questo mondo esistano bontà e giustizia infinite, quindi dire che Dio non esiste, in quanto non dovrebbe permettere il male e l’ingiustizia, potrebbe essere una valida argomentazione.

Da una visuale cattolica potremmo osservare che Dio ci ha creati dotandoci di libero arbitrio, ci ha messo a disposizione un mondo e ci ha dotati di ratio pertanto, se il male e l’ingiustizia esistono, è essenzialmente colpa dell’uomo.

Il problema nasce dal voler porre il “sociale” come scopo primo ed ultimo della vita.

I teisti: ama il prossimo tuo etc.. gli atei: gli uomini sono tutti uguali e da qui l’utopia marxista.

I credenti fanno la carità per acquisire meriti al momento del giudizio ,gli atei, specie quelli del filone marxista, con la loro bramosia di un’ eguaglianza inesistente, non fanno altro che prevaricare alcuni ha vantaggio di altri.

Il pensiero e la spiritualità, in quanto astratti, sono indipendenti dal mondo delle “cose”, quindi anche dal “sociale”.

Se Dio esiste è un rapporto tra pensiero e spiritualità, comunque lo scopriremo quando il “settimo angelo suonerà la sua tromba”, se non suonerà alcuna tromba, la fine del mondo arriverà comunque, tra 5 miliardi di anni circa, quando il sole esplodendo brucerà la terra e con essa anche “il sociale”, ammesso che qualcuno lo predichi ancora.
ciao
Sarc.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sarcastycon

#4    03 Gennaio 2008 - 17:56
 
Quello che non capisco, Sarc. è come si possa vivere in questa eterna sospensione del cuore: dire cioè che non sappiamo se Dio esiste o se non esiste.
E, siccome l'interrogativo è bruciante, la vita secondo me diventa difficilissima, senza una certezza cui appoggiarsi, senza un significato!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#5    03 Gennaio 2008 - 19:35
 
interessante stef
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stefanomassa

#6    03 Gennaio 2008 - 20:46
 
Secondo me, invece, la vita è più interessante,non mi piacciono le cose scontate. La routine mi annoia mortalmente, pensa che ho cambiato lovoro ogni 3/4 anni.
Il bello è affrontare sempre nuove sfide.
ciao
Sarc.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sarcastycon

#7    03 Gennaio 2008 - 20:59
 
Le nuove sfide sono per me le circostanze quotidiane che vivo ... come un'avventuriera, certa che la mia è una storia a lieto fine. Perchè Dio è buono.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#8    03 Gennaio 2008 - 21:59
 
concordo con quanto scrivi, AnnaV: noi abbiamo innato il desiderio di certezza, anche se magari lo neghiamo a noi stessi o fingiamo che non sia così. Ma quando ci capita una cosa bella, ecco che nel nostro cuore riaffiora il desiderio che essa sia per sempre. Questo "per sempre" che ricerchiamo lo spiegano i grandi poeti del 900, come Ungaretti in una poesia che amo citare:
Racchiuso tra cose mortali
(anche il cielo stellato finirà)
perchè bramo Dio?

E così anche alcuni della citata scuola di Francoforte. Quel che non capisco, è:
1) sulla questione della giustizia, non si prende in considerazione l'ambito della libertà dell'uomo, che seppur consapevole di una incapacità di una giustizia perfetta fatta con le sole sue forze, solo riconoscendo in un Altro più grande di Lui la possibilità di ottenere giustizia, può contribuire cmq affinchè nei limiti anche in questo mondo vi sia (cmq rimando all'enciclica Deus Caritas Est in cui Benedetto XVI ne parla precisamente)

2)non capisco perchè temere l'ipotesi di un'incarnazione dell' Ideale. E' questa la rivelazione cristiana: una cosa dell'Altro mondo, in questo mondo. Possibile qui ed ora, nella sequela di Cristo presente nella Sua Chiesa, oggi come duemilaotto anni fa.
Perchè negarlo anche come sola ipotesi da verificare?
E' come negarsi la possibilità di essere felici. Io accetterei la sfida...



Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente billacorgan

#9    03 Gennaio 2008 - 22:02
 
Beh,l'ateismo sembra un'antitesi un pò strana.
"Non credo in Dio perchè al mondo vi sono ingiustizie".
Mi sembra una strada comoda per avvallare le ingiustizie,imputandole però a Dio.
Dio,invece,ci ha insegnato la strada da percorrere,è l'uomo ad effettuare deviazioni.
A questo punto mi sembra più lecito non credere nell'essere umano.
A presto,Giorgio.
utente anonimo

#10    03 Gennaio 2008 - 22:11
 
scusate ma mi sono scordata di linkarvi l'enciclica,di cui cito prima alcuni pezzi che riguardano la questione dibattuta:

La giustizia è lo scopo e quindi anche la misura intrinseca di ogni politica. La politica è più che una semplice tecnica per la definizione dei pubblici ordinamenti: la sua origine e il suo scopo si trovano appunto nella giustizia, e questa è di natura etica. Così lo Stato si trova di fatto inevitabilmente di fronte all'interrogativo: come realizzare la giustizia qui ed ora? Ma questa domanda presuppone l'altra più radicale: che cosa è la giustizia?


(...)

La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia. Deve inserirsi in essa per la via dell'argomentazione razionale e deve risvegliare le forze spirituali, senza le quali la giustizia, che sempre richiede anche rinunce, non può affermarsi e prosperare. La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia l'adoperarsi per la giustizia lavorando per l'apertura dell'intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente.

b) L'amore — caritas — sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore. Chi vuole sbarazzarsi dell'amore si dispone a sbarazzarsi dell'uomo in quanto uomo. Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci saranno anche situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo.[20] Lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un'istanza burocratica che non può assicurare l'essenziale di cui l'uomo sofferente — ogni uomo — ha bisogno: l'amorevole dedizione personale. Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto. La Chiesa è una di queste forze vive: in essa pulsa la dinamica dell'amore suscitato dallo Spirito di Cristo. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell'anima, un aiuto spesso più necessario del sostegno materiale. L'affermazione secondo la quale le strutture giuste renderebbero superflue le opere di carità di fatto nasconde una concezione materialistica dell'uomo: il pregiudizio secondo cui l'uomo vivrebbe « di solo pane » (Mt 4, 4; cfr Dt 8, 3) — convinzione che umilia l'uomo e disconosce proprio ciò che è più specificamente umano.

tratto da: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html


Spero di esservi stata di aiuto,
Billa


ps: grandissima Anna!!! Sei la prima che ha colto la derivazione del titolo del mio blog da Siniavskij!!!Era da tanto che volevo iscriverti tra gli amici, sapevo che non mi sarei sbagliata!! billa
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente billacorgan

#11    04 Gennaio 2008 - 12:18
 
L'argomento richiede un'analisi profonda, un chiedersi di infiniti perchè, di guardarsi indietro, nella storia umana, e nei suoi tempi evolutivi, nelle cause primordiali delle origini, nelle attuali conoscenze, e nelle aspettative future; Si impongono le storiche domande, perche Io sono, in questa vita terrena? A quale scopo o disegno sono destinato? Sono un mezzo di creazione, o sono uno strumento di creazione? E il mio dopo immateriale, che destino avra? Sono domande che in molti nei secoli cercano di dare, o imporre risposte e certezze, e nel cercare e ricercare, ci siamo incaminati nella conoscienza, di realtà materiali, che anno migliorato il nostro esistere, in tanti campi del nostro vivere; ci a dato coscienza del nostro minimale esistere, in questo mondo, attimi di anima vivente, in un corpo anima/le morente, che grazie alle conoscienze attuali, cerchiamo di far soppravivere qualche attimo di più; E il dopo che manca di certezza, e il ritorno al nulla dell'anima/le quando muore, che ci stimola alla ricerca di utopie nel dopo, generando altre domande, a cui qualcuno e certo di avere le risposte; Nella realtà della storia conosciuta, nessuno e tornato a dare certezza, o conferma, ai nosti dubbi e alle nostre domande; E forse questo il nostro scopo di esistere? Attimi di vita in corpi anima/li morenti, procreatori di altri anima/li con attimi di vita morenti? Ho utopia per utopia, siamo nel nostro essere materiale, come delle batterie, che alla fine della carica, libera l'energia accumulata per far funzionare l'universo, motore esenziale della vita, se si spegne il motore, si spegne la vita, e nel caos delle utopie da noi generate, non rimarra nessuno a dirci che si sono realizzate.
R.A.R.I. 1° testimone
utente anonimo

