Politicus mi ha lasciato questo ricordo commosso dei tragici eventi di trent'anni fa:
(...) su Sussidiario. net, ci sono tre articoli, in particolare quello di Da Rold e su lettere inedite di Moro e di Craxi per ricordare Aldo Moro a trent'anni dalla sua uccisione ad opera della Brigate Rosse. Il 9 maggio 1978 ero a Roma con alcuni amici per una visita al Papa ma fu annullata perchè fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro e tutto come in un incubo senza fine si bloccò. Ricordo che ci avvertì, con le lacrime agli occhi, una suora della Domus Paci all'ora di pranzo. Ancora oggi provo rabbia e pietà ogni volta che si ricorda questo drammatico avvenimento. Dopo l'intervento alla Fiera del libro di Torino sostenendo le ragioni di Israele e respingendo ogni tentativo di violento antisemitismo e condannando il terrorismo mediorientale e l'intervento di ieri che qui ci proponi, noto un Presidente della Repubblica ancora più vicino alla gente, in maniera inaspettata per certi versi. Mi ha impressionato un passaggio dove Napolitano dice che "non è accettabile che quegli uomini siano ricordati solo come vittime e non come persone che hanno vissuto, hanno avuto i loro affetti, il loro lavoro, il loro posto nella società". Mi è sembrato meno celebrativo ma più vicino al cuore e al dramma di quelle famiglie che hanno perso un loro caro per mano terroristica.
Ecco gli articoli:
- Il 9 maggio 1978 vissuto in prima persona: come nacque la prima del Corriere dal titolo “Il delitto Moro”
- Da un inedito di Craxi una nuova luce sul caso Moro
- Caso Moro: tra storia e fantasia
