venerdì, 21 novembre 2008

Eutanasia e nazismo

Quando ho letto questo articolo di Tempi ho pensato di proporlo anche nel blog, ma poi mi è passato di mente. Oggi ricevo la news letter del Centro Culturale di Lugano, che me lo ricorda e ne approfitto per farvelo conoscere; perchè si tratta di fatti della nostra storia e - si sa - chi non conosce la storia è destinato a ripeterne gli errori; e pare che molti in Italia ignorino la terribile storia del nazismo nei suoi aspetti più inquietanti:

A lato il castello di Hartheim, nei pressi di Linz, una delle sedi del programma di eutanasia dei disabili messo in atto da Adolf Hitler. Da questo programma, denominato T4, secondo Hannah Arendt ci fu una transizione senza soluzione di continuità ai campi di sterminio per tutti gli ebrei d'Europa.

Da
Tempi proponiamo questo testo.

Prima di Auschwitz Hitler pensò all’eutanasia e al “modo umanitario” con cui porre fine alla vita delle “persone incurabili”.

 Da "La soluzione finale: sterminio", tratto da "La banalità del male" di Hannah Arendt

L’idea di sterminare tutti gli ebrei, e non soltanto quelli russi o polacchi, aveva radici molti lontane. Era nata non nell’Rsha o in qualcuno degli altri uffici di Heydrich o di Himmler, ma nella Cancelleria del Führer, cioè nell’ufficio personale di Hitler. Non aveva nulla a che vedere con la guerra e non fu mai giustificata con le necessità militari. Uno dei grandi meriti del libro The final solution di Gerald Reitlinger è quello di aver dimostrato, in base a documenti che non lasciano dubbi, che il programma di sterminare col gas gli ebrei dell’Europa orientale fu uno “sviluppo” del programma dell’eutanasia di Hitler. (…)
Le prime camere a gas furono costruite nel 1939, in ottemperanza al decreto di Hitler, del 1° settembre di quell’anno, secondo cui alle «persone incurabili» doveva essere «concessa una morte pietosa». (Fu probabilmente questa origine a infondere nel dott. Servatius la sorprendente convinzione che lo sterminio coi gas dovesse essere considerato una «questione medica»). L’idea in sé, come abbiamo detto, risaliva a molto tempo prima. Già nel 1935 Hitler aveva spiegato al suo “Capo medico del Reich” Gerhard Wagner che, se fosse venuta la guerra, avrebbe «ripreso e condotto in porto questa faccenda dell’eutanasia, poiché in tempo di guerra è molto più facile». Il decreto entrò immediatamente in vigore per ciò che riguarda i malati di mente, e così tra il dicembre del 1939 e l’agosto del 1941 circa cinquantamila tedeschi furono uccisi con monossido di carbonio in istituti dove le camere della morte erano camuffate in stanze per la doccia – esattamente come lo sarebbero state più tardi ad Auschwitz.
Il programma suscitò enorme scalpore. Era impossibile tener segreta l’uccisione di tanta gente; la popolazione tedesca delle zone in cui sorgevano quegli istituti se ne accorse e ci fu un’ondata di proteste, da parte di persone di ogni ceto che ancora non si erano fatte un’idea “oggettiva” della natura della scienza medica e dei compiti del medico. Nell’Europa orientale lo sterminio coi gas – o, per usare il linguaggio dei nazisti, il «modo umanitario» di «concedere una morte pietosa» – iniziò quasi il giorno stesso in cui in Germania fu sospesa l’uccisione dei malati di mente. Gli uomini che avevano lavorato per il programma di eutanasia furono ora inviati a oriente, a costruire gli impianti per distruggere popoli interi – e questi uomini erano scelti o dalla Cancelleria del Führer o dal ministero della sanità del Reich, e solamente ora furono messi, amministrativamente, sotto il controllo di Himmler.

Gli istituti di carità del Führer
Nessuna delle varie Sprachregelungen (regolamenti della lingua, ndr) studiate in seguito per ingannare e camuffare ebbe sulle menti degli esecutori l’effetto potente di quel decreto hitleriano, contemporaneo allo scoppio della guerra, dove la parola «assassinio» era sostituita dalla perifrasi «concedere una morte pietosa». Eichmann, quando il giudice istruttore gli chiese se l’istruzione di evitare «inutili brutalità» non fosse un po’ ridicola visto che gli interessati erano comunque destinati a morte certa, non capì la domanda, tanto radicata nella sua mente era l’idea che peccato mortale non fosse uccidere, ma causare inutili sofferenze. E durante il processo ebbe scatti di sdegno sincero per le crudeltà e le atrocità commesse dalle Ss e raccontate dai testimoni, anche se la Corte e il pubblico quasi non se ne accorsero perché, fuorviati dal suo sforzo costante di non perdere l’autocontrollo, si erano convinti che egli fosse un uomo incapace di commozione e indifferente.
A scuoterlo veramente non fu l’accusa di aver mandato a morire milioni di persone, ma soltanto l’accusa – mossagli da un testimone e non accolta dalla Corte – di avere un giorno picchiato a morte un ragazzo ebreo. Certo, egli aveva mandato gente anche nell’area dove operavano gli Einsatzgruppen (i reparti speciali tedeschi, ndr), i quali non concedevano “una morte pietosa” ma fucilavano, tuttavia doveva poi aver provato un senso di sollievo quando ciò non fu più necessario data la sempre crescente “capacità di assorbimento” delle camere a gas. Doveva anche aver pensato che il nuovo metodo rappresentava un decisivo miglioramento nell’atteggiamento del governo nazista verso gli ebrei poiché il beneficio dell’eutanasia, a regola, era riservato soltanto ai veri tedeschi. Col passare del tempo, mentre la guerra infuriava e dappertutto era morte e violenza (sul fronte russo, nei deserti africani, in Italia, sulle coste francesi, tra le rovine delle città tedesche), i centri di sterminio di Auschwitz e di Chelmno, di Majdanek e di Belzek, di Treblinka e di Sobibor, dovevano davvero essergli apparsi altrettanti «istituti di carità», come li chiamavano gli esperti di eutanasia.
postato da AnnaV alle ore novembre 21, 2008 19:56 | link | commenti (10)
categorie: nazismo, eutanasia