#12    04 Gennaio 2008 - 18:44
 
Ringrazio per gli interventi e ribadisco che ciò che volevo comunicare è la scoperta di questa Scuola filosofica che riesce ad essere critica non solo nei confronti della fede religiosa, ma anche nei confronti dell'ateismo.
Dopo tale constatazione mi ha colpito il fatto che questi filosofi continuassero a sopravvivere senza... suicidarsi!!!!
Perchè non si può vivere senza certezze. Almeno secondo me.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#13    04 Gennaio 2008 - 21:32
 
Anna
Io da sempre,se mi hai letto bene, ho criticato l'ateismo,perchè lo considero una religione,con il segno meno davanti, se vuoi,ma pur sempre legata a canoni dogmatici.

Vedo che non vuoi ammettere che si possa vivere senza "certezze",o perlomeno senza determinate certezze.
Ti assicuro che si vive bene egualmente e si può anche pensare,che le "certezze" si rivelino alla fine non veritiere.....
Bisogna solo attendere per vedere chi avrà avuto ragione.......
ciao
Sarc.

ps:
questo post sul mio blog è molto letto,rispetto ai miei standard di visite, grazie a te.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sarcastycon

#14    04 Gennaio 2008 - 22:14
 
Ti credo quando dici che vivi bene.
Ma io non vivrei bene se avessi tanti conti in sospeso con la vita.
Se le domande ci sono per me esigono una risposta. L'idea che non esistano delle risposte alle eterne domande dell'uomo è per me intollerabile. Per te è ininfluente: è questione di sensibilità umana.

Comunque alla fine
la posizione più leale con la comune umanità riusciremo a conoscerla: al redde rationem.
Tutti i nodi vengono al pettine. Tutti i segreti saranno svelati.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#15    07 Gennaio 2008 - 23:06
 
Signora Anna, sono passato dal mio carissimo amico Sarcastycon ed ho letto del Suo post.
Lei dice:
"Come si può vivere in un mondo in cui non si ha nemmeno la certezza del fatto che Dio esiste, oppure del fatto che non esiste?
Credo sia una condizione insopportabile."

Mi permetto di farLe una domanda: ma Lei è proprio sicura di voler avere di queste certezze? Averle sono molto pericolose, infatti. Mi spiego:
Se si avesse la certezza dell'esistenza di Dio il nostro libero arbitrio verrebbe ad essere annullato. In buona sostanza io non rubo, ad es. perchè sono certo dell'esistenza di Dio oppure perché me lo vieta la mia maturità evolutiva?
Parimenti, una certezza in senso negativo mi annichilirebbe, non avrebbe senso vivere sapendo che mi aspetta il Nulla.
Chi le scrive crede in Dio. E' un credente senza intermediazione religiosa.
Però preferisce non avere di queste certezze anzi, la mancanza di queste è, a mio modestissimo avviso, un grande dono di Dio.
Un saluto.
utente anonimo

#16    08 Gennaio 2008 - 07:20
 
"Se si avesse la certezza dell'esistenza di Dio il nostro libero arbitrio verrebbe ad essere annullato "

Il libero arbitrio, o meglio, per me, la libertà è il dono più grande fatto da Dio agli uomini perchè possano essere artefici della propria felicità.

Per la mia esperienza di ogni giorno mi accorgo che se aderisco, in ogni momento consapevole, al progetto di bene che Dio ha su di me, sono davvero soddisfatta. Molto più che se avessi dato libero sfogo alla mia reattività e istintivita.

Il problema di chi non conosce il Dio cristiano è che non sa che è un Dio buono e che ci ama e che vuole che siamo felici, tutti. E gradisce la nostra libera collaborazione per rendere il mondo buono.
Ma la nostra libertà spesso, essendo imperfetta, sceglie il male e così ne paghiamo le conseguenze tutti.


Parimenti, una certezza in senso negativo mi annichilirebbe, non avrebbe senso vivere sapendo che mi aspetta il Nulla

E' un po' difficile sapere come vive chi ha afferma che Dio non esiste: tenterà di apparire spavaldo nelle sue sicurezze, ma lo fa solo perchè vuole autoconvincersi di avere ragione; ma il suo argomentare è spesso così violento e pieno di odio e di livore, oltreché di menzogna (parlo solo di alcune situazioni che conosco) che a me viene il sospetto - se non la certezza - che si tratti di persone profondamente ferite e infelici.

