Leggo una notizia interessante:
La dottoressa Paola Bonzi, responsabile del Centro di aiuto alla vita* della clinica Mangiagalli di Milano, priva ormai di finanziamenti per sostenere le mamme in difficoltà, aveva presentato le sue dimissioni, anche se i risultati nel 2006 erano stati davvero buoni: 833 bambini nati e 833 mamme contente della loro nascita.
Tale gesto di protesta, in un momento in cui anche il 5 per Mille pare scomparso, ha provocato l’intervento della Regione Lombarda e del Comune di Milano con un finanziamento rispettivamente di 500mila euro e 200mila euro.
Tale provvidenziale stanziamento ha consentito al Centro di aiuto alla vita di Milano di riprendere la sua attività che vede arrivare sempre più mamme alla ricerca di aiuto.
Per evitare un aborto e per consentire che un bimbo nasca bastano in alcuni casi 800euro. Perché non intervenire, anche a livello di amministratori pubblici, perché ci siano più mamme serene e più bambini?
Perché, se c’è una mamma che vorrebbe tenere il proprio figlio e non può, non è giusto che venga abbandonata a sé stessa: anche noi siamo responsabili se non facciamo di tutto per sostenerla.
E allora viene da chiedersi: se tale iniziativa è stata fatta in Lombardia, perché non può esser fatta anche nelle altre regioni o addirittura a livello di governo?
*I Centri di aiuto alla Vita (CAV) sostengono tutte le mamme che vogliano essere aiutate a portare avanti la gravidanza ed esistono in tutte le maggiori città.
(leggi anche l'editoriale di SOL

