Pare che si voglia far passare l'aborto come diritto umano.
Ma riflettiamo un po': fino a non molti decenni fa l'aborto era considerato una scelta drammatica della donna in particolari condizioni; scelta drammatica perchè l'uccisione di un innocente non è mai uno scherzo.
Poi si è ricorso sempre più disinvoltamente all'aborto come metodo per evitare una gravidanza indesiderata.
Ora qualcuno vorrebbe che l'aborto fosse considerato un diritto umano, come il diritto alla vita, il diritto alla libertà, il diritto alla salute...
Solo che non si capisce come possa convivere il diritto alla vita con il diritto all'aborto, cioè all'uccisione di un innocente.
Ecco perchè ho trovato interessante questo articolo tratto dal sito ZENIT:
Campagna di raccolta firme contro l'aborto come diritto umano
Madrid - E' stata avviata una campagna firme contro il progetto che mira a far dichiarare l'aborto come diritto umano da parte dell'ONU, per i 60 anni dalla creazione di questa organizzazione internazionale, secondo la proposta di una lobby abortista.
In base a quanto riferito a ZENIT da Elsa Yolanda Márquez Reyes, una delle promotrici dell'iniziativa, la raccolta è stata organizzata proprio “per evitare che l'ONU dichiari l'aborto un diritto umano: vogliamo essere la voce di quanti non hanno voce”.
I promotori dell'iniziativa, organizzazioni pro-famiglia e pro-vita, affermano che in occasione del prossimo 10 dicembre – quando si celebreranno i 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – la lobby abortista sta cercando di far passare l'aborto come diritto umano definendolo diritto alla vita (della madre).
Da tutto il mondo stanno giungendo firme per impedirlo. In inglese ce ne sono già più di 30. 000. Tutte le firme verranno presentate nella sede delle Nazioni Unite proprio il 10 dicembre. Ci si attende che arrivino a più di 100. 000.
La campagna è guidata da C-FAM, un'organizzazione fondata nel 1997 per influire sul dibattito sulle politiche sociali alle Nazioni Unite e in altre istituzioni internazionali.
Si tratta di un istituto universitario senza scopo di lucro, volto a ristabilire un'adeguata comprensione del diritto internazionale e a difendere la sovranità nazionale e la dignità della persona umana.
Il modulo da firmare, in varie lingue, ricorda che la Dichiarazione Universale è il raggiungimento di uno standard comune per tutte le persone e tutte le Nazioni, e indica la necessità di garantire un'appropriata considerazione di vari fattori: il diritto alla vita di ogni essere umano, dal suo concepimento alla morte naturale, avendo ogni bambino e ogni bambina il diritto di essere concepito, di nascere e di essere educato all'interno della sua famiglia, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, essendo la famiglia l'entità naturale e fondamentale della società; il diritto di ogni bambino o bambina di essere educato dai propri genitori, che hanno la priorità, e il diritto fondamentale di scegliere il tipo di educazione da dare ai propri figli.
Per questo si sollecitano tutti i Governi a interpretare in modo adeguato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani visto che tutte le persone hanno il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale (art. 3); gli uomini e le donne di età matura, senza alcuna limitazione per razza, nazionalità o religione, hanno il diritto di contrarre matrimonio e a formare una famiglia (art. 16); la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha il diritto di essere difesa dalla società e dallo Stato (art. 16); la maternità e l'infanzia danno diritto ad assistenza e cure speciali (art. 25); i genitori hanno il diritto prioritario di scegliere il tipo di educazione da dare ai propri figli (art. 26).
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