Posso credere alla sua sincerità quando dice che l'incertezza sull'esistenza di Dio sia un dono; ma per la mia esperienza di tutti i giorni non lo ritengo tale: anzi! per me sarebbe come essere ancora in esilio, in attesa della terra promessa.

Ecco: io invece non riesco a capire come si possa credere in Dio e vivere nell'incertezza sulla sua esistenza (ho capito bene?). Mi scusi, ma mi pare una contraddizione.

La ringrazio per il commento e ricambio il saluto

PS
Ma perchè darsi del lei? siamo in internet!
Perciò preferisco salutare con "ciao" più sbarazzino! :)))
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

Commenti
Diari da
Port-Au-Prince
(clicca sull'immagine)


SOSTIENI ANCHE TU L'APPELLO DI AVSI PER HAITI
- indicando nella causale “terremoto Haiti”:

Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59

IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 - intestato AVSI

Per bonifici dall'estero:

IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 - intestato AVSI
BIC (Swift code) ARTIITM2

Conto corrente postale n° 522474 - intestato AVSI


Madonna di Bonaria, Protettrice degli internauti, prega per noi
Regina Mundi - Icone - Poesia - Catechesi - Dialogo Ecumenico - Bibbia





***

Eccomi
Blogger: AnnaV
Forse che il fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con piedi fermi su questa miserabile terra?
Dare in letizia ciò che abbiamo.
Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!
Che vale la vita se non per essere data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire?
(P. Claudel)

*
Mi trovate anche
nel blog

*



***
Vale la pena di vivere così?
(Testimonianze di P. Aldo Trento)

*
Padre Aldo Trento
e il vento di Dio
clicca sulla foto

Il video della testimonianza di MARIO MELAZZINI affetto da SLA


Feedbox



SPECIALE
TESTAMENTO BIOLOGICO


RU486 dossier
la kill pill
Clicca sulla foto di Holly,
una delle prime vittime della RU486
ru486 bocciata

