Ho avuto qualche incertezza prima di decidere di pubblicare questa mail di P. Aldo - anche se ho il suo ok - perchè temo che qualcuno possa fraintendere, visto che la vita vissuta con verginità è qualcosa di difficile comprensione con i tempi che corrono.
Ma poi ho visto la foto e ho capito che la foto spiegava tutto perciò... guardate la foto e poi leggete la mail!

Carissimi amici,
Guardate che bella Alicia, una delle mie figlie piú care, ammalata di AIDS, finalmente ritornata a casa. Si perché piú volte, una volta recuperata, se ne tornava nella strada a fare la vita di sempre e contangiando centinaia di poveri essere umani. Ha tre bimbi, di cui una vive con me insieme ad altri bambini miei. Ha 21 anni. E´bella questa mia figlia. Sta malíssimo, l´AIDS la sta divorando.
L´ho abbracciata come solo un uomo puó abbracciare una donna, come solo la verginitá permette, perché solo la verginitá fa rifiorire un albero secco. Ha chiesto: “papá voglio confessarmi”. “Figlia, mi basta questa domanda e già ti assolvo”. Un minuto e poi la festa. Ma capite quando Gesú dice: “Le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli”. La guardo, sta molto male. Mi avvicino, vuole sentirsi abbracciata, accarezzata. Un oggetto da sempre per divertire gli assettati di sesso, adesso é lei, una donna, che bello!
Una donna. La guardo mentre mi stringe le mani e penso a Gesú quella volta dell´adultera: “donna!...”
La chiama “donna”. Che bello! La parola “donna” per me, come la usa Gesú, descrive tutta la sua grandezza.
Ebbene adesso é qui con un unico desiderio: vivere la dignitá incontrata. Per lei é fiorita la speranza che come ci ricorda la Scuola di Comunità è la Gloria di Dio, e la certezza che Cristo ha già vinto.
Per questo Alicia è sicura e non teme il futuro perchè sa che questo abbraccio che non l`ha mai mollata è definitivo.
Con affetto
P. Aldo
Nota: Una delle sue bambine vive con me nella Casetta di Betlemme