Commenti
#1   22 Novembre 2008 - 08:16
 
http://ilfro

[..] Eutanasia e nazismo Le origini della morte pietosa che si invoca per Eluana A lato il castello di Hartheim, nei pressi di Linz, una delle sedi del programma di eutanasia dei disabili messo in atto da Adolf Hitler. Da questo programma, denominato T4 [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente massimo70

#2   22 Novembre 2008 - 13:36
 
Mi dovrei sentire un nazista? -.-
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dianoia85

#3   22 Novembre 2008 - 14:27
 
Credo che tu abbia l'intelligenza sufficiente per capire i nessi: decidi tu.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#4   22 Novembre 2008 - 16:30
 
Io dico che mi sembra un paragone assurdo sotto ogni aspetto. Non esiste paragonare una posizione moderata ad una così estrema come il nazismo.
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#5   22 Novembre 2008 - 19:43
 
Sei tu che fai paragoni.
Se leggi con attenzione l'articolo non riporta un paragone ma parla solo de "Le origini della morte pietosa che si invoca per Eluana".
Vedi, bisogna imparare a leggere quello che è scritto e a non interpretarlo secondo il nostro stato d'animo.
Ma non te ne faccio una colpa, visto che l'andazzo comune è quello: non si è abituati e nemmeno educati a stare a quanto c'è scritto: si salta subito alle conclusioni e in base alle conclusioni, frutto di interpretazione personale, ci si indigna o si reagisce.

Prima di commentare in modo reattivo occorre legere ed essere sicuri di aver capito bene.

Comunque quando si tratta di eutanasia, sia che l'abbia inflitta Hitler o qualcun altro la sostanza non cambia. Non esiste atteggiamento moderato e atteggiamento non moderato: quando si uccide qualcuno si tratta sempre di omicidio. Altrimenti si è come Eichmann che si scosse soltanto davanti all'accusa di aver picchiato brutalmente a morte un giovane ebreo, mentre non batté ciglio davanti all'accusa di aver mandato a morte nelle"docce" milioni di ebrei perchè si trattava di una dolce morte (eu-tanasia)
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#6   22 Novembre 2008 - 22:57
 
No guarda, questo articolo non narra le origini dell'eutanasia (che esiste da sempre, soprattutto sui campi di battaglia), ma dice soltanto che i nazisti facevano uso di una terminologia simile per adempiere i loro scopi secondo quelle che erano le loro convinzioni. Sarebbe come se dicessi, in un periodo dove l'attenzione mediatica è puntata sull'intolleranza della chiesa cattolica, che al tempo di carlomagno a chi non si convertiva veniva tagliata la tasta...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dianoia85

#7   23 Novembre 2008 - 09:05
 
L'articolo è leggibile a tutti.
Quello che avevo da dirti l'ho già scritto.
Per il momento non ho altro da aggiungere.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#8   23 Novembre 2008 - 22:28
 
giuro, ho letto prima i commenti che l'articolo ed ero convinto che Dianoia avesse totalmente torto e invece debbo dar lui ragione °-° cioè spiega solo che i nazisti uccidevano gli ebrei e che alcuni utilizzavano dei termini più graziosi per via una perversa ironia dato che rispiamavano alle vittime delle torture.
Dare il titolo "Eutanasia e nazismo" è una sfumatura dialettica
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Angel0fDeath

#9   24 Novembre 2008 - 07:09
 
Non c'è bisogno di giurare, Angel.
Perchè non dovrei crederti?

Però stai attento: l'articolo della Harendt parla solo dell'inizio della mentalità eutanasica introdotta da Hitler, forse anche con delle false buone intenzioni che hanno ingannato molti.


Scusa, ma quando dice che Il decreto entrò immediatamente in vigore per ciò che riguarda i malati di mente, e così tra il dicembre del 1939 e l’agosto del 1941 circa cinquantamila tedeschi furono uccisi con monossido di carbonio in istituti dove le camere della morte erano camuffate in stanze per la doccia non sta parlando di ebrei, ma di malati di mente tedeschi. O no?

L'eutanasia è una cosa diversa dallo sterminio di un intero popolo: sono due cose completamente diverse!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#10   24 Novembre 2008 - 10:44
 
Però era legato ad un discorso diverso, sempre per la conservazione della razza... Cioè per la stessa causa i nazisti erano anti-abortisti, non so se mi spiego; loro avevano una scala di valori totalmente sballata che li portava a delle brutalità giustificate da una causa orribile, paragonare la loro situazione alla società odierna è un metodo terribile di fare satira e realitivamente offensivo. Con un po' di senso critico si capisce perfettamente che i nazisti con l'eutanasia avevano ben poco a che fare nonostante l'articolo.
E per me il titolo resta lo stesso pretenzioso :s

Angel0flogout
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