Leggi alcune meditazioni
di Don Giussani
cliccando sulla foto








Maurizio Lupi
















d32afcc4ee39057551700a33e81b1cd2.gif


Frammenti di saggezza


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Categorie

11 settembre
194
1984
1 maggio
25 aprile
2 novembre
5 per mille
68
aborto
abruzzo
accanimento terapeutico
accoglienza
ada negri
adozioni a distanza
aggressione a berlusconi
agonia
aids
albacete
alda merini
aldo
aldo trento
alexis carrel
alla sua donna
amenità varie
amicizia
amicusplato
amniocentesi
amore
amore alla vita
amore coniugale
angelo vescovi
antisemitismo
apocalypto
arcobaleno
armeni
ascensione
astrofisica
atlantide
attualità
augias
auschwitz
avatar
avsi
avsi - cdo
«torah di yanov»
bakhita
bambini
bambini soldato
bamboccioni
banco alimentare
banco farmaceutico
bariona
bellezza
benedettoxvi in africa
benedettoxvi in sardegna
benedettoxvi in terra santa
benedetto xvi
benson
beran
bernanos
bersanelli
billings
bioetica
biopolitica
biotestamento
boffo
bonaria
bonino
bosone di higgs
bresso
brigata sassari
bullismo cristiano
camilla
camus
canzone
canzoni
caritas in veritate
carità
carità dono di sè commosso
carron
caterina
caterina da siena
cattedrali
cattolicesimo
cattolici
cdo
celeste
chavez
chiesa
cicerone
cilla
cinismo
citazioni
claudel
claudio chieffo
cleuza e marcos
cluny
coletta
colletta alimentare
coma irreversibile
compagnia delle opere
comunismo
conflitto arabo-israeliano
conoscere la realta
conoscere la storia
copti
costantino imperatore
crisafulli
cristianesimo
cristiani
crocifisso
cuba
cultura
de monte
de musset
de wohl
dialogo
Dichiarazione di Manhattan
difesa della vita umana
diritti umani
dissenso in urss
di pietro
dolore
don giussani
don gnocchi
ebrei
economia
edith stein
educazione
educazione alla sessualità
egitto
elezioni
eliot
embrione
embrioni chimera
emergenza educativa
emmanuel exitu
epifania
ermanno lo storpio
esercizi fraternità
esperienze
etsuro sotoo
eugenetica
eugenio corti
europa
eutanasia
fabiana
famiglia
famiglie in cammino
famiglie per laccoglienza
family day
faustina kowalska
fecondazione assistita
fede
federalismo
fede e cultura
fede e nichilismo
fede e opere
fede e politica
fede e ragione
fede e scienza
fede e società
fede e storicità
fede e vita
fedro
felicità
femminismo cristiano
fiammetta avsi
fibonacci
fine vita
florenskij
foibe
francis
franz werfel
galileo
gaudì
geore gray
getsemani
giampaolo
gianna beretta molla
gioia
giorgio la spisa
giornata della memoria
giovanni e giacomo
giovinezza
giulia
giussani
giustizia
gratitudine
grossman
guareschi
gulag
haiti
hausner
holly patterson
holodomor
homo homini lupus
honduras
house
identita di un popolo
identità
il giardino
il padrone del mondo
il papa a verona
il potere dei senza potere
il sonno della ragione
immigrazione
india
informazione
integrazione
ionesco
iran
irc
islam
israele
istruzione
jan palach
john waters
katyn
kolyma
kulaki
lagerkvist
laicismo
laicità
laogai
la ragione
legge 40
Leonardo grasso
leonardo da vinci aforismi
leonardo marino
lepanto
lepori
lettere di nicodemo
letture consigliate
le mie letture
libertas ecclesiae
libertà
libertà dinformazione
libertà di educazione
libertà dopinione
libertà religiosa
licei
lorenzo odone
lourdes
lourdes e santiago
lubjanka
lultima cena
macerata-loreto
mac arthur
mamma
mannino
maria
marijuana
marina valmaggi
martin niemöller
martirio
martiri dotranto
martitri cristiani
marziana
massimiliano kolbe
matrimonio
mattone su mattone
maurizio lupi
medioevo
medio evo
meditazioni
meeting di rimini
melazzini
miguel manara
milosz
minzolini
monachesimo
moralismo
moralità
morte
mounier
nassiriya
natale
nazismo
nennolina
neusner
nichilismo
niebuhr
nuvoli
olive jones
onesta intellettuale
orizzonte perduto
orwell
oscar wilde
pace
padre bossi
palestinesi
paraguay
paraolimpiadi
pasolini
pasqua
pavese
peguy
perdono
perelandra
peritore
piccinini
piccolo principe
pillola del giorno dopo
pillola di cinque giorni dopo
pillole
pioxii
plinio
politica
politica internazionale
popieluszko
povertà
pre-persone
prematuri
presepe
primavera di praga
processo breve
p claudel
radioformigoni
radio bonaria
ragione
rassegnazione
ratisbona
razzismo
recensione
reducciones
religione e potere
religione naturale
religiosità
responsabilita
riflessioni
riforma della scuola
rispetto
rispetto per la vita
risurrezione
rolando rivi
romano scalfi
rosarno
rose
rosetta brambilla
ru486
russia
sagrada familia
saint exupery
samar
Samir Khalil Samir
samizdat
samizdatonline
santagostino
santa monica
santi innocenti
sardegna
sartre
scandalo
scienza
scuola
scuola di comunità
sedazione terminale
seneca
senso religioso e fede
sezione aurea
se
shoah
silone
simona atzori
simpson
sla
solidarietà
solidarnosh
solženicyn
sol
souad sbai
speranza
spe salvi
spina bifida
staminali
staminali adulte
stato vegetativo
storicità del vangelo
stupore
sussidiarietà
sylivie menard
tarak ben ammar
tecnoscienza
teenstar
tende di natale
terapia futile
terra santa
terremoto
terri’s foundation
terri schiavo
testamento biologico
testimonianza
tg1
tiboni
tienanmen
tolleranza
totalitarismi
traiano
trattato di lisbona
trifoglio
tu che mhai preso il cuor
tv
un po di relax
uomo e donna
urss
vacanza
vandea
vedova calabresi
vendetta
verità
veronica
via crucis
vicky
violenza
vita
vita e destino
vittadini
vivamente consigliato
waida
zambrano
zetesis

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiAnnaV

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte

DISCLAIMER

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.







Heracleum blog & web